Con l’emergenza Covid-19 non ci sono state alternative per il mondo dello spettacolo e abbiamo assistito allo stop di produzioni e set televisivi. Dopo il fermo imposto dalla pandemia, i set delle produzioni televisive stanno riaprendo e lo faranno seguendo le normative sanitarie e di sicurezza.
E’ accaduto, naturalmente, anche al daily “Il Paradiso delle Signore“, quarta stagione in corso.
Ne parliamo con due attrici molto amate, Elisa Cheli e Mariavittoria Cozzella rispettivamente Paola e Dora, Veneri del magazzino più amato d’Italia, Il Paradiso delle Signore nel pieno boom economico di una Italia che scopriva – tra la fine degli anni ’50 e gli anni ’60 – le sue eccellenze, rinascendo dalle ceneri del dopoguerra.
Un’intervista doppia, molto emozionale, in cui le due brave e talentuose attrici vivono l’attesa del ritorno sul set a fine giugno, il rapporto tra colleghe e colleghi, le riprese estive per completare la stagione, il futuro e il difficile periodo che abbiamo tutti vissuto.

Quali sono le vostre emozioni nel ritornare sul set e come pensate cambierà il modo di lavorare, in base alle normative sanitarie? Siamo nel 1961, grande fermento al Paradiso: per quanto riguarda i vostri ruoli, molto apprezzati, quelli di Paola e Dora, cosa succederà ai vostri personaggi?

Elisa Cheli, nel ruolo della Venere Paola, l’unica commessa del Paradiso sposata: Purtroppo, abbiamo dovuto interrompere le riprese a poco dalla fine, da un giorno all’altro (anche se sapevamo sarebbe successo) a causa dell’emergenza Covid-19, adesso però sappiamo che dal 30 giugno prossimo, riprenderemo il tutto. Sicuramente c’è la felicità di ricominciare, anche se, personalmente, so che sarà più complicato, dato che ci saranno delle norme da seguire. Questo renderà tutto un po’ meno “spontaneo”, caratteristica fondamentale nella recitazione (e anche nella vita). Sono sicuramente felice ma anche un po’ spaventata da questa ripresa in cui sarà tutto un po’ più “meccanico”. Bisognerà – almeno per un po’ di tempo – abituarsi a un nuovo modo di lavorare ma d’altronde il mestiere dell’attore è proprio quello di cambiare, di adattarsi alle nuove situazioni, forse, per creare magari anche qualcosa di più interessante di prima. Per quanto riguarda il mio personaggio “Paola”, non so cosa le succederà, poiché a noi vengono date le sceneggiature un po’ alla volta, non le abbiamo tutte. Così come si è fermato il lavoro, anche le sceneggiature che abbiamo sono rimaste praticamente al punto in cui abbiamo girato. Sono anche io curiosa di sapere cosa succederà a Paola a fine stagione.

Mariavittoria Cozzella, nel ruolo della Venere Dora, nella 4° stagione addetta a cosmetici, make up e profumi all’interno del Paradiso: Per quanto riguarda la ripresa del set sono molto felice di rivedere colleghe, colleghi e amici e curiosa di vedere come sarà tornare a lavorare ai tempi del Covid e con le normative sicurezza. Sul set faremo le solite cose: scherzi, risate, mangiate, giochi e tanto lavoro. Solo che stavolta sarà tutto a un metro di distanza! Per quanto riguarda le nostre storie e ruoli, concluderemo questa stagione e poi si vedrà… Speriamo che siano possibili belle sorprese, per noi e per il pubblico.

Il Paradiso delle Signore” ha fans sparsi in tutta Italia. C’è molta attesa per la ripresa del set e del completamento della 4° stagione; le riprese, interrotte il 27 aprile scorso: dovrete dunque girare l’ultima parte della quarta stagione e la messa in onda, presumibilmente dopo l’estate?

Elisa Cheli: Sì, dobbiamo finire di girare le ultime 20/25 puntate della quarta stagione e penso andranno in onda a partire da settembre. Per quanto riguarda la prossima stagione, invece, dobbiamo attendere qualche notizia in più.
Mariavittoria Cozzella: Riprenderemo a girare le ultime puntate della quarta stagione e non so dare una data di messa in onda precisa, ma credo che appena sarà possibile la Rai farà di tutto per far sapere ai fans del Paradiso come andrà a finire questa stagione… Dopo tutto questo tempo se lo meritano!

Sia con l’emergenza Coronavirus che con la ripresa, Fase 3, un tema caldissimo delle cronache è quello relativo alle difficoltà dei lavoratori dello spettacolo. La richiesta al Governo di sostegno e aiuto da parte delle maestranze lavorative: ci voleva una pandemia globale per portare alla luce le esigenze di attrici, attori e lavoratori dello spettacolo?

Elisa Cheli: In realtà a me sembra che neanche questa situazione sia servita molto per parlare delle esigenze dei lavoratori dello spettacolo. Dal 15 giugno sono stati riaperti teatri e cinema, ma soprattutto per i teatri le condizioni non sono delle migliori. E questo, appunto, non influisce solo sui singoli attori e attrici ma anche su tutta la parte dei lavoratori che rimane dietro le quinte e grazie ai quali è possibile allestire uno spettacolo o delle riprese. La maggior parte delle persone non ha idea di quante persone lavorino dietro un progetto, sono veramente tante. Ad esempio, penso anche a tutti gli “attori generici”, dette in termini comuni “comparse”, che subiranno un forte taglio da parte delle produzioni a causa dell’emergenza Covid-19 e hanno pochissime tutele. Oppure penso ai proprietari di piccoli teatri, i cosiddetti “teatri off”, che già in media ospitano pochi posti e che con la riduzione del pubblico, avranno grandi problemi.

Questa potrebbe essere l’occasione per creare nuove opportunità?

Come già accennato prima, ritengo che l’unico modo per “sopravvivere” a questa situazione sia quella di adattarsi, pensando inoltre di creare qualcosa di nuovo, perché le condizioni ce lo impongono. Non si può pensare di fare le stesse cose di prima, bisogna reinventarsi. Ovviamente a parole siamo bravi tutti, il problema vero e proprio quello di avere un supporto (sia umano che economico) anche da parte dello Stato stesso: che dia la forza di ripartire in maniera diversa. Alcuni miei amici, ad esempio, stanno creando uno spettacolo che sarà messo su piattaforme online (come alcune iniziative che sono state prese durante la quarantena). L’errore da evitare – a mio avviso – è quello di pensare che questo non sia un “vero” lavoro. E’ lavoro, esattamente come altre professioni, soltanto fatto e realizzato in maniera diversa e quindi va considerato tale.

Mariavittoria, anche per te una piccola riflessione sulle difficoltà del mondo dello spettacolo e le richieste delle maestranze lavorative:

Mariavittoria Cozzella: In realtà questo è un tema molto delicato e a mio avviso è necessario fare molta attenzione quando si parla di argomenti che toccano molti interessi diversi. C’è una complessità intrinseca che riguarda il nostro lavoro, per cui è difficile applicarvi regole che valgano per altri mestieri. La crisi ha forse evidenziato che la nostra categoria ha bisogno di tutele molto specifiche e che è necessario un confronto tra le parti interessate per arrivare a una soluzione soddisfacente.

Alessandra Paparelli

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