Fascino, talento e amore per la cucina, questo è Roberto Farnesi, che al momento si divide tra il set della quarta stagione de “Il Paradiso delle Signore”, dove interpreta lo spietato banchiere Umberto Guarnieri, e il suo ristorante a Pisa, nel quale accoglie turisti e visitatori con un menù adatto a tutte le esigenze.
Grazie ai tanti ruoli in alcune delle soap opera e fiction italiane più seguite, tra cui “CentoVetrine”, “Le tre rose di Eva” e “Il Paradiso delle Signore”, è uno dei volti più amati del piccolo schermo e noi di Spettacolo News abbiamo avuto il piacere di fare una chiacchierata con lui. Roberto ci ha parlato del suo personaggio, del mestiere dell’attore in un mondo televisivo e cinematografico in grande cambiamento e della sua seconda vita da imprenditore nel mondo della ristorazione.

Roberto, al momento ti possiamo seguire ogni pomeriggio su Rai 1 ne “Il Paradiso delle Signore”, che quest’anno è arrivato alla sua quarta stagione…
“Il Paradiso delle Signore” è un esperimento nuovo, un daily, a cavallo tra una fiction classica serale e una soap opera, è un ibrido. Anche solo il minutaggio, che è di 40 minuti, non appartiene né all’una né all’altra, la fotografia non è una fotografia da soap, semmai è una fotografia da fiction, da serie televisiva, da film addirittura e così anche le scenografie, i costumi, le sceneggiature non sono classificabili né nella soap né nella fiction. Questo ibrido è un progetto che io ho abbracciato proprio perché è qualcosa di completamente nuovo. “Il Paradiso delle Signore” è una vera e propria macchina produttiva, ha prodotto 160-180 puntate da 40 minuti nella prima serie e 140 in questa seconda serie del daily. Questi numeri sono veramente un’utopia ma è riuscita a mettersi in moto e a ingranare, è stata una scommessa enorme. Poi, oltre che andare in onda su Rai 1, che è molto importante perché è la rete ammiraglia, va anche su Rai Play e questa cosa mi entusiasma.

Nella serie interpreti il cattivissimo banchiere Umberto Guarnieri. Questo personaggio è completamente distante da te o ti somiglia in qualcosa?
Il mestiere dell’attore consiste nell’interpretare personaggi molto diversi da noi e il ruolo di Guarnieri lo è. Lui è un uomo dell’alta finanza, cinico, spietato, ma in parte è giustificato proprio dal fatto che fa parte di un mondo così complesso. Un parallelismo con me può esserci dal punto di vista imprenditoriale, infatti io nella vita sono anche imprenditore in quanto ho un ristorante, dò lavoro orgogliosamente a 20 ragazzi e conosco le dinamiche e le difficoltà che si devono affrontare. Un’altra somiglianza con Guarnieri può essere la determinazione, sicuramente lui non si ferma davanti a niente, non ha limiti, mentre io per fortuna sì.

Interpretare un personaggio così cinico e spietato non dev’essere semplice. Ci sono state delle scene in cui hai avuto delle difficoltà o in cui ti sei emozionato particolarmente?
Interpretare un personaggio negativo o comunque lontano dal nostro modo di essere è stimolante e divertente, quindi non ho incontrato più o meno difficoltà rispetto ad altri ruoli che ho interpretato. Una delle scene dove mi sono emozionato è stata quella in cui mia figlia Marta è pronta a sposarsi, penso che questo sia uno dei momenti più importanti per ogni uomo e padre. Un’altra scena impegnativa e un po’ sofferta è stata quella finale della scorsa stagione. Io ero accusato da Luca Spinelli, un giovane di origine ebraica, di aver venduto la sua famiglia ai nazisti al fine di impossessarmi della loro villa di famiglia, dove io abito nella serie. In realtà non è stato così e questa cosa si scopre nell’ultima puntata attraverso una mia confessione, dove affermo che non sono stato io ma la contessa di Sant’Erasmo, cioè mia cognata, insieme al padre della mia ex moglie defunta. Girare questa scena è stato abbastanza impegnativo e difficoltoso perché, nonostante io venga scagionato da una macchia brutta e meschina confessando di non essere colpevole, io dichiaro una verità comunque molto scomoda.

In Italia c’è una certa rigidità e distinzione tra attori televisivi e attori cinematografici. Tu, che hai lavorato molto sia per il grande che per il piccolo schermo, come la pensi? Ha senso considerarli come due mondi separati?
Penso che sia una grandissima cavolata del tutto italiana. Oggi le serie sono proiettate verso il futuro, sono ormai fruibili da tutto il mondo in modo completamente libero e gratuito, anche su uno smartphone. Prima con Netflix e adesso anche noi, con Rai Play, possiamo guardare i contenuti di Rai 1 quotidianamente in televisione, ma anche su Rai Play. A queste serie televisive oggi partecipano grandi attori hollywoodiani che hanno fatto sempre cinema. In Italia c’è stata questa scissione ridicola tra attori che fanno serie televisive e attori che fanno film, anche se adesso mi sembra che un po’ si sia superato questo scetticismo. Io ho esordito con un film al cinema, “Una donna in fuga”, nel 1997, l’anno dopo ho avuto un ruolo da protagonista nel film “Femmina” e poi sono passato tranquillamente alle serie televisive. In seguito ho lavorato di nuovo per il cinema con un maestro enorme come Franco Zeffirelli, poi però sono tornato a fare serie come “Turbo” e tante altre. Non capisco perché una cosa dovrebbe escludere l’altra. Per un attore, poi, è fondamentale anche la popolarità ed essa la si conquista molto più facilmente con le serie televisive che creano un’affezione forte e una riconoscibilità importante.

Parallelamente al lavoro di attore, gestisci anche un ristorante a Pisa. Come mai hai deciso di aprirlo e dedicarti a questo progetto?
Io, con il mio lavoro, giro l’Italia e sono spesso a mangiare fuori. La convivialità, le persone, la buona cucina sono cose che a me sono sempre piaciute molto, infatti ho sempre pensato che mi sarebbe piaciuto un giorno avere un locale tutto mio. Lo sognavo anche ingenuamente perché è un mondo molto complicato, che richiede delle competenze che solo ora, dopo sette anni, io sto cominciando ad acquisire, anche grazie al mio socio. Ora sono soddisfatto perché si tratta di una realtà abbastanza grande che è favorita dalla sua posizione strategica, vicina all’aeroporto di Pisa e allo snodo autostradale. Volevo un ambiente trasversale, per tutte le tasche e per tutte le età. Da noi si può mangiare la carne, la classica chianina, ma anche un hamburger vegetariano o una pizza gourmet. Si chiama “Il ristoro del parco” perché utilizziamo prodotti a filiera corta e a km 0, quindi strizziamo l’occhio anche al green.

Ad un ragazzo o ad una ragazza che si avvicina alla carriera di attore o attrice, che consigli daresti?
Io direi di farlo solo se si è mossi da una vera passione perché oggi ci sono molte meno opportunità di ieri, è un mondo molto complicato e precario. Il mio consiglio spassionato, se uno ambisce a fare cinema o serie televisive, è quello di frequentare il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, al quale si accede tramite concorso, perché è una scuola estremamente seria.

Ritornando al “Paradiso delle Signore” e ricordando ai nostri lettori di seguirti nel daily, ci puoi anticipare qualcosa sugli sviluppi del tuo personaggio?
L’unica cosa che posso dire è che quello di questa quarta stagione sarà un Guarnieri in grossa difficoltà economica. Il suo mondo è come le montagne russe, si va in alto e in basso, lui si troverà in una fase negativa e dovrà riconquistare quello che ha perso, vedremo se e come ce la farà. Anche se lui è uno che mira sempre più agli affari e non ai sentimenti, finalmente si muoverà anche in ambito sentimentale e passionale. Il bello de “Il Paradiso delle Signore” è che noi giriamo ogni giorno, ogni puntata è un work in progress e scopriamo quello che farà il nostro personaggio giorno dopo giorno. Questo, per quanto mi riguarda, è molto stimolante.

Al momento hai qualche nuovo progetto in cantiere di cui ci puoi parlare?
Assolutamente no, non ho altri progetti perché quella de “Il Paradiso delle Signore” è una grande produzione. Abbiamo iniziato a girare il 5 agosto e termineremo ad aprile, quindi è difficilissimo riuscire, anche a livello tecnico, a dedicarsi ad altri lavori. Quando si interpreta un personaggio fisso di una serialità così lunga si fa quasi sempre solo questo, quando finirà mi dedicherò ad altri progetti ma per ora è molto difficile farlo!

Sara Dal Mas

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