Enrica Pintore è una forza della natura. Un vulcano. Una ragazza con un’entusiamo ed un’energia incredibili, che contagiano. Chiacchierare con lei non solo è stato estremamente piacevole, ma anche curioso e divertente. Abbiamo potuto conoscerla meglio in qualità di attrice, ma anche scoprire quali sono le sue passioni ed alcune caratteristiche del suo carattere. Volto ormai più che noto ne “Il Paradiso delle Signore“, in onda ogni giorno su Rai 1 nel primo pomeriggio, Enrica Pintore questa sera sarà protagonista femminile nel film “Enrico Piaggio. Un sogno italiano“, al fianco di Alessio Boni, in cui si racconta un’Italia alle prese con la nascita di una delle icone indelebili del nostro Paese: la vespa.

In televisione vanti diverse esperienze come attrice, ma non solo. Qual è stata quella più elettrizzante e quale, invece, quella più difficile?
Dipende un po’ anche dalle età in cui le ho vissute… La mia prima esperienza televisiva importante è stata con Carlo Conti. Non è stato il mio primo lavoro in TV, ma è stato quello più importante perchè mi ha “iniziato” in qualche modo. Lui è stato un maestro di vita, un gran professionista ed ho imparato tanto ad esempio ad essere disinibita davanti alle telecamere, però ecco era una cosa che potevo affrontare a quell’età, intorno ai 20 anni. Avevo finito l’Università e per me è stato un evadere dalla rigidità dello studio. Chiusa quella parentesi ho intrapreso una carriera diversa perchè sapevo di voler fare l’attrice, non volevo essere etichettata come showgirl a vita. Come attrice che ti posso dire… Sono state tutte esperienze stupende, ma forse l’ultima, quella di “Piaggio” è stata quella più interessante. Per quanto riguarda quella più difficile, invece, un film che girai nel 2015 con Tony Sperandeo Burruano e Franco Nero, cioè “Il ragazzo della giudecca”, pellicola ispirata ad una storia vera. E’ stato difficile sia a livello fisico, ma non solo: giravamo in campagna in un posto sperduto, non prendevano i cellulari, eravamo completamente isolati e ogni mattina facevamo quasi 40 km per arrivare sul set. E’ stata decisamente tosta, però una bella esperienza!

Sei nel cast de “Il Paradiso delle Signore”, che sta avendo sempre più successo: secondo te qual è il segreto? Quali sono gli aspetti che piacciono maggiormente al pubblico dal tuo punto di vista?
Sicuramente l’aspetto principale è che raccontiamo uno spaccato dell’Italia di fine anni ’50, quindi non immediato nel dopoguerra. Siamo in pieno miracolo economico e quella era un’Italia felice, che si accontentava di quello che aveva, piena di valori. Questo è quello che ci arriva dai commenti del pubblico sui social, nonostante abbiamo sia una fascia di pubblico con un’età abbastanza elevata, ma anche una parte molto giovane e molto attiva. Era un’Italia bella, a cui noi tutti siamo affezionati anche non avendo vissuto quell’epoca ed è bello ricordarla nei costumi, nei dialoghi, nelle scenografie… E poi andando in onda ogni giorno entriamo sempre nelle case degli italiani, che ci dicono “quando non vi vediamo ci mancate!“. Abbiamo decisamente fidelizzato il pubblico, che in un anno è passato dal 9% a al 17%, quasi il doppio! Una grande conquista, siamo veramente onorati! 

Ci sono aspetti in comune tra te e Clelia?
Sono più quelli non in comune… (ride n.d.r.)! Quello in comune senz’altro una grande sensibilità e questo mi aiuta molto a portare in scena il personaggio. Mi ha aiutato molto soprattutto l’anno scorso nell’affrontare il tema della violenza domestica, di cui per fortuna non sono mai stata vittima, però è stato trattato con estrema delicatezza: non veniva visto, ma veniva proprio raccontato attraverso i miei ricordi. Ancor più difficile portarlo in scena e far credere alla gente quello che avevo subito. Altro elemento poi è la precisione perchè Clelia è molto pignola, soprattutto nel lavoro e anche io devo ammettere di essere molto quadrata. Per il resto io sono estroversa, solare, lei invece è molto moderata, misurata in tutto quello che fa o che dice. Si lascia andare poco, però è divertente questa contraddizione con me!

Passando ad un altro personaggio… Stasera sarai protagonista femminile nella fiction “Enrico Piaggio. Un sogno italiano”, con Alessio Boni. Ci puoi anticipare qualcosa?
Paola è il personaggio più interessante che ho interpretato fino ad ora, perchè è la prima volta che mi capita di fare un film biografico no, però di portare in scena un personaggio realmente esistito sì, quindi ho studiato lo storico, il vissuto di quel personaggio. Ho conosciuto le “mie” pronipoti, “mia” nipote perchè abbiamo girato all’interno della loro tenuta originale a Pontedera ed è un bel personaggio. Una donna dei primi anni ’50, nel dopoguerra, era una donna molto all’avanguardia, sportiva, dinamica, guidava la macchina, andava a cavallo, giocava a tennis… Era una Michelle Obama dei giorni nostri, l’ho inquadrata un po’ così. A Natale, ad esempio, portava regalini a tutti gli operai dello stabilimento e quindi faceva parte della vita sociale e umana del marito e dell’azienda. Il racconto inizia alla fine degli anni ’40 quando lei rimane vedova del primo marito, da cui ebbe una figlia che poi adottò Enrico Piaggio e la cosa che mi ha stupito di più è che quando sono andata a studiare la storia del marito, del Colonnello Bechi Luserna, ho scoperto che morì in Sardegna a 10 km da casa mia! Io sono passata migliaia di volte nella strada in cui è morto e quest’estate sono andata a Santa Teresa di Gallura per vedere il monumento che hanno eretto in suo onore i paracadutisti della Folgore… E’ un punto veramente suggestivo. Si racconta in breve questa storia triste, poi c’è l’incontro con Enrico Piaggio, uomo meraviglioso, e si parla della rinascita di questo Paese. E’ bellissimo! Non mi ero mai chiesta come la Vespa fosse diventata icona dell’Italia nel mondo ed ora, finalmente, so tutto ciò che è accaduto! Nel film si capisce benissimo, viene spiegato sia come strategia pubblicitaria, sia come valore sociale nel popolo italiano.

Sul set c’è stato un momento che ricordi ancora col sorriso e che ti è rimasto impresso?
Sì, assolutamente! Devi sapere che io non ho mai guidato un motorino, tantomeno una vespa originale anni ’50 e quindi al momento del contratto sono stata sincera e hanno previsto per me una controfigura. Non puoi immaginare quanto questa cosa mi facesse rosicare! Ad un certo punto lei (la controfigura n.d.r.) doveva guidare la vespa ed il regista è venuto da me dicendomi: “Enri, ma non te la senti proprio?!” ed io “Ma sì, proviamo!“. Ho preso la mia prima lezione di guida con una vespa che costava 250mila euro, da collezione, con Alessio Boni dietro che mi spiegava come tenere l’equilibrio! E’ stata un’esperienza fantastica e poi è assolutamente realistica, proprio perchè era la prima volta per me. Hanno usato tutte le mie scene… La controfigura credo non si vedrà proprio!

C’è un attore o un regista con cui sogni di lavorare?
Come regista, rimanendo in Italia visto che ne abbiamo di bravi, di validi, mi piacerebbe molto lavorare con Paolo Virzì.

E invece quando non lavori, come ami trascorrere il tuo tempo libero?
Con il “Paradiso” ne rimane veramente poco, perchè girando ogni giorno e studiando la sera quando torno a casa è un delirio… Però amo andare in palestra, giocare a tennis il sabato, andare al cinema o a volte anche stando a casa… Certe chiuse a vedere serie TV con i colleghi!! Ormai noi del “Paradiso” siamo una grande famiglia, non ci vediamo solo sul set, ma anche nel weekend, stiamo veramente sempre assieme. Poi, ovviamente, quando ho un po’ più di tempo libero mi piace viaggiare. Il mio ragazzo ha un’agenzia di viaggi e proviamo a far combaciare le mie pause con le sue… Ora spero nel Sud America come prossima tappa!

In che epoca avresti voluto vivere se non fossi nata negli anni ’80?
Che bella domanda…! Credo che avrei voluto vivere negli anni ’60, a cavallo con gli anni ’70, proprio il periodo che ancora mi manca sul set!

Carlotta d’Agostino

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