Nella piovosa giornata di ieri abbiamo avuto il grande piacere di incontrare ed intervistare una delle attrici più importanti del panorama italiano e del momento, Lucrezia Lante Della Rovere. Lucrezia, infatti, attualmente è super impegnata fra televisione, teatro e cinema, perchè è protagonista de “La strada di casa“, serie di Rai 1 iniziata proprio ieri sera riscuotendo un grandissimo successo nel pubblico, ma anche dello spettacolo teatrale “Il padre” – che a breve porterà in giro per l’Italia – e prossimamente la vedremo nelle nostre sale cinematografiche perchè ha recitato nell’ultimo film diretto da Carlo Verdone.
Che dire… scopriamo insieme qualcosa in più sul mondo lavorativo di Lucrezia Lante Della Rovere, ma anche qualche piccolo dettaglio della sua sfera più personale.

Ieri sera è iniziata la fiction “La strada di casa”, in cui sei protagonista con Alessio Boni: che tipo è il tuo personaggio?

Interpreto un personaggio molto bello direi, sono molto contenta. C’è una grandissima trasformazione, da una donna che è remissiva, mamma di 3 figli, che subisce le corna del marito, donna di campagna, che non si occupa dell’azienda, dopo il fatto chiave della storia, cioè l’incidente ed il coma del marito durato 5 anni, nella fiction avviene un cambiamento importante anche in lei. Nel corso di quei 5 anni, infatti, Gloria è cambiata, ha preso in mano la situazione e la sua vita, si è laureata, ha cresciuto i figli, ne è nato un altro perché è rimasta incinta proprio la sera dell’incidente ed è diventata un’altra donna. Si è anche permessa di innamorarsi dell’amico di famiglia, ma si trova di fronte ad un conflitto perché non sa cosa fare, è in forte difficoltà. Che fa? Chi sceglie? La vita nuova o la vita vecchia? E’ un personaggio molto complesso nel suo insieme.

Sarai in scena a Roma al Teatro Ambra Jonivelli fino al 19 novembre e poi in tournée con lo spettacolo “Il Padre”, in cui sei protagonista con Alessandro Haber: cosa deve aspettarsi il pubblico da quest’opera?

E’ uno spettacolo molto commovente, ha un bellissimo testo, che non racconta nello specifico la malattia dell’Alzheimer, ma è sviluppato come una specie di giallo psicologico, un thriller psicologico che porta il pubblico nella mente del malato. Prima lo spiazza – e questo è molto interessante e a tratti anche divertente come processo creativo – poi c’è il vedere il personaggio che diventa come un bambino, che regredisce nel suo passato, che fa dei casini. Nel mio personaggio – che rappresenta un po’ le persone che vogliono bene e sono accanto a chi sta male – c’è la difficoltà nell’affrontare la malattia. Ci sono vari punti di vista e ci sono poi tutte delle proiezioni, perché in realtà quello che si vede non è realistico ma sono le proiezioni dell’immaginario del malato. E’ un modo di vedere il teatro abbastanza particolare e curioso.

Non poteva mancare il cinema… Sarai la moglie di Verdone nella sua nuova pellicola, in uscita l’11 gennaio 2018: puoi raccontarci qualcosa in proposito?

Sì, quest’anno c’è stato anche il cinema infatti! In realtà faccio un piccolo ruolo nel nuovo film di Carlo Verdone intitolato “Benedetta follia”. Spero possa essere di buon auspicio per poter lavorare nuovamente e un po’ di più con Carlo. Nonostante la mia sia davvero una piccola parte, è stato grandissimo il piacere di aver potuto lavorare con lui.

Hai mai pensato di dedicarti alla scrittura o alla regia?

No, ma perché non penso di esserne capace. Penso di avere delle idee, di poter mettere su dei progetti, innamorarmi di essi ed appassionarmi, trovare e conoscere delle persone, avere la sensibilità di mescolarle e far emergere la creatività di ognuno per lavorare insieme, ma non mi vedo proprio a scrivere o ad occuparmi di regia.

Cosa ama fare Lucrezia quando non lavora? Quali sono le tue più grandi passioni?

Sono una a cui piace la vita. Mi piace stare con gli amici, mi piace stare con il mio cane, mi piace viaggiare, mi piace andare a fare massaggi, mi piacciono le terme, mi piace leggere, mi piace andare in campagna, mi piace fare shopping… Mi piace fare un sacco di cose, mentre a volte amo anche il non far niente! Quando uno lavora poi i periodi in cui non si è impegnati se li gode, ma secondo me puoi gustarteli davvero solo quando sei soddisfatto della tua vita, dei progetti che hai costruito, delle tue fatiche.

Se dovessi descriverti con poche parole, quali sceglieresti e perché?

Mi descriverei come una persona molto passionale, con tanta energia, allegra, propositiva. Direi una persona abbastanza vitale, ecco!

Carlotta d’Agostino

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