Spettacolo News vi propone oggi l’intervista esclusiva a Nicholas Gallo attore, sceneggiatore e regista dello spettacolo intitolato “Il rumore del caos apparente”, che debutterà il prossimo 10 aprile alle ore 21.00 presso Villa Pandolfa a Fiumana di Predappio.
Nicholas Gallo classe 1985 è figlio d’arte, la mamma è l’attrice e regista Mirca Viola, il padre il produttore Vincenzo Gallo. L’attore si avvicina molto presto al mondo cinematografico lavorando dapprima come assistente alla regia e successivamente prendendo parte ad alcuni film tra i quali “Cam Girl” e “Bologna 2 Agosto”. Sotto la direzione del Maestro Sergio Pisapia Fiore lo abbiamo visto portare in scena, sui palcoscenici di diversi teatrali italiani, gli spettacoli “Don Matteo” e “La Zia di Carlo”. Attualmente – oltre a proporre al pubblico dei suoi lavori personali – collabora anche come attore teatrale al fianco di Fioretta Mari e Ugo Pagliai.
Ma non finisce qui, perchè lo vedremo nel cast, insieme agli attori Peppino Mazzotta e Nicola Nocella tra gli altri, del lungometraggio intitolato “Aspettando la Bardot”, diretto da Marco Cervelli, che sarà distribuito a breve nelle sale cinematografiche italiane.

Nicholas Gallo, figlio d’arte. Tuo padre Vincenzo è un noto produttore cinematografico mentre tua madre è Mirca Viola, attrice e regista. Quando ti sei reso conto che avresti seguito lo stesso percorso artistico dei tuoi genitori?
Me ne sono reso conto all’età di 14 anni quando lavoravo sui loro set. Osservando gli altri attori e la macchina del cinema mi sono emozionato. La mia passione si è evoluta e ho deciso di seguire il teatro, di cui mi sono innamorato.

Da bambino qual era l’idea che avevi del set e del lavoro dei tuoi genitori?
Di una cosa molto ricca a livello umano ed emotivo, una lezione per la creatività nella vita e in tutto. Anche mio padre a livello economico e produttivo era utile osservarlo.

Importanti le esperienze di gavetta che hai alle spalle tra cinema, teatro e televisione. Di quali insegnamenti hai fatto finora tesoro?
Sicuramente il fatto di essere sempre umile e rimanere se stessi, perchè altrimenti ci si proietta in una dimensione irraggiungibile e si rischia di perdersi. Alla base siamo tutti normali e bisogna rimanere tali, la superiorità è rischiosa e crea scompensi. Non si finisce mai di imparare.

Nel 2016 hai ricevuto  il premio speciale “Artista e spettacolo” nella categoria Attore emergente grazie all’opera “Attraverso le pieghe del tempo”. Ti aspettavi un riscontro così importante?
No, è stato inaspettato. Non credevo di arrivare ad un titolo così importante e ricevere questo premio mi ha dato più forza. E’ stato uno stimolo bello ed importante per fare sempre meglio.

Come nasce l’idea di realizzare “Il rumore del caos apparente”?
Nasce dall’epoca in cui viviamo, per quanto riguarda le persone molto sensibili e volte sempre alla riflessione e che si rendono conto che qualcosa si sta perdendo. Allora ho deciso di scrivere una riflessione sull’assenza delle emozioni come specchio dell’epoca in cui viviamo.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere al pubblico?
Non so se si può parlare di un messaggio, vorrei solo dare una visione attuale su un’epoca in cui viviamo. E’ uno spunto di riflessione più che altro, un quadro in cui osservare e riflettere.

Progetti futuri?

Per ora lo spettacolo girerà a Roma, Milano e Forlì e poi sono in attesa dell’uscita del film “Aspettando la Bardot” di Marco Cervelli, in cui sono il protagonista insieme a Nicola Nocella e Peppino Mazzotta.

Patrizia Faiello

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