Agli occhi del mondo era la talentuosa e popolare cantante soul, era ‘The Voice’, come l’aveva soprannominata Oprah Winfrey. Ma in realtà Whitney Houston era una donna fragile, in balia delle droghe, le stesse che l’hanno portata via per sempre. Esattamente 10 anni fa, l’11 febbraio 2012, il suo corpo fu trovato esanime nella vasca da bagno del Beverly Hilton Hotel, dove alloggiava.

Oltre 200 milioni tra album e singoli venduti, un totale di circa 415 premi, tra cui 6 Grammy, 2 Emmy, 31 Billboard Music Awards e 22 American Music Awards, entrando nel Guinness dei Primati per essere l’artista più premiata nella storia della musica, interprete di brani memorabili come “I Wanna Dance With Somebody” e “I Will Always Love You”. La carriera brillante di Whitney Houston è stata oscurata dai gravi problemi personali, dalla causa legale con il padre e manager al matrimonio violento e poi fallito con Bobby Brown, dal quale nasce la figlia Bobbi Kristina Brown e che l’avviò alla droga e alla depressione.

Una vita difficile, in contrasto con le luci del successo. E neanche dopo la morte Whitney Houston viene lasciata in pace. Nonostante il dipartimento di medicina di Los Angeles dichiarò che la causa della morte fu un collasso cardiaco provocato dall’abuso di droga, farmaci e alcool, tra cui un eccessivo consumo di cocaina e marijuana, le speculazioni al riguardo non sono mai cessate. Tanto è vero che nel dicembre 2012 il caso viene riaperto, quando un investigatore privato rese pubblica la sua teoria secondo cui la cantante sarebbe stata assassinata per debiti di droga.

Come se non bastasse, nel 2015 la stessa tragica sorte tocca alla figlia Bobbi Kristina, vittima della fama e degli eccessi dei genitori e dello stato mentale precario per la perdita della madre.

Cospirazioni e rumors a parte, una cosa è certa: noi ti ameremo per sempre Whitney!

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