In una sua canzone canta ‘Io sono ancora qua, eh già’ ed oggi Vasco Rossi è qui più di prima, pronto a festeggiare i suoi 70 anni. Un nome che non ha bisogno di presentazioni, un artista che ha segnato l’universo del rock italiano, autore di brani che sono stati e continuano ad essere la colonna sonora di intere generazioni.

Vasco Rossi inizia la sua carriera nel 1975 come dee-jay in una radio libera fondata con un gruppo di amici. Ma le sue ambizioni sono altre, il suo sogno di diventare cantautore è troppo forte e non può restare chiuso nel cassetto. Così, nel 1977, pubblica il primo 45 giri, “Jenny e Silvia“, seguito dall’album “Ma che cosa vuoi che sia una canzone“, che non ottiene il successo sperato. Anche il secondo 33 giri, “Non siamo mica gli americani“, viene considerato un mezzo flop, nonostante contenga la famosa “Albachiara“.

L’ironia della sorte vuole che due anni dopo proprio “Albachiara” lo porti alla ribalta, quando la presenta allo Bussoladomani di Viareggio. Nel 1980 è la volta di “Colpa d’Alfredo” e del tour con la Steve Rogers Band per tutta la Penisola. La popolarità di Vasco Rossi cresce e con essa le critiche, dovute non tanto alla sua musica quanto ai suoi eccessi con l’alcol e la droga e al suo comportamento scapestrato. Tuttavia, il talento del rocker di Zocca non ne risente e nel 1981 esce il quarto lavoro “Siamo solo noi“. Il 1982 è l’anno del suo primo Festival di Sanremo con “Vado al massimo“, pezzo che dà il titolo al quinto album. Un’esperienza che non fu tutta rose e fiori, sia perché arrivò ultimo in gara che per quello che accadde al termine dell’esibizione: nell’atto di abbandonare il palco, Vasco si infilò il microfono nella tasca della giacca con l’intenzione di darlo al concorrente successivo. A causa del filo troppo corto, il microfono gli si sfilò e cadde a terra, provocando un boato in sala e facendo pensare che lo avesse gettato intenzionalmente sul pavimento, per spregio nei confronti della manifestazione. Fu lo scalpore che Vasco volle creare per distinguersi dagli altri concorrenti. L’incidente, però, non ha ostacolato la sua seconda partecipazione alla kermesse, nel 1983, con “Vita spericolata“, altro singolo emblematico del suo repertorio e di quello che Vasco rappresenterà anche a livello di immaginario collettivo.

La discografia di Vasco Rossi conta in tutto 34 album, di cui 18 in studio, 11 dal vivo e 5 raccolte ufficiali, oltre a due EP e un’opera audiovisiva. Complessivamente ha scritto 191 canzoni, ha venduto quasi 40 milioni di dischi, aggiudicandosi il titolo di primo artista italiano per numero di copie vendute nel decennio che va dal 2010 al 2019. In special modo, con gli album “Vivere o niente e “Sono innocente”, Vasco Rossi ha guadagnato il primo posto nella classifica degli album più venduti in Italia rispettivamente del 2011 e del 2014 e detiene tuttora il primato di essere stato primo in classifica degli album più venduti in Italia in cinque differenti decenni, da quando l’album “Siamo qui” è giunto in vetta alle classifiche nel 2021.

A dimostrazione del fatto che Vasco Rossi c’è e insieme a lui i suoi fedeli fan, per i quali esiste un unico e solo Kom. Auguri Vasco!

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