Questa sera su Rai 1 andrà in onda la docufictionIo, una giudice popolare al Maxiprocesso”, con protagonisti Donatella Finocchiaro e Nino Frassica.
Il Maxiprocesso tenutosi a Palermo nella seconda metà degli anni ‘80 è stato una pietra miliare nella lotta contro la mafia. La televisione e il cinema lo hanno raccontato varie volte, affascinati dalle personalità dei suoi protagonisti, partendo da personaggi come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, fino ad arrivare a Tommaso Buscetta.
La docufiction “Io, una giudice popolare al Maxiprocesso”, presentata ieri in videoconferenza su Zoom, è stata prodotta dalla Stand by me in collaborazione con Rai Fiction, e sceglie di parlare di quel periodo, della mafia e dei processi più importanti cambiando però prospettiva, mettendo al centro del racconto una delle giurate popolari che hanno contribuito alle storiche condanne con cui il processo si è concluso. Non si tratta di una persona famosa, ma di una persona comune, di una donna, che si è trovata catapultata in un evento storico dimostrandosene all’altezza. Una donna che non ha avuto paura e non si è tirata indietro una volta chiamata a svolgere il suo dovere di cittadina, nonostante la delicatezza dei casi e la pericolosità di essi. O meglio, ha superato quella paura Caterina, la protagonista, che in quest’opera per il piccolo schermo sintetizza il punto di vista delle tre giurate popolari Teresa Cerniglia, Maddalena Cucchiara e Francesca Vitale, che hanno vissuto in prima persona il Maxiprocesso e che si alterneranno nelle interviste.

È il racconto di una vicenda drammatica, di alto senso civico, individuale, familiare, senza mai perdere di vista il dialogo con la Storia.

Nel cast del film, diretto dal regista Francesco Miccichè – oltre ai già citati Donatella Finocchiaro e Nino Frassica – sono presenti anche Francesco Foti, Pierluigi Corallo, Vincenzo Crivello, Manuela Ventura, Chiara Cavaliere, Domenico Ciaramitaro e Davide Paganini.

I filmati d’epoca che vedrete sono stati forniti dalla Rai (Rai Teche e Rai Sicilia, che ha digitalizzato e conserva l’intero girato del Maxiprocesso); le foto e i titoli dei giornali mostrati, invece, fanno parte dell’archivio de L’Ora di Palermo e sono stati forniti dalla Biblioteca Regionale Siciliana.

Gli innesti fiction e alcune interviste sono state girate dentro la famosa aula bunker, dove si è tenuta realmente la Camera di Consiglio del processo, mentre alcune riprese sono state realizzate nelle stanze di ristoro e in quelle in cui dormirono i giurati in quei 35 giorni.

Carlotta d’Agostino

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