Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di incontrare e intervistare Karin Proia, una delle attrici più amate della fiction televisiva di Canale 5 “Le tre rose di Eva“: ieri sera è andata in onda la prima puntata della quarta stagione, una puntata emozionante e davvero ricca di sorprese. Karin ci ha raccontato qualcosa del ruolo ricoperto nelle precedenti edizioni e soprattutto di quello che avrà ne “Le tre rose di Eva 4“, ma ci ha parlato anche dei suoi lavori come regista e di alcuni progetti di cui si sta occupando. Karin Proia infatti non è solamente un’attrice, ma è anche regista e sceneggiatrice e, attraverso questo bel momento insieme, abbiamo potuto scoprire qualcosa in più su quest’artista, sulle sue passioni e su ciò che più la rappresenta.
All’inizio le nostre domande si sono concentrate su “Le tre rose di Eva 4”, in cui la Proia veste i panni di Marzia Taviani, passando poi a quesiti più personali per concludere con argomenti legati all’attività lavorativa.

Il ritorno improvviso di Aurora stravolgerà i vostri equilibri: cosa succederà alle sorelle Taviani?

Aurora torna dopo due anni dalla sua “morte” per modo di dire, nel senso che per noi era morta ed invece si scoprirà non essere così. Per lei il tempo è come se non fosse passato, torna e trova noi sconvolte, felici ovviamente, però con un equilibrio ormai trovato. Il suo arrivo soprattutto per Tessa sarà motivo di grossa crisi. Aurora e Tessa in questa serie saranno due fuochi che ardono in direzioni opposte e Marzia sarà nel mezzo, cercando di fare da pacere fra loro due!

Come si svilupperà quindi il ruolo di Marzia?

Lei cercherà di sistemare le cose, è la sorella più grande, si sente in dovere di proteggere le sorelle più piccole e le vede in competizione, per cui proverà con tutta se stessa a risistemare le cose.

Ci sono elementi caratteriali del personaggio che interpreti presenti anche in te?

Allora Marzia in queste 4 stagioni è cambiata, nella prima serie non mi somigliava per niente, faceva sempre la scelta opposta rispetto a quella che avrebbe fatto Karin, poi piano piano diciamo che Marzia è venuta un po’ verso Karin, ecco. In questa ultima serie infatti mi ci ritrovo! Mi ritrovo nella parte di quella che è più ragionevole, nonostante sia per certi versi istintiva, ma sono anche molto riflessiva e cerco poi di trovare soluzioni. Faccio sempre da pacere nelle questioni di famiglia e non solo!

In carriera ti abbiamo vista vestire i panni dell’attrice, ma anche quelli della regista e della sceneggiatrice: cosa ti diverte di più fare?

Il cinema e la televisione mi piacciono nella loro globalità, ma se dovessi scegliere farei senza dubbio la regista, perché la regista ha un occhio su tutto, decide tutto ed il film è figlio suo. L’attore invece è nelle mani del regista appunto ed io come attrice sono molto diligente. Non sono una che si mette a fare capricci sul trucco, sui vestiti, io mi affido completamente ed in tutti i ruoli che ho interpretato in questi 20 anni mi sono sempre resa disponibile anche a ricoprire ad esempio personaggi con vestiti che mi stavano male. Tante colleghe questo non lo fanno e quindi da attrice mi sento veramente uno strumento nelle mani del regista. Quando faccio io regia mi diverto molto di più proprio perché sono là che creo, che metto anche del mio nella storia… Sono un po’ complessa!


Se fossi un colore, quale colore saresti e perché?

Guarda mi fai una domanda particolare… Ti posso dire qual è il mio colore preferito adesso, cioè il blu oltremare. Di solito tutta la gamma dei blu, ma il blu oltremare è sempre stato quello che mi è piaciuto maggiormente sin da ragazzina. A dire il vero a 6 anni, in prima elementare, ho scoperto una passione viscerale per il rosso bordeaux, vedevo tutto rosso bordeaux, poi sono cresciuta, sono arrivata alla scuola d’arte e ho scoperto questo blu oltremare. Credo che questo colore sia sicuramente il mio, anche se in realtà ho difficoltà a pensarne uno che mi possa rappresentare. Secondo me tutta la tavolozza non basterebbe!

Progetti futuri dal punto di vista lavorativo?

Tantissimi! Senz’altro ci saranno tre corti, perché ho appena ricevuto un finanziamento del Nuovo IMAIE per cui mi sono buttata in questa avventura di fare tre corti, che saranno molto diversi l’uno dall’altro e uno sarà l’inizio di un nuovo film che intendo girare prossimamente. Domani poi partirò per la Russia perché parteciperò al Russia Italia Film Festival, dove andrò a presentare il mio film “Una gita a Roma”, che è stato selezionato ed è in concorso. Inoltre continuerò a lavorare al mio documentario dedicato all’allattamento al seno, una mia passione che intendo raccontare e sto anche scrivendo il mio prossimo lungometraggio.
Spesso le persone credono che un attore, quando non compare in video, non stia lavorando, invece spesso è l’opposto! Io ad esempio facendo tante cose diverse non stacco mai, questo è un lavoro molto creativo e quindi a volte capita anche di notte di avere delle idee!

Puoi accennarci qualcosa su questa pellicola futura?

Sto scrivendo un film abbastanza folle, tutto l’opposto del mio precedente. “Una gita a Roma” era la storia di due bambini di 9 e 5 anni che dalla provincia si recano in gita a Roma con la mamma, perché desiderosi di vedere la Cappella Sistina. La mamma però dovrà fare ritorno a casa per un problema e questi bambini scapperanno per poter restare a Roma. Il prossimo sarà molto più particolare, sarà tutta un’altra cosa… Un mio amico mi prende sempre in giro dicendomi: “Sei la Kubrick italiana!” ed io effettivamente, come lui, voglio sempre cambiare!

Carlotta d’Agostino

Immagini con sigla di © Matteo Nardone

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