Chissà cosa avrebbe detto Stanley Kubrick se avesse saputo che il titolo di uno dei suoi più celebri film aveva ispirato quello di una famosa trasmissione televisiva italiana? Eppure l’idea di “Stranamore” presa dal format olandese “All you need is love” non nacque sotto una buona stella. E’ storia nota che a Silvio Berlusconi non piaceva, al punto di non volerlo collocare in palinsesto. In seguito avrebbe voluto relegarlo nel pomeriggio domenicale di Rete Quattro e alla fine Fatma Ruffini – la potente responsabile del daytime di Canale 5 – la spuntò piazzandolo la domenica sera dell’ammiraglia Mediaset, fiutandone il probabile successo.
E cosi fu: andato in onda per la prima volta il 27 febbraio 1994 sulle note di “All you need is love” dei Beatles, “Stranamore” ebbe subito un enorme successo superando anche i 10 milioni di telespettatori.
Fra i punti di forza la conduzione del compianto Alberto Castagna proveniente dal Tg2 Rai e da “I Fatti Vostri” di Michele Guardì dove aveva sostituito Fabrizio Frizzi. Le sue doti d’intrattenitore erano state notate anni prima da Pippo Baudo che nel 1988 gli aveva affidato i collegamenti esterni della trasmissione “Serata D’Onore”. Nel 1993 il passaggio a Mediaset con un ingaggio pare miliardario. “E’ morto il divismo” dichiarò Castagna in un’intervista dietro le quinte “il presentatore ha cambiato immagine ora è un trait d’union tra la gente che guarda la tv a casa e la gente che è protagonista in studio”. Proprio questa caratteristica era alla base del successo della trasmissione che si occupava di questioni di cuore.
Ogni puntata raccontava storie di coppie divise, sul punto di dividersi o in procinto di formarsi; veniva ospitato nel salotto del programma uno dei due protagonisti che, una volta esposto il proprio caso, seguiva attraverso un filmato la reazione del partner, o presunto tale, a un proprio videomessaggio. Alberto Castagna – coadiuvato nel periodo d’oro del programma tra il 1994 e il 1998 da Alessandro Ippolito – andava personalmente a bordo di un camper a trovare i diretti interessati, accolto dal giubilo della gente. La parte finale della storia prevedeva la presenza in studio della dolce metà, la quale avrebbe confermato il definitivo esito della vicenda, non sempre positivo. Le storie erano le più disparate, dalla plateale dichiarazione d’amore attraverso scritte gigantesche o striscioni, alle rotture clamorose di fronte a l pubblico di tutta Italia.
Il programma aprì le porte anche alle coppie gay. Qualcuno avanzò l’ipotesi che non tutte le vicende raccontate fossero reali, come provò una trasmissione televisiva di Rai Tre: “il programma è onesto, staremo più attenti” dichiarò Castagna. Una volta il presentatore per consegnare un videomessaggio si recò addirittura in un carcere di massima sicurezza, in un’altra occasione fece incontrare un bimbo di 10 anni con il papà marine degli Stati Uniti a lungo lontano da casa e la presenza di un minore creò a Castagna dei problemi con l’ordine dei giornalisti. Il caso di Glenda e Alessandro fece scalpore perché lei, venuta a chiedere perdono dopo un tradimento, fu mandata letteralmente a quel paese di fronte al pubblico in studio e la numerosa platea televisiva. Negli anni “Stranamore” vide in studio diverse vallette fra cui Francesca Rettondini, Serena Autieri e Emanuela Folliero.
Nel 1998 Alberto Castagna fu vittima di un doppio aneurisma all’aorta: il presentatore dovette sottoporsi a numerosi interventi chirurgici che lo portarono per lungo tempo lontano dagli studi televisivi. Il 22 aprile 2001 tornò al timone della trasmissione in un commovente abbraccio da parte di tutto lo staff dirigenziale di Mediaset, in particolare di Maurizio Costanzo che lo aveva sostenuto quando era alla direzione di Canale 5. Per due anni ancora il programma venne trasmesso dall’ammiraglia Mediaset, poi a causa dell’audience in diminuzione nel 2004 e 2005 passò su Rete Quattro. Nel 2005 a soli 59 anni Alberto Castagna ci lasciò. Nei successivi quattro anni fino al 2009 “Stranamore” fu condotto da Emanuela Folliero e, una volta concluso, alcune dinamiche della trasmissione sono state ereditate da “C’è Posta per Te”.

Enzo Mauri

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