Se dovessimo stilare una classifica dei programmi che hanno fatto la storia della televisione, “Rischiatutto” occuperebbe le primissime posizioni.
Quello del giovedì sera alle 21.15 sul Secondo Programma (poi Rai 2) divenne un appuntamento imperdibile per milioni di italiani. Dopo il successo di “Lascia o Raddoppia?” terminato nel 1959, Mike Bongiorno propose trionfalmente nel 1970 un nuovo quiz ispirato al format americano “Jeopardy”.
Le regole erano molto semplici, Mike si sentì comunque in dovere di chiarirle in un’apposita puntata, la prima, inserendo di tanto in tanto i suoi interventi durante la registrazione del gioco per spiegare gli eventuali passaggi che sarebbero potuti risultare più ostici al grande pubblico. In ogni puntata di poco più di un’ora in bianco e nero trasmessa prima da Roma poi da Milano, tre concorrenti si sfidavano ciascuno su domande di cultura generale e sulla materia con cui avevano deciso di partecipare.
Sebbene fossero loro i protagonisti del programma come lo stesso Mike chiarì in un’intervista dietro le quinte di Emilio Fede, all’epoca giornalista Rai, il pubblico in breve tempo si appassionò alle gaffe del presentatore e alle battute irriverenti nei confronti dei partecipanti divenute vere peculiarità del gioco: “Signora Longari lei è diventata un’attrazione da circo, in senso buono! L’Ente Nazionale Circhi le ha messo a disposizione una tessera che le permette di andare al circo quando vuole con tutta la famiglia, ma attenta che non la mettano in gabbia!”.
Quanto alla battuta sull’uccello riferita alla signora Longari pare che fu pronunciata nei confronti di un altro concorrente ma nelle registrazioni della trasmissione non ve n’è traccia.
Da buon scaramantico come molti protagonisti del mondo dello spettacolo, Mike Bongiorno per entrare nello studio usava la scaletta dei tecnici, diceva che gli portava fortuna. Una volta nell’arena pronunciava la celebre espressione “Fiato alle Trombe Turchetti” con cui dava inizio al gioco.
Piero Turchetti fu il regista di tutte e cinque le edizioni e delle 160 puntate trasmesse; in seguito Bongiorno confessò che in molte delle tonnellate di lettere che arrivavano in redazione i telespettatori si riferivano al regista pensando che “Fiato alle Trombe” fosse il suo nome.
L’introduzione del pannello elettronico con le domande suddivise per valore da 10 mila a 60 mila lire fu l’innovazione che rese “Richiatutto” il primo quiz multimediale nella storia della tv italiana, comandato grazie a una pulsantiera definita “spaziale” dallo stesso Bongiorno.
Alcune funzioni non erano immediate, come la messa in onda di filmati per cui bisognava fermare la registrazione in modo da permettere ai tecnici di inserire il video richiesto.
Molti i personaggi divenuti famosi grazie al quiz del giovedì, che vedeva fra i suoi autori Paolo Limiti, di sicuro il “Signor NoLudovico Peregrini – anche lui autore, nonché protagonista, nella nuova edizione condotta da Fabio Fazio – la valletta Sabina Ciuffini distintasi per le minigonne e shorts del tutto inediti per il pubblico Rai del periodo, quindi i concorrenti, oltre alla già citata Giuliana Longari, il farmacista toscano Andrea Fabbricatore che conquistò il pubblico con la sua simpatia e schiettezza, ma il più rinomato in assoluto fu il professor Massimo Inardi, vincitore del montepremi più elevato nella storia di “Rischiatutto”: dal 3 dicembre 1971 al 26 gennaio 1972 si aggiudicò 48 milioni e 300 mila lire, 9 in una sola puntata. Vinse inoltre la finalissima del 1972 fra 9 campioni delle precedenti edizioni, che gli fruttò il titolo di supercampione oltre al montepremi di quasi 6 milioni.
Esperto di parapsicologia, la precisione e l’immediatezza delle sue risposte insinuarono nel pubblico l’idea che potesse entrare nella mente di Bongiorno. Si decise, quindi, di far leggere le domande a Mike mentre Sabina Ciuffini custodiva le risposte.
Rischiatutto” terminò il 25 maggio 1974.

Enzo Mauri

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