Roberta Giarrusso entra giovanissima nel mondo dello spettacolo grazie al concorso di Miss Italia 2001, aggiudicandosi il titolo di Miss Televolto. Da qui le si spalancano letteralmente le porte della televisione, iniziando a recitare nella serie di successo “Carabinieri”, dove resta fino al 2008. Tolta la divisa del Brigadiere Sonia Martini, alterna fiction, cinema e teatro. Ma Roberta Giarrusso è inarrestabile e siccome secondo lei “un artista deve spaziare a 360 gradi”, nella sua carriera non sono mancate esperienze come conduttrice e cantante. Per quanto riguarda la prima ricordiamo il programma “I migliori anni” al fianco di Carlo Conti, mentre per la seconda il talent “Tale e quale show”. Tanti i ruoli ricoperti, però oggi il più importante è quello di mamma di una splendida bambina, con la quale trascorre il tempo libero appena lontana dai riflettori. Noi di Spettacolo News l’abbiamo intervistata nei giorni a ridosso della sua nuova avventura teatrale, la commedia “Liolà”, in scena dal 4 al 16 febbraio e nella quale interpreta una donna molto diversa da lei. Scopriamolo meglio!

Vesti i panni di conduttrice, attrice e anche di cantante come nel programma “Tale e quale show”. In quale ruolo ti rivedi di più?
Se ti dicessi in tutti e tre? (ride ndr). Amo cantare e recitare, ma la recitazione è la mia prima grande passione. Ho iniziato a lavorare nelle fiction televisive, il vero trampolino di lancio per la mia carriera. Per quanto riguarda il ruolo di presentatrice, non ho mai condotto un programma da sola. Anni fa ho affiancato Carlo Conti nella conduzione de “I migliori anni” e mi è piaciuto molto, ma ero giovanissima e con poca esperienza. Non ti nascondo che qualora si presentasse un’altra occasione, accetterei più che volentieri. Per ora mi diverto a presentare serate ed eventi in giro per l’Italia.

Hai preso parte a molte fiction di successo, passando per il cinema e il teatro. Noti delle differenze tra questi mondi?  C’è qualcuno che preferisci?
Dunque, sì, ci sono delle differenze. La televisione è un mezzo potentissimo: è nelle case di tutti e tutti possono vederti e riconoscerti immediatamente, diventando così un personaggio popolare. Il cinema e il teatro sono più di nicchia perché le persone devono comparare un biglietto per venire a vederti e questa è la differenza sostanziale. Per quanto riguarda la recitazione in sé, a teatro è più enfatizzata, la gente viene lì per vederti in carne ed ossa, ti deve sentire dalla prima fila fino all’ultima, quindi per un attore è un modo di lavorare sicuramente diverso rispetto al cinema o alla televisione. Il teatro ti dà anche quell’adrenalina che manca sul set, senti il respiro del pubblico, le risate, gli applausi, il loro non approvare qualcosa che non gli piace. Hai un riscontro immediato. Forse sì, dal lato emotivo il teatro mi emoziona di più. Ma la passione per questo mestiere resta la stessa in tutti e tre i casi; amo vivere vite diverse e questo me lo permette sia la tv che il cinema e il teatro.

Chi è Roberta Giarrusso fuori dal set o dal palcoscenico?
Questa è una delle domande più difficili! È più facile parlare dei miei personaggi che di me stessa. Oggi sono soprattutto una mamma e grazie alla maternità mi sento una donna più forte e realizzata. Dedico molto tempo a mia figlia: insieme a lei ho riscoperto tutti quei giochi che facevo da bambina, come disegnare o giocare con i puzzle. Amo leggere, viaggiare, cucinare e una cosa forse banale, fare shopping. Anche se ultimamente guardo solo le vetrine dei negozi per bambini, adoro pensare a mia figlia! Poi sono una sportiva nata, mi piace prendermi cura di me stessa sia dentro che fuori. Ho iniziato da poco lo bikram yoga, una versione estrema dello yoga che beneficia non solo a livello estetico ma anche mentale. Quando stai bene con te stessa ti rapporti col mondo intero in maniera più positiva. Professionalmente parlando, ho ancora tanto da fare e non mi sento assolutamente arrivata!

Hai mai rifiutato un ruolo?
Sì, diverse volte! In qualche occasione mi sono pentita di aver rifiutato, in altre invece mi sono resa conto di aver fatto benissimo. Succede perché non sempre ti propongono ruoli o lavori che ti rispecchiano, progetti che possono lasciarti qualcosa di importante.

Hai esordito come modella, hai partecipato a Miss Italia 2001 vincendo la fascia di Miss Televolto 2001. Hai trovato difficoltà nell’importi come attrice?
Sarò stata fortunata ma no, sono davvero grata per tutto quello che è avvenuto nella mia vita. Ho partecipato a questo concorso di bellezza e da lì ho iniziato i primi casting grazie al mio agente dell’epoca che mi ha notato tra le tante ragazze a Salsomaggiore. Uno dei provini era per la fiction “Carabinieri”, in onda su canale 5 già da due edizioni e con degli ascolti pazzeschi. Sono stata presa per interpretare Sonia Martini ed è stata la mia più grande fortuna. Beh, fortuna unita ad anni di studio e sacrifici. Con “Carabinieri” la popolarità è arrivata subito ed è stato difficile gestire l’improvviso successo, mi proponevano progetti uno dopo l’altro. Lo ricordo come uno dei periodi più belli della mia vita, non mi fermavo mai. Non mi posso lamentare!

Dallo scorso 4 febbraio sei in scena al Teatro Quirino di Roma con “Liolà”, la commedia pirandelliana ambientata in Sicilia e caratterizzata dalla brama di possesso per le ricchezze materiali. Riconosci nella commedia la realtà della società attuale?
Assolutamente sì! “Liolà” è una commedia scritta da Pirandello durante la Prima guerra mondiale. Il nostro regista, Francesco Bellomo, ha rivisitato e ricollocato i personaggi in un altro contesto storico, nel 1930. Nonostante ciò, la società non cambia: è una società materialista, egoista, ipocrita ed attenta alle ricchezze. È una commedia sempre attuale come del resto tutti i lavori di Pirandello. Questa è una delle opere più giocose, ma ogni personaggio ha dietro di sé un dramma. Tutti sono attaccati alla “roba”. È una commedia che diverte e fa riflettere allo stesso tempo.

Sempre in riferimento a “Liolà”, com’è stato interpretare una donna pronta ad ingannare sulla paternità del figlio pur di appropriarsi dei beni di un uomo?
Sì, interpreto Tuzza, l’antagonista di Mita. Tuzza è una donna vittima di se stessa, della sua sofferenza e del sentimento di gelosia che prova nei confronti di Mita, delle sue ricchezze e per averle rubato Liolà, del quale era innamorata in passato. Tuzza preferisce rinunciare all’amore per prendersi le ricchezze di Mita. Credo che in ognuno di noi esista un lato oscuro più o meno evidente, non tutti lo mostriamo. Un attore cerca di attingere dalle proprie esperienze di vita, in questo caso dal suo lato oscuro. Io ho scavato a fondo e non è stato facile interpretare un personaggio così distante da me, specialmente adesso che sono mamma. Ho cercato di ricordare se avessi mai provato gelosia e questo mi ha aiutato tanto.

Progetti futuri da realizzare?
A parte la tournée che da Roma proseguirà in Sicilia, ho ricevuto una bella notizia: il 24, 25 e 26 febbraio si terrà un’anteprima nazionale di “Salvo Amato, Livia Mia”, un episodio tratto dalla serie “Montalbano” di cui sono protagonista. Inoltre, lo scorso novembre ho girato un thriller diretto da Daniele Falleri con Stefania Rocca e Fortunato Cerlino, che dovrebbe uscire nelle sale quest’anno. Io interpreto la sorella di Stefania Rocca, un personaggio completamente diverso da quelli che ho interpretato finora. Dimenticatevi la femme fatale, la bella e buona: in questo film sono una donna dark, la pecora nera della famiglia e mi fermo qui altrimenti rischio di spoilerare tutto! Poi ci sono dei progetti televisivi ancora da definire, si tratta di fiction ma non posso dire nient’altro!

Gerarda Servodidio

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