A poche ore dalla finalissima del Festival di Sanremo 2018, abbiamo incontrato nel suo hotel sul mare Nina Zilli: ci siamo fatti una chiacchierata con lei e nella nostra intervista abbiamo provato a scoprire qualcosa in più sul brano che ha presentato in questi giorni sul palco del Teatro Ariston – dal titolo “Senza appartenere” – e delle piccole curiosità, che vi sveliamo in questo articolo.

Il festival per molti artisti provoca sempre sensazioni ogni volta diverse… In questo caso quali sono le emozioni che ti porti dentro?

Per quanto ogni festival sia a sè, ogni brano che uno presenta lì sul palco è diverso dai precedenti per tanti motivi, l’emozione che provo è sempre fortissima ed è sempre la stessa, non cambia mai.

Come è nato il tuo pezzo e come lo rappresenteresti se fosse un quadro?
Innanzi tutto lo rappresenterei sicuramente come una galassia, un’esplosione, perché è quello che credo possa descrivere al meglio il brano che ho portato sul palco dell’Ariston. Ne ho già disegnato uno tra l’altro! “Senza appartenere” è un concetto molto etereo e penso che le donne brillino di luce propria, soprattutto quelle che sono riuscite ad uscire da quel buio profondo provocato da violenze e maltrattamenti. Ho parlato anche in passato di donne nelle mie canzoni, lo faccio spesso perché credo che la sensibilizzazione su certi temi sia fondamentale. Sono fiera di farlo anche in questa occasione. Tecnologicamente e per tanti aspetti andiamo alla grande, siamo una società avanzata, mentre dal punto di vista umano, dei sentimenti, della morale non si fanno proprio passi avanti, anzi. Inoltre – come dice Vasco – le canzoni nascono da sole, non ti so spiegare perché siano venute fuori quella melodia, quel testo. Capita poi che a volte quando hai finito tutto ti sorprendi tu stesso. In questo caso da una melodia sono nate le parole, un arrangiamento preciso ed ho deciso di lasciare il tutto nella forma più naturale possibile.

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Ieri sera hai duettato con Sergio Cammariere: come è nata la vostra collaborazione?
Ho scelto di duettare con un uomo e non con una donna perché altrimenti sarebbe stato troppo banale. È importante il supporto dei maschi in questo senso. Sergio è un artista molto delicato, molto elegante e raffinato, ma credo che proprio la delicatezza del suo lato artistico sia quella che abbia reso perfetto il nostro cantare insieme. Ho voluto arricchire la canzone, renderla diversa ma senza stravolgerla.

Dopo Sanremo vai in aeroporto e trovi la tua valigia pronta: puoi decidere di prendere il primo volo per una destinazione a tua scelta, dove vorresti andare?
E’ facile, Giamaica tutta la vita! Caraibi dai, poi un’isola vale l’altra, però se potessi scegliere tornerei lì perchè è la mia seconda casa e si sta benissimo! Vivo sempre in mezzo alla musica, Adoro il mare, il caldo, il mare caldo, il colore ed i profumi di quella terra.

Carlotta d’Agostino

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