8 anni fa ci lasciava Rita Levi-Montalcini, una pietra miliare del panorama scientifico mondiale. Gli appellativi con cui viene chiamata si sprecano: “Signora della Scienza”, “Professoressa”, “Diva”, “Icona”, “Lady of Cells”. Così come si sprecano i documentari, le fiction, intere pagine di giornali e riviste sulla sua persona e sul suo operato. Un’insaziabile sete di conoscenza, la ricerca per lei non conosceva orari né calendari, fino all’ultimo soleva dire “Il corpo faccia quello che vuole. Io non sono il corpo: io sono la mente”. Rita Levi-Montalcini è stata neurologaSenatrice a vita e Premio Nobel per la Medicina grazie alla scoperta del fattore di crescita del tessuto nervoso. Ma oltre il genio, c’è di più. Affermatasi sin da giovanissima come una donna libera, si è battuta per la parità tra i sessi, fondando la Rita Levi-Montalcini Onlus per il conferimento di borse di studio universitarie alle studentesse africane, ha supportato cause umanitarie quali la regolamentazione dell’aborto e l’abolizione delle mine antiuomo, ha spronato i giovani a non concentrare l’attenzione solo su se stessi, a partecipare ai problemi sociali e fare proposte volte al miglioramento del mondo, perché il futuro è nelle loro mani.

Questo lato umano e la visione della ricerca come strumento al servizio della comunità sono ripresi nel film “Rita Levi-Montalcini” di Alberto Negrin, in onda questa sera su Rai 1. Nei panni della Professoressa la bravissima Elena Sofia Ricci“Il lavoro sul personaggio, sulla postura, sul modo di muoversi è stato molto minuzioso, nulla è stato casuale. Insieme ad Emanuela Aureli abbiamo cercato di trovare una via di mezzo tra la Professoressa 77enne e la Professoressa quasi centenaria che noi ricordiamo di più. All’epoca del Nobel era molto più rapida nel modo di parlare, aveva queste impennate di eloquio veloce, camminava dritta. La nipote Piera, che ci ha seguito molto durante il film, mi bacchettava ‘La zia a quell’età era sempre dritta’. E io le rispondevo ‘È vero, però nel nostro immaginario collettivo la zia ha questa camminata qua, perché la ricordiamo più grande’. Quindi ho voluto mettere un po’ della Montalcini che noi ricordiamo in quella Montalcini più giovane. Il lavoro che è stato fatto è proprio per mettere in risalto quelle cose che ce la ricordano con amore e perché non faccia avere la sensazione che si tratti di un’imitazione. Un po’ meno Montalcini e un po’ più vera.”.

Vera come quelle fragilità e insicurezze che anche la grandissima luminare aveva e che “ce la rendono meravigliosamente vicina. È così per tante donne di successo. Ho letto i suoi libri, le sue lettere e scoprire che lei avesse questi momenti di sconforto dà la sensazione che quello che ha fatto sia possibile per tutti. È vero, ha vinto il Nobel, è un orgoglio nazionale, ma è possibile anche per una piccola donna come lei, con tutte le sue debolezze, ma anche con la passione, l’amore per qualcosa e per il prossimo. La Professoressa diceva che la vita non ha senso se non la dedichiamo agli altri. Essere responsabili di tutta la nostra specie è molto importante in questa epoca, dove l’egocentrismo e l’ego smisurato sono protagonisti. Mi auguro che questo film possa risvegliare la coscienza soprattutto dei ragazzi e che possa essere un bell’esempio per loro, perché abbiano una passione per la quale vale la pena vivere, lottare, che faccia bene non solo a noi che l’abbiamo, ma anche a chi è vicino a noi. È possibile farlo anche senza vincere il Nobel, siamo pieni di cervelli in fuga all’estero che si distinguono”, ha continuato Elena Sofia Ricci nella chiacchierata di sabato 14 novembre, un piacevole incontro informale e rigorosamente in streaming a cui Spettacolo News ha partecipato insieme ad altre testate giornalistiche.

Un importante punto di contatto che l’attrice ha riscontrato con la Professoressa è il forte senso di etica e moralità che le ha inculcato la madre Elena. E poi l’immenso amore per i giovani: “Io personalmente dedico il film ai giovani, perché avete un duro lavoro da fare, dovete cambiarlo proprio dal punto di vista dell’etica e della morale. Con la tecnologia, con l’ego non siamo andati proprio benissimo, quindi penso sia l’ora di fare una vera rivoluzione culturale. Le vostre armi devono essere i libri, le penne, la vostra passione. Aldo Moro diceva ‘L’Italia non si rialzerà mai veramente in piedi fin quando non impareremo a rispettare le regole’. Devo dire che noi italiani ce ne dimentichiamo spesso, siamo una sorta di resistenza al rispetto delle regole, che significa rispetto del prossimo.”.

Un ruolo emotivamente sentito, al quale Elena Sofia Ricci ha detto faticosamente addio, come ha svelato rispondendo alla nostra domanda nel corso della video intervista che potrete vedere qui sotto.

Rita Levi-Montalcini ha lasciato questa Terra fisicamente, ma il suo contributo, i suoi insegnamenti e le sue parole campeggiano nell’aria. Amava ripetere “Se morissi domani o tra un anno, sarebbe lo stesso: quel che conta è il messaggio che lasci dietro di te. È il solo modo affinché il nostro passaggio sulla Terra non si esaurisca in un grande nulla.”.

Anche questo tentativo le è riuscito.

Gerarda Servodidio

La nostra video intervista ad Elena Sofia Ricci:

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