Oggi Spettacolo News vi propone un’intervista esclusiva all’attrice palermitana Roberta Caronia, che sarà in scena, nel ruolo di Antigone fino al prossimo 24 giugno, con “Edipo a Colono” al 54esimo Festival del Teatro Greco di Siracusa.
Abbiamo potuto ammirarla recentemente nel ruolo di Vincenzina Bagarella, nella fiction “Il cacciatore”, per la regia di Lodovichi e Marengo, selezionata a Cannes series e andata in onda sulle reti Rai.
Diplomata giovanissima presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, Roberta Caronia vanta collaborazioni in ambito teatrale al fianco di grandi artisti che l’hanno vista interprete della grande prosa, da Brecht a Shakespeare, da Strindberg ai Tragici anche in tournée internazionali. Nel 2011 le è stata conferita la menzione speciale al Terre di Siena Film Festival con il film diretto da Samuele Rossi intitolato “La strada verso casa”. Lo scorso anno è stata protagonista nella mini serie “I fantasmi di Portopalo” di Alessandro Angelini accanto a Beppe Fiorello e a Giuseppe Battiston.

Sarai in scena fino al 24 giugno per la regia di Yannis Kokkos, con l’ultima tragedia scritta da Sofocle “Edipo a Colono”, nella quale interpreti Antigone. La tua figura e i temi sono da sempre attuali…
Ritengo che questo personaggio sia molto empatico nei confronti degli altri e carico di grande umanità. Antigone, richiede asilo per il padre che è cieco e chiede a suo padre di accogliere suo fratello, anche se lui non lo sopporta. Per questo direi che è molto contemporaneo, in fondo tutto sommato, quale tematica, se non quella dell’accoglienza, è quella che dovremmo sentire più vicina a noi in questo momento?

Recentemente sei stata protagonista per la Rai della fiction “Il Cacciatore” vestendo i panni di Vincenzina Bagarella, una donna dall’essenza enigmatica. Per te donna del sud, dove la mafia ha la sua lunga storia, è stato difficile affrontare un personaggio così?
Per una questione anagrafica faccio parte di quella generazione che ha vissuto tutta la cultura dell’antimafia. Affrontare un personaggio che era tutto quello che per me era detestabile – stiamo parlando di persone che anche se non hanno agito, come nel caso di Vincenzina, sapevano benissimo quello che facevano i loro uomini – mi ha reso molto felice. Il bello della mia professione è quello di affrontare e poter indagare nella psicologia dei personaggi che si va ad interpretare. I ruoli più interessanti sono quelli più complessi e che hanno dei lati da scoprire. Vincenzina è stato uno di questi. Una una donna che poi non ha retto il peso di quella vita e sappiamo tutti qual è stato l’epilogo e sono molto felice di quella che è stata tutta la realizzazione della serie.

Quali erano i tuoi progetti da ragazza?
Ciò che volevo fare in assoluto nella vita era il teatro. Non avevo l’intenzione di fare televisione, anche se poi ho accettato di interpretare dei ruoli che mi sono piaciuti molto.

Alle tue spalle hai grandi interpretazioni in ambito teatrale al fianco di grandi artisti e numerosi riconoscimenti anche in quello televisivo. Qual è l’approccio con il pubblico che preferisci?
Attraverso la TV si ha la possibilità di arrivare in pochissimo tempo a tantissima gente ed è magnifico che il pubblico ti riconosca, ti scriva. L’attore di teatro, andando in scena, avrà un pubblico che lo guarderà, vedrà degli occhi e sentirà un respiro, ma solo attraverso il teatro si può avere un feedback immediato. Tutto quello che riguarda l’audiovisivo non gode di tutto questo. Sicuramente preferisco il teatro alla TV, proprio per ciò che si riesce ad instaurare qui ed ora con il pubblico.

A cosa della tua amata Sicilia sei particolarmente legata?
Nel bene e nel male amo la mia terra e la gente che la abita. E’ una terra fortemente stratificata che dagli arabi ai greci, dai normanni agli angioini, è stata dominata tredici volte e io credo che questo in una terra incida.

Cosa ti piacerebbe realizzare in futuro?
Credo che noi attori siamo principalmente le parole che diciamo. Mi piacerebbe che nel futuro ci fossero proposte di personaggi di spessore e carichi di forza che mi consentirebbero di tirare fuori qualcosa di personale.

Patrizia Faiello

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