Noi giovani virgulti degli anni ’70 quali eravamo non vedevamo l’ora. Ogni giorno dal lunedì al sabato intorno alle 16.30 ci accoccolavamo davanti al televisore valvolare in attesa che iniziasse la Tv dei Ragazzi, il programma di un’ora dedicato a noi. Alle 17.00 in punto il monoscopio Rai cessava le selezioni di musica strumentale, della durata di circa quindici minuti, per aprire le porte del pomeriggio su un mondo fatto di cartoni animati, documentari, giochi.
Non è ben chiaro quale fosse il criterio seguito nel gestire la programmazione quotidiana, di sicuro l’essere ignari di cosa potesse andare in onda rendeva l’attesa ancora più trepidante. La Tv dei Ragazzi ha dato il via a numerose trasmissioni, alcune delle quali entrate nella storia della televisione, altre cadute nel dimenticatoio: di quest’ultima categoria fa senz’altro parte “Il Raccontondo”, 15 minuti di favole e filastrocche andati in onda nel 1975… Chi ricorda il pupazzo Articoletto che intonava stonando la canzoncina: “C’era una volta un gattino che saliva sul camino e il camino si ribalta!”?
Strani pupazzi fra cui la fata Muccona che volava sopra una scopa a motore e il cavalier Stampella, un polipo che camminava sorretto dall’insolito (per lui) appoggio, erano i protagonisti de “Nel bosco degli Animatti” serie andata in onda alla fine degli anni ’60.
La Rai di allora, forse in vena di economie, si approvvigionava di produzioni a basso costo provenienti dall’est europeo come i cartoni polacchi Bolek e Lolek e la serie animata della Germania est in stop motion Filopat e Patafil.
Il 5 gennaio 1970 andò in onda sul Programma Nazionale poi Rai 1 “Gianni e il magico Alverman” serie tv belga destinata a diventare un cult. Raccontava le avventure di Gianni Claeszoon e dell’amico folletto Alverman, che in più di un’occasione lo toglie d’impaccio grazie ai suoi sortilegi.

Avventura” firmato da Bruno Modugno e Sergio Dionisi resta uno dei programmi più belli del contenitore per ragazzi, trasmesso il venerdì con ampio riscontro di pubblico dal 1965 per più di dieci anni, in trenta minuti offriva reportage da tutto il mondo che lasciavano incollati al teleschermo i giovani spettatori, celebre la sigla iniziale “She came in through the bathroom window” dei Beatles nella versione cantata da Joe Cocker e quella finale “Salty Dog” dei Procol Harum, entrambi scelte da quel Max Catalano divenuto celebre anni dopo grazie alla trasmissione di Renzo ArboreQuelli della Notte”.
A proposito di sigle famose, “Fumetto” di Lucio Dalla fu la colonna sonora de “Gli eroi di cartone”, trasmissione di cartoni animati destinata a spianare la strada al successivo “Supergulp”. Condotta dallo stesso Lucio Dalla dal 1970 nel tradizionale appuntamento del martedì, “Gli eroi di cartone” venne poi presentata dall’attore doppiatore Francesco Mule’ (la voce dell’orso Yoghi) e infine nel 1973 dal pittore, creatore di marionette di origine argentine Roberto Galve.
Cino Tortorella l’indimenticabile mago Zurlì dello Zecchino D’Oro era il vero deus ex machina dell’intrattenimento del sabato pomeriggio quando la Tv dei Ragazzi dedicava lo spazio ai giochi. A lui si devono trasmissioni come “Chissà chi lo sa” presentata per più di dieci anni da Febo Conti, classico quiz dove a sfidarsi erano due squadre composte da alunni delle scuole medie, cui succederà nel 1972 Ettore Andenna prima con “Scacco al Re” ispirato al gioco degli scacchi poi con “Il Dirodorlando” dal linguaggio simil medievale. Celebre la formula con cui il conduttore introduceva il gioco: “Barabitte e barabitti, stranguliotti e madezuppi, valdomini e ponterbi, sigisnulfi e marguldi e voi nobili valdostenghi, salve!”.
I genitori seguivano la trasmissione nel tentativo di comprendere quella strana lingua parlata dai figli. La Tv dei Ragazzi tenne a battesimo numerose serie fra cui “Zorro” della Walt Disney – tuttora in onda sui canali nazionali – e le fantascientifiche “Stingray”, “Ufo” e “Spazio 1999”, create dai britannici Gerry e Sylvia Anderson di cui parleremo nei prossimi appuntamenti dedicati alla televisione del passato, sempre viva nei ricordi di noi giovani adulti.

Enzo Mauri

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