Un paio di giorni fa ci siamo fatti una lunga chiacchierata con Francesca Valtorta, volto noto del cinema e di molte serie televisive. Un’attrice che non si ferma mai, che ama dedicarsi anche ad altro (ora, ad esempio, è impegnata in un corso da sommelier a cui si sta appassionando!), fra cui importanti campagne di sensibilizzazione e sostegno per la ricerca in ambito scientifico.

Sei testimonial dell’Istituto Pasteur, che sostiene la ricerca per la cura e la comprensione di molte patologie. Cosa significa, per te, esserne testimoniale e quali sono i tuoi impegni in questo ambito?
Per me è un onore oltre che una responsabilità far parte di questo progetto. L’Istituto Pasteur si è posto 3 obiettivi principali: al primo posto ovviamente c’è la ricerca, che fanno gli addetti ai lavori, cioè chimici e biologi, all’interno dell’Istituto stesso, ma mi hanno molto colpito anche altri 2 obiettivi secondari. Sto parlando del cercare – da parte loro – di evitare la fuga dei cervelli all’estero, con lo scopo quindi di farsi conoscere da molti giovani, che magari non sanno di questo Istituto, che ha macchinari e tecnologie all’avanguardia. Anche in Italia sarebbe possibile lavorare in luoghi di eccellenza in questo settore. L’Istituto Pasteur in realtà non è molto conosciuto ed  ecco che entra in gioco il terzo obiettivo – di cui in qualche modo faccio parte io – che è quello di creare informazione, divulgazione sia sull’Istituto in sé, sia perché in realtà spesso questa tipologia di ricerca sembra davvero distante da noi e dalla nostra vita quotidiana ed invece non è affatto così. Hanno creato dei libri semplicissimi per far comprendere come la ricerca sia vicina a noi e fanno un servizio di divulgazione delle malattie infettive, di come condurre una vita sana dal punto di vista alimentare ma non solo. Penso sia molto importante questo aspetto, perché vogliono inglobare tutta la società all’interno del loro progetto. Anche io, nel mio piccolo attraverso i social network, cerco di diffondere il loro messaggio e cerco di far conoscere a più persone possibili quello che fanno questi “eroi”.

In che modo, secondo te, si può far luce in forma maggiore sulla ricerca? Il mondo dello spettacolo, può contribuire?
Intanto possiamo contribuire dando noi, in prima persona, una piccola donazione, perché questo è un istituto che ne ha molto bisogno. Il nostro obiettivo è poi quello di sensibilizzare la società, mostrare di più su questo Istituto, che è fra i più importanti del mondo ed ha moltissime sedi (la principale è a Parigi), ma non è ancora famoso come l’AIL ad esempio, ed è proprio il cammino che intendono fare per avere sempre maggiore visibilità. I social possono essere un tramite importantissimo per far conoscere il loro lavoro e farsi aiutare: si tratta di una problematica che riguarda tutti e quindi dovremmo sentirci tutti partecipi di questo progetto.

Se non avessi fatto l’attrice, ti sarebbe piaciuto lavorare in questo settore o avresti voluto fare altro?
Beh questo è un settore in cui devi avere delle competenze specifiche e tecniche enormi, per cui uno deve avere una passione a monte ed io questa passione in realtà non l’ho mai avuta. Non penso avrei mai potuto prendere questa strada: in astratto è qualcosa che mi affascina molto e verso cui ho un rispetto enorme. Quando ho conosciuto questi ragazzi mi hanno mostrato i loro laboratori ed ho visto proprio una grande passione verso questo lavoro nei loro occhi e nei loro sguardi, una passione rivolta al fare del bene agli altri. E’ stato un qualcosa che mi ha molto emozionato, quindi penso sia un lavoro bellissimo, ma in concreto io non ho mai pensato di seguire studi di questo tipo!

Ti abbiamo vista in alcuni film per il cinema, tra cui “Baciami ancora” e “Immaturi 2”, ma anche in molte fiction TV come “Sacrificio d’amore”, “Squadra antimafia”, “Braccialetti rossi” e “Il paradiso delle signore”, per citarne alcune. Su quale set ti sei divertita di più e quando, invece, hai trovato maggiori difficoltà?
Mah guarda mi sono divertita moltissimo sul set di “Squadra antimafia”, perché chiaramente essendo un set dove io facevo il ruolo di una mafiosa, c’erano spesso sparatorie e scene d’azione. Era un mondo completamente distante da me, perché sono una molto casalinga, tranquilla e mi sono ritrovata a fare delle cose per me strane, ma molto divertenti. Anche il set di “Sacrificio d’amore”, però, è stato veramente unico: siamo diventati un gruppo molto unito, abbiamo una chat su WhatsApp dove ci sentiamo tutti i giorni e siamo tutt’ora legatissimi. E’ stata un’esperienza bellissima. Quello più difficile…. In realtà ognuno poi ha le sue difficoltà… Forse ti direi il primo, quello di “Baciami ancora”: stavo ancora frequentando il Centro Sperimentale di Cinematografia, quindi non avevo proprio nessuna esperienza, non ero mai stata su un set, non avevo mai lavorato con la macchina da presa. Ritrovarmi catapultata su un set con un regista e degli attori così importanti, chiaramente all’inizio è stato un po scioccante, anche se poi si è rivelato molto formativo, nonostante sia stato impegnativo, ecco.

Come vivi rapporto con la moda e lo sport? Segui qualche evento in particolare?
Con lo sport ho un rapporto pessimo, non seguo nessuno sport e non sono tifosa di nessuna squadra. L’unica cosa che faccio è la palestra, giusto perché è necessario e perché sennò poi mi sento in colpa. Mi piaceva sciare, ma nel 2012 mi sono rotta il ginocchio sciando e quindi da quell’anno in poi l’ho fatto sempre meno e sempre con meno divertimento. La moda mi piace moltissimo, non seguo qualcosa in particolare e non sono fissata, però mi piace tanto: purtroppo sono shopping addicted, quindi spesso mi ritrovo con gli armadi stracolmi, che non mi ricordo neanche più quello che ho. Siamo quasi al limite tra la passione e la malattia!

Se dovessi vedere un concerto nei prossimi giorni, quale artista vorresti ascoltare live?
Allora 2 artisti: di italiani i Maneskin, perché sono perdutamente innamorata di lui come tutte quante e poi adoro Florence and The Machine. Lei penso sia la cantante più brava del mondo e di tutti i tempi, quindi il mio sogno sarebbe quello di assistere ad un suo concerto dal vivo. Spero di riuscirci prima o poi!

Tra qualche giorno inizia il Festival di Sanremo 2019: lo seguirai? Qual è la tua canzone sanremese del cuore?
Ogni tanto lo guardo, lo scorso anno mi ero innamorata della canzone in cui ballava la vecchietta! E’ una cosa nazional popolare, di cui poi si parla molto e che sforna spesso artisti o canzoni di qualità. Ora magari non starò tutte le sere a guardare Sanremo, ma sicuramente mi capiterà di farlo. Non mi viene in mente il titolo di una canzone in particolare a cui sono legata, ma da lì sono usciti davvero tantissimi cantanti importanti. Credo che anche quest’anno uscirà qualcosa di interessante!

Il viaggio più bello della tua vita e quello dei tuoi sogni…
Il viaggio più bello della mia vita è stato in Nepal: sono andata poco prima del terremoto quindi non erano ancora stati distrutti alcuni palazzi importanti, che tuttora non so se siano stati ricostruiti o meno. Non conoscevo minimamente quei posti, successivamente sono stata in India ma all’epoca del viaggio in Nepal non avevo mai visitato l’Oriente. E’ un posto magico, c’è poco turismo ed i popoli vivono in modo completamente opposto a noi. La religione è al primo posto, sono magari poverissimi, ma li vedi che quando vanno a pregare hanno gli occhi pieni di felicità. Un Tuk Tuk una volta mi disse “Non sapete, ma io sono molto più felice di voi perché io adesso posso andare a pregare, perché io ho la mia religione!”. I mercati poi sono particolarissimi, pieni di gente e di profumi pazzeschi! C’è anche l’aspetto naturalistico che è bellissimo, c’è l’Himalaya..
Il viaggio dei miei sogni, invece, sarebbe riuscire ad andare a Socotra, un’isola quasi inaccessibile dello Yemen. Non c’è turismo, ci sono specie animali e vegetali che esistono solamente lì e i paesaggi sono un qualcosa di meraviglioso.

Per descrivere Francesca Valtorta con poche parole si potrebbe dire che…
Sono una persona inquieta, insicura però battagliera… Non mollo!

Carlotta d’Agostino

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