Nel meraviglioso mondo del Festival di Sanremo 2018, che si sta svolgendo proprio in questi giorni ed è già arrivato alla sua penultima giornata, abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con Max Gazzè, che quest’anno ha scelto di presentare a Sanremo un brano sinfonico, intitolato “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno”.
Max Gazzè ha sorpreso pubblico e critica, perchè il pezzo ha una musicalità davvero travolgentecoinvolgente, con un testo che racconta una vera e propria storia.

Come stai vivendo questo festival? Quali sono le tue sensazioni?

Lo sto vivendo bene, come ho sempre vissuto questi festival. Il festival è un vortice di sensazioni, una centrifuga, a metà fra una specie di villaggio turistico con tante attività da fare e l’attività seria in cui si porta un messaggio, una canzone, su cui è stato messo parecchio impegno. Si fanno tantissime cose dalla mattina alla sera e poi ci sono le esibizioni. Lo sto vivendo nella maniera più completa possibile perchè sono situazioni uniche.

Come è stato creato questo pezzo?

Il pezzo è nato dalla collaborazione fra me, mio fratello e Francesco de Benedictis – con cui collaboro da anni – e la canzone è stata inserita in un album chiamato “Alchemaya”, interamente fatto con l’orchestra sinfonica. Il brano “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” è interamente eseguito con l’orchestra sinfonica quindi, senza batteria, chitarre, bassi, niente di elettronico, fatta eccezione per il sintetizzatore, solo questo.

Questa sera ci sarà la puntata dedicata ai duetti e ti esibirai sulle note del pezzo che presenti all’Ariston insieme a Rita Marcotulli e Roberto Gatto: come è nata questa collaborazione?

Entrambi sono due musicisti eccellenti, con un’enorme sensibilità musicale: già li conoscevo da tempo ed abbiamo lavorato insieme anche in passato. Abbiamo infatti suonato insieme durante il mio ultimo tour, l'”Over tour”. Stasera a Sanremo presenteremo la canzone “La leggenda di Cristalda e Pizzomunno” in una forma diversa, con una veste totalmente differente, più pop ma elegante ed orecchiabile, perchè mi accompagneranno rispettivamente con il pianoforte e la batteria, mentre io suonerò il basso.

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Hai ascoltato le canzoni dei tuoi colleghi in gara? Ce ne è qualcuna che ti ha colpito particolarmente?

A dire il vero correndo a destra e sinistra non sono riuscito a sentirne, se non un paio ma di sfuggita, vagamente. Non ho avuto modo di sentirli per bene, dovendo cantare e fare interviste, non ho avuto proprio il tempo. Sicuramente dopo la fine del festival lo farò, ma in questi giorni mi è risultato davvero impossibile!

Ed invece c’è una canzone della storia di Sanremo che ricordi con maggiore piacere o ti è rimasta particolarmente impressa?

Ce ne sarebbero tante, ma io ho un problema. Hai presente Dory, il pesciolino del cartone “Nemo”? Ecco, io ho la memoria corta e quindi non mi ricordo nulla! Se proprio devo sceglierne una, mi viene in mente “L’uomo col megafono”, pezzo meraviglioso che Daniele Silvestri ha portato qui al festival nel 1995.

Se ti dicessero: “Domani puoi passare un’intera giornata in studio con un artista – italiano o internazionale, vivente o non più fra noi – con chi sceglieresti di passare il tuo tempo?

Ah beh una seratina con Giacomo Puccini, senza dubbio! O anche solo prendere un caffè con Puccini sarebbe una figata! (Ride) Anche Guccini però.. Puccini e Guccini! Dai una serata io Guccini e Puccini o in studio sarebbe pazzesco!

Carlotta d’Agostino

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