In occasione dello spettacolo “Notturno di donna con ospiti“, per la regia di Mario Scandale ed in scena fino a domani, mercoledì 6 dicembre al Teatro India di Roma, abbiamo intervistato Giulia Gallone, una delle protagoniste di questo curioso spettacolo, dai tratti misteriosi e singolari.
Giulia Gallone è una ragazza classe 1988, che ha studiato recitazione da quando ha terminato il liceo. E’ appassionata di canto e, nonostante la giovane età, vanta già un curriculum di tutto rispetto!
Durante la nostra chiacchierata abbiamo voluto scoprire qualcosa di lei, dei suoi sogni, del suo percorso artistico e del ruolo che interpreta nello spettacolo attualmente in scena all’India.

Come descriveresti questo spettacolo? Cosa c’è da aspettarsi?
Questo spettacolo secondo me si può descrivere come un’avventura rischiosa, nel senso che è stata una scelta molto coraggiosa da parte del regista, Mario Scandale, che ha deciso di mettere su un gruppo davvero particolare: un attore conosciuto e importante nonchè insegnante dell’Accademia come Arturo Cirillo insieme a degli ex allievi, quindi qualcosa di molto particolare. E’ una sorta di sogno/incubo di una notte in cui gli spettatori si trovano catapultati. Uno spettacolo coraggioso, c’è un lavoro attoriale inconsueto e molto intenso dal punto di vista tecnico. C’è un uomo che interpreta una donna, ci sono attori giovani – nessuno dei quali è napoletano – che recitano in napoletano e poi c’è un testo poco rappresentato perchè il suo autore, Annibale Ruccello, è poco noto a Roma, mentre a Napoli invece viene rappresentato molto. Gli spettatori si ritroveranno a vivere questa notte da incubo con personaggi inquietanti e magari potranno apprezzare le qualità degli attori giovani che si mettono in gioco con un dialetto non loro.

Ed invece il tuo, che tipo di personaggio è? E Giulia invece?
Io interpreto Giovanna, che nel mondo di Adriana – questa donna che in realtà è un uomo, si addormenta e sogna una vita da donna – rappresenta tutto quello che lei vorrebbe essere. Giovanna è una donna forte, bella, una presentatrice televisiva esagerata e verace. E’ il capo di questo terzetto di maledetti che le fanno di tutto, le fanno vivere una notte da incubo. E’ un personaggio molto lontano da me, non so perchè mi facciano fare le cattive perchè nella vita sono una “bonacciona”, forse perchè in teatro funziona bene fare l’opposto di ciò che si è. E’ stato un lavoro divertentissimo e per la prima volta mi sono cimentata con un dialetto che non è il mio ed essendo un personaggio sopra le righe ci ho lavorato tanto, dal mondo in cui cammina, parla, guarda. Mi sono ispirata a degli animali, a delle attrici napoletane… E’ stato proprio stimolante!

Qual è stato sino ad ora il tuo percorso nel mondo della recitazione?
Dopo il liceo ho frequentato una scuola di teatro che si chiama Accademia Internazionale di Teatro, dove mi sono diplomata col massimo dei voti e successivamente sono entrata alla Silvio D’Amico che è l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Per tre anni ho studiato lì, mi sono diplomata e poi sono entrata in compagnia con Gabriele Lavia con cui ho recitato per tre anni per sei produzioni e poi mi sono dedicata ad altri spettacoli. Con alcune ragazze della mia età abbiamo fatto spettacoli di drammaturgia contemporanea inglese, ho lavorato con Antonio Renzella nell’ultimo spettacolo in cui ho recitato e tra poco lavorerò con Tato Russo su un’opera di Pirandello che andrà in scena a Napoli. Un percorso prettamente teatrale!

Se dovessi scegliere, qual è stata l’esperienza più bella e divertente che hai vissuto a teatro?
E’ molto difficile, perchè sono state tutte stupende. Forse visto l’entusiasmo ti direi la prima tournèe, perchè ero piccola, avevo 23 anni ed ero appena uscita dall’Accademia. Fare uno spettacolo grande, dormire ogni settimana in una città diversa, vivere proprio la tournèe, conoscere tanta gente di tutte le età e fare amicizia è stato molto divertente. Poi ero anche spensierata, non sapevo cosa volesse dire la disoccupazione, il dolore, il fare i provini.

Obiettivi o sogni nel cassetto che si possono rivelare?
L’obiettivo principale – forse banalmente – sarebbe quello di avere continuità in questo lavoro e trovare una stabilità. Mi piacerebbe continuare a conoscere registi bravi, continuare a fare teatro e possibilmente correlare il tutto con il cinema o esperienze in fiction televisive di qualità. Ad ogni modo il sogno più grande in assoluto, un po’ per tutti gli attori, è quello di fare qualcosa al cinema, anche per mettermi alla prova di fronte alla telecamera.

Con quale regista vorresti tanto lavorare? E attore/attrice?
In teatro mi piacerebbe moltissimo poter lavorare con il regista Antonio Latella, che ho già conosciuto ed apprezzato, mentre per il cinema ti direi due grandi che ci sono in Italia, Paolo Sorrentino e Matteo Garrone principalmente. Come attori faccio i nomi di Toni Servillo e Maria Paiato, che ho visto da bambina e di cui mi sono lavorativamente parlando innamorata.

Carlotta d’Agostino

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