La favola continua“: si intitola così il nuovo tour di Ultimo negli stadi italiani di Roma e Milano, successivi alla data zero di Lignano Sabbiadoro. Il primo live di quest’anno del cantautore romano all’Olimpico è avvenuto lo scorso 7 luglio, dopo ben 4 anni dalla sua ultima data nello stadio della sua amata città d’origine, seguito da altre due date, l’8 e 10 luglio, per poi proseguire alla volta di San Siro il 17 e 18 luglio prossimi. Annunciata, inoltre, nei giorni scorsi la prima data negli stadi del 2024, che prevede la tanto celebrata Napoli, nel suo stadio Maradona, di cui è già disponibile l’acquisto dei biglietti (QUI).

Ultimo ha accolto nella sua prima data romana delle tre di questo nuovo tour oltre 65 mila fan, con una scaletta ricca e variegata di brani, partita con suoi pezzi più recenti, finendo poi con quelli più noti e acclamati. Scelta di scaletta forse discutibile in realtà, perchè lo show è partito un po’ sottotono, per poi esplodere verso la fine.

La cosa che più si nota durante i concerti di Ultimo è l’incredibile coinvolgimento del pubblico, composto da giovanissimi e meno giovani, che si rispecchiano da tempo nei suoi testi e cantano senza sosta ogni singola canzone. Gli effetti speciali di fuochi d’artificio sul finale, pianoforte sospeso per l’esecuzione di alcuni pezzi in acustico, uno schermo al led immenso ed un palco con una passerella a croce che ha permesso all’artista di addentrarsi nella folla, sono solo alcuni degli elementi che hanno arricchito un grandissimo show, in cui il focus principale è rimasto dall’inizio alla fine sempre e solo la musica, nuda e cruda, pura e vera.

Ad accompagnarlo sul palco nella prima serata, poi, un ospite d’onore: il grande maestro Antonello Venditti, romano come lui, ben contento di promuovere un ragazzo tanto talentuoso come fosse il suo erede. I due cantautori hanno eseguito un brano del primissimo repertorio di Venditti, “Sora Rosa” e successivamente Ultimo ha lasciato spazio, palco e pianoforte a completa disposizione di Antonello, permettendogli di incantare l’intero Stadio Olimpico con la celebre “Notte prima degli esami”, a quasi 40 anni dal suo esordio. Ultimo è rimasto seduto lì accanto, con gli occhi gonfi di emozione e incredulità, come fosse un bambino fermo a guardare, ammirato, il suo mito a pochi metri, ospite di un Suo concerto.

In un periodo storico in cui i tormentoni banali costruiti a tavolino pur di vendere e riempire le radio, la musica trap dai testi discutibili (che di musica hanno ben poco), Ultimo è quell’eccezione che fa ancora intravedere uno spiraglio di luce e di speranza in un universo artistico totalmente lontano e sconosciuto soprattutto alle nuove generazioni, in cui lo studio di uno strumento, la stesura di testi che raccontano con profondità il quotidiano e la costruzione armonica (a volte anche sin troppo semplice) delle canzoni, riescono a toccare i cuori e lasciare il segno. Questo a dimostrazione del fatto che non sempre è necessario inventare chissà cosa per arrivare all’altro e creare empatia e condivisione.

Una conferma del successo di Ultimo (come se ce ne fosse bisogno, in realtà), che va oltre ogni critica o giudizio – specie dalla stampa dopo l’ultima edizione del Festival di Sanremo e non solo: Niccolò, per l’ennesima volta, ha sottolineato con i fatti l’importanza del suo pubblico, la fortuna e la gratitudine che sente ogni giorno per ciò che riceve e la voglia di gridare più forte il suo motto più grande, con cui ama concludere da sempre ogni concerto: “Da quando ero bambino, solo un obiettivo, dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo!”, frase chiave dei suoi “Sogni appesi“.

Abbiamo vinto noi”, l’esclamazione conclusiva di Ultimo, che si è divertito, ha gioito e ha vissuto appieno le emozioni provate nel suo stadio preferito, in mezzo alla sua gente, portando avanti la favola che ha immaginato sin da bambino.

Carlotta d’Agostino e Silvia Bulzomi

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