Luca Barbarossa torna a concorrere dopo sette anni al Festival di Sanremo con “Passame er sale“. Il prossimo 6 febbraio è il giorno in cui calcherà di nuovo il palco del più atteso festival della musica italiana, mentre il 9 febbraio è la data di uscita di un nuovo album di inediti, chiamato “Romaèdetutti“. Dall’alto di un’esperienza più che trentennale nel mondo della musica e dello spettacolo, con il nuovo disco – contenente anche il singolo sanremese – Luca Barbarossa sembra essere tornato alle origini.
Il dialetto romano dei primi successi, come “Roma spogliata” e “Via Margutta“, era stato sostituito da liriche più impegnative. Vogliamo ricordare “Amore rubato“, che gli fruttò i complimenti di Dario Fo e Franca Rame per aver saputo esprimere con profondità un tema delicato come quello dello stupro. “Roma è de tutti” vuole essere un elogio della città eterna, che il cantautore sembra considerare un po’ la cartina di tornasole dell’umanità: se Roma sta male, perché noi dovremmo pensare di cavarcela? Il romanesco che dà voce alla lirica di “Passame er sale” non è virtuosismo dialettale di un cantautore che fa sfoggio della sua padronanza del dialetto. Il romanesco è una cadenza, un accento, una parlata che rimanda ad uno stile di vita specifico, quello della capitale. “Indolente e sorniona amarezza caratteriale che contraddistingue chi romano è o si sente“, questa è la cadenza della musica di Barbarossa.
“Romaèdetutti” è anche il nome della tournée teatrale che partirà appena finito il Festival di Sanremo. Nel mese di marzo farà tappa a Bari il 16 (Teatro palazzo), a Foligno (PG) il 17 (Auditorium San Domenico Foligno), a Rimini il 18 (Teatro Ermete Novelli), a Napoli il 21 (Teatro Cilea), a Genova il 24 (Teatro Della Tosse), a Milano il 26 (Teatro Dal Verme); nel mese di aprile, invece, farà tappa a Montegranaro (FM) il 7 (Teatro La Perla), a Torino il 10 (Teatro Colosseo), a Belluno il 19, a Firenze il 20 (Teatro Puccini) e l’ultima tappa sarà il 29 giugno all’Auditorium Parco della Musica, finalmente in quella Roma che è il filo rosso dell’album.
Di seguito il testo di “Passame er sale”. Non ci lanceremo in tentativi di esegesi. Magari va a finire come per “Portami a ballare“, che si scopre che Barbarossa l’aveva dedicata alla mamma. Buona lettura.

Passame er sale

Passame er sale er sale fa male
Passame er tempo er tempo non c’è
Passame armeno i momenti che ho vissuto co’ te
Passame er vino lo mischio cor sangue
Passame i sogni je metto le gambe
Passano stelle che inseguono er giorno
E nun sanno dov’è
Se semo amati feriti traditi e accarezzati
Se semo presi lasciati pentiti
E aritrovati
Pe’ ogni fijo amato e cresciuto n’avemo fatte de notti
Mo li vedi anna’ in giro ner monno coi nostri occhi
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti
Nun è robba pe’ me
Ah si me chiedi l’amore che d’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te
Guardace adesso, t’aspettavi de più?
Gniente è lo stesso ma più bella sei tu
Che manco a ‘na stella cadente avrei chiesto de più
Se semo persi inseguiti impauriti
E in lacrime riconquistati
Se semo offesi difesi colpiti
E pe’ tigna mai perdonati
N’avemo fatta de strada e de strada ancora ce n’è
Ogni fiato ogni passo che resta vojo fallo co’ te
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole che c’hanno i poeti
Nun è robba pe’ me
Ah si me chiedi l’amore che d’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te
Ah si mi chiedi l’amore cos’è
Io non c’ho le parole ma so che ner core nun c’ho artro che te

Please follow and like us:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *