Pronto, Raffaella?” rappresentò nel 1983 la risposta della Rai allo strapotere dei quiz di Mike Bongiorno e Corrado collocati da Canale 5 nella fascia di mezzogiorno. L’idea di ambientazione casalinga ricreata in uno studio televisivo venne a Gianni Boncompagni, autore del programma assieme a Giancarlo Magalli e Lianella Carell. La stessa scenografia con il divano in primo piano fece scuola per i successivi talk show televisivi come il noto “Tappeto Volante” condotto da Luciano Rispoli. I primi piani dei protagonisti ispirarono Boncompagni negli anni ’90 per un’altra sua creatura: “Non è la Rai”. A fare gli onori di casa fu scelta Raffaella Carrà, mattatrice prevalentemente di show serali, chiamata quindi a una nuova sfida in quella che a tutti gli effetti era ritenuta una fascia poco appetita dal pubblico televisivo.
La proverbiale simpatia e spontaneità della Carrà riuscì subito a coinvolgere gli spettatori, la platea superò ben presto i 4 milioni di audience per una trasmissione vero e proprio varietà dell’ora di pranzo con ospiti, giochi, balletti. La poliedrica conduttrice si innamorò a tal punto del programma e del suo pubblico, come lei stessa dichiarò, da rinunciare in un primo momento all’ingaggio faraonico propostole dalla concorrenza e nel 1987 passò poi alla Fininvest. Il ballo dei miliardi che la vide al centro dell’attenzione da parte della stampa, le procurò anche le critiche del mondo politico, al punto da indurla a chiarire la sua posizione in una toccante puntata dello show di mezzogiorno. “Pronto Raffella?” iniziò il 3 ottobre del 1983 poco dopo le 12.00: il programma durava fino alle 14.15, all’interno il Tg1 delle 13.30. Elemento fondamentale della trasmissione il telefono con cui Raffaella Carrà riusciva a creare un rapporto quasi intimo con il suo pubblico. La gente telefonava numerosa intasando i centralini, per partecipare ai giochi previsti ma anche semplicemente per parlare con la propria beniamina e gli ospiti presenti in trasmissione. Celebre la puntata in cui Alberto Sordi fu chiamato ad aiutare una spettatrice nel “Gioco dei Colori”, dove alla risposta “bianco” bisognava indovinare la domanda. Albertone calamitò su di sè l’attenzione, creando un gustoso siparietto con il prete anche lui ospite in studio. A ogni complimento rivolto alla Carrà memore del “Tuca Tuca” che lo aveva visto protagonista a “Canzonissima ‘71” Sordi, rivolto al prelato, alternava uno “Scusi Padre!”.
Nei due anni di vita del programma Raffaela Carrà ospitò tra i tanti anche l’allora Presidente della Camera dei Deputati Nilde Iotti, sempre nel 1984 visibilmente emozionata accolse Madre Teresa di Calcutta. Lunedì 24 dicembre 1984 il pubblico televisivo accese la tv sul volto visibilmente commosso della Carrà dopo l’attentato avvenuto il giorno prima al Treno Rapido 904 che aveva causato 16 morti e 267 feriti. In loro rispetto quel giorno i giochi telefonici vennero sospesi. A proposito dei giochi “Pronto, Raffella?” è ricordato soprattutto per il “Quanti Sono?”, gli spettatori si sbizzarrirono ad indovinare quanti fagioli (ma il vaso poteva contenere di tutto) si trovavano dentro un contenitore di vetro; ad ogni risposta sbagliata il montepremi saliva di centomila lire, la Carrà indicava se la cifra detta era troppo alta o troppo bassa rispetto al numero effettivo che poi si scoprì essere 10.943. Altri giochi erano “La cassaforte” – dove bisognava indovinare una sequenza numerica corretta per aprirla – e “Il Mimone”, in cui bisognava indovinare il titolo di un film o libro mimato dai Ragazzi Tuttofare chiamati a coadiuvare in ogni puntata la conduttrice. Del programma faceva parte anche un giovane Fabio Fazio nelle vesti di comico-imitatore e l’uomo robot David Zed. La sigla cantata dalla Carrà era “Fatalità” poi “Che Dolor” nella seconda edizione. Dopo due edizioni “Pronto, Raffaella?” divenne “Pronto, chi gioca?” con alla guida Enrica Bonaccorti per altri due anni, mentre l’ultima “Pronto, è la Rai” venne condotta nel 1987 da Giancarlo Magalli e Simona Marchini.
Grazie a “Pronto, Raffaella?” la Carrà vinse nel 1984 il titolo di Personaggio Televisivo femminile a livello europeo, consegnato dall’European Tv Magazines Association.

Enzo Mauri

 

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