Da giovedì 10 maggio fino a domenica 13 maggio andrà in scena presso il Teatro Trastevere lo spettacolo “Fosse“, il fortunato copione di Enrico Maria Carraro Moda.
Il connubio di eros e thanatos, nella macabra cornice cimiteriale scelta dal drammaturgo citando il geniale scrittore norvegese Jon Fosse (che per meriti letterari vive nella residenza reale di Grotten), verrà rappresentata dall’associazione culturale “I Nani nani“.
Chi deciderà di intraprendere lo strano viaggio nel limbo della decadenza e della decomposizione condito dalla passione e dall’amore dei partner, vedrà in scena lo stesso Enrico Maria Carraro Moda con Federica di Benedetto, Adele Pani e Larissa Cicetti. Uno spettacolo performato nella penombra. L’ambiguità sfumata del termine “Fosse”, che dà il titolo all’opera, rimanda ad almeno due campi semantici. Il primo è il significato di eventualità che solo il congiuntivo del verbo essere “fosse” sa dare. Il secondo rimanda al sostantivo “fosse”, che designa le profondità della terra che quotidianamente si calpesta con sicurezza e in cui l’uomo dilegua fisicamente nel momento della morte e sprofonda psicologicamente nei momenti di crisi più buia. Chissà se gli innamorati di questa vicenda riusciranno a trovare una luce che riesca ad orientarli negli angusti cunicoli delle loro crisi esistenziali che potrebbero sciogliere definitivamente il loro legame.
“Fosse” – di cui vi riportiamo la sinossi ufficiale – si preannuncia come uno spettacolo sperimentale, che sfugge ad ogni canonizzazione classica. La curiosità è tanta e le aspettative sono alte. Andrete a vederlo?

La sinossi:

Un uomo, una donna, una panchina, due bicchieri… L’uomo e la donna si amano, si sono sempre amati e, forse, si ameranno per sempre. Si incontrano per caso in un cimitero e in questo luogo di profonda oscurità si rivelano il loro grande bisogno l’uno dell’altra. L’abitudine, le promesse di giovani innamorati, la casa e tutto quello che comporta una convivenza metteranno a dura prova questo legame. Tutto è buio, tutto è indecifrabile, tutto è … FOSSE.

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