Direttamente dalla città dei fiori, oggi abbiamo avuto il piacere di incontrare ed intervistare Lorenzo Baglioni, in gara fra le nuove proposte del Festival di Sanremo 2018 con il brano “Il congiuntivo“.
Lorenzo Baglioni viene dal mondo del teatro, ma ha lavorato anche come insegnate di matematica nelle scuole: da lì è nata la sua idea di rendere la musica uno strumento alla portata dei giovani, anche per far sì che imparino concetti importanti, a volte spiegati magari in modo troppo “accademico”. Il suo modo di raccontare la lingua italiana – e non solo – è diventato un album, che si intitola “Bella prof” ed uscirà il prossimo 16 febbraio.

Nonostante tu sia giovanissimo, hai già insegnato nelle scuole come prof di matematica: come racconteresti questa tua esperienza di vita e cosa ti ha lasciato?

È stata un’esperienza molto interessante: personalmente è un lavoro che mi piaceva molto, nonostante l’abbia lasciato, perché c’è sempre questo scambio con i ragazzi ogni volta diverso. Sono molto fiducioso nei giovani di oggi. Si tende spesso a dire “Ai miei tempi non era così… era meglio, era tutto diverso”, ma io non ci credo. Il riscontro che anche questo progetto didattico ha sui giovani dimostra che i ragazzi sono curiosi, hanno voglia di cose nuove. Delle volte siamo noi adulti che diamo sempre gli stessi contenuti ai giovani, pensando che siano quelli corretti e che desiderano, ma potrebbe non essere così. Questo modo di “fare didattica”, invece, potrebbe essere una provocazione nel fare un tipo di insegnamento un po’ diverso, nuovo.

Quali sono le tre parole che useresti per descrivere il tuo Sanremo e perchè?

Il mio Sanremo è particolare, perché porto sul palco dell’Ariston una canzone diversa dalle classiche canzoni sanremesi, divertito – perché voglio divertirmi – ed emozionato perché ovviamente sono un po’ emozionato di essere qui!

Il tuo pezzo, nonostante tratti un argomento particolare e forse nuovo, ha una melodia che ricorda quella dei tormentoni che ultimamente piacciono tanto: quale pensi possa essere l’elemento vincente, il testo o la musica?

Spero entrambi: abbiamo proprio cercato di lavorare molto su tutte e due le parti, quindi che il testo fosse particolare, funzionale a mandare il messaggio ma che non si tralasciasse la parte musicale. Volevamo che fosse una bella canzone, provare a realizzare una bella canzone nel complesso. Spero quindi che possa essere forte da tutti e due i punti di vista.

Qual è la tua visione del mondo di internet e il tuo rapporto con i social?

Credo moltissimo nella potenza del web. Parlo sempre di una delle cose che mi affascina moltissimo del web che è Wikipedia: trovo che sia davvero un’invenzione geniale, in cui tante persone gratuitamente si mettono a condividere il proprio sapere con gli altri. Ci sono delle forme sul web meravigliose. Come ogni strumento alcune possono essere usate male, ma se le si usa bene hanno delle potenzialità veramente fenomenali. Non sarei stato qua probabilmente se non ci fosse stato il web!

Quali sono le tue principali passioni, oltre alla musica?

Sono molto concentrato sul lavoro da diversi anni, che poi tutte le mie passioni sono in qualche modo collegate a questo. Ti direi il teatro, perché vengo da lì e quindi la recitazione, la comicità. Ho giocato tanto tempo a calcio e quando riesco mi dedico anche a quello!

Carlotta d’Agostino

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