In quel di Sanremo abbiamo incontrato ed intervistato Ultimo, protagonista delle nuove proposte in questo Festival di Sanremo 2018, iniziato ieri. Ultimo – all’anagrafe Nicolò Moriconi, classe 1996 – porterà sul palco del Teatro Ariston il brano dal titolo “Il ballo delle incertezze“, tra i favoriti di questa edizione. Il videoclip ufficiale del pezzo su YouTube ha già superato un milione di visualizzazioni e i tantissimi fan del giovane artista non vedono l’ora di sostenerlo in questa importante manifestazione.

Hai iniziato da giovanissimo il tuo percorso musicale, hai studiato al conservatorio e poi a 14 anni hai realizzato il tuo primo pezzo da cantautore ed ora stai per esibirti sul palco del Festival di Sanremo: come stai vivendo questo momento? Quali sono le tue sensazioni?

Nel mio piccolo è già una consacrazione del percorso, perché ho iniziato a studiare pianoforte a 8 anni e me lo sono portato dietro fino ai 19. Ho scritto tante canzoni ed ho iniziato ad esibirmi live nei locali di Roma, a San Lorenzo, già dai 15 anni. Nella mia vita ho sempre fatto questo, anche quando non avevo un contratto con un’etichetta. Ritrovarsi qui, quando te la sudi così tanto, piano piano, ti porta a voler tenere tutto stretto per te, quasi come se uno fosse tirchio con la vita. La mia non è presunzione, è un percorso che tende a valorizzare me stesso e tutto quello che ho fatto.

C’è forte determinazione in te, che però contrasta con le incertezze di cui parli nel testo…

Questo perché quando si parla di musica mi sento davvero molto sicuro, le incertezze sono da altre parti, quando faccio le cose di tutti i giorni e a volte mi capita di non saperle vivere bene. C’è come uno sdoppiamento…


La canzone è molto intensa, l’hai dedicata a qualcuno in particolare? Come è nata?

Guarda è nata in un momento in cui non avevo dei punti di riferimento. Era un periodo in cui non sapevo bene cosa fare, perché ho sempre avuto un piano A e mai un piano B. Crescendo poi quando ho visto artisti a 16 anni già affermati, che sembravano avere alle spalle 40 anni di carriera, sono entrato un po’ in paranoia. Avendo anche degli stimoli della mia famiglia che mi spronava a fare altro, non sapevo come prendere le cose ed è nato “Il ballo delle incertezze”. E’ una delle poche canzoni in cui è nato prima il titolo e poi ho creato il testo. Non è un brano che dedico a qualcuno in particolare, è un brano per tutti. Ad esempio “Sara” di Venditti è un pezzo in cui si possono rivedere in tanti e le canzoni quando non hanno una taglia precisa possono essere indossate da tutti in forma personale.

Anche tu sei un cantautore romano e poco fa hai citato Venditti… ti senti proprio vicino alla musica cantautorale? Quali sono gli artisti che ti ispirano maggiormente?

Ce ne sono tanti, di certo Antonello Venditti, Lucio Dalla e Francesco De Gregori per me sono stati importanti, ma sono soprattutto legato a Vasco Rossi.

Con chi sogni di poter collaborare in futuro?

Il mio sogno sarebbe quello di poter lavorare con Cesare Cremonini

Siamo nel contesto del Festival di Sanremo e mi verrebbe da chiederti se c’è un pezzo sanremese in particolare che senti più vicino a te…

Forse direi “Vado al massimo” di Vasco Rossi appunto del 1982, in cui si è presentato all’Ariston con i jeans strappati, in maniera del tutto ribelle, sfacciata, ma anche “Vita spericolata” che l’anno successivo si è classificata penultima. E come dico sempre io… speriamo che un giorno gli ultimi possano essere primi, lui ci è riuscito!

Carlotta d’Agostino

Seconda foto di Giulia D’Anteo
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