Sono 10 anni, oggi, dalla scomparsa di Lucio Dalla. L’artista del bel canto ci lasciava il 1 marzo 2012 a causa di un arresto cardiaco improvviso, il giorno dopo la sua ultima esibizione a Montreux.

Lucio Dalla non aveva grandi conoscenze teoriche, eppure è riuscito a creare, oltre ad un suo stile, anche un proprio codice musicale, plasmando a suo piacimento la forma canzone. Un talento unico che, tuttavia, ha fatto fatica ad essere riconosciuto. Infatti, il punto di svolta della carriera di Lucio Dalla si ha solo nel 1977, all’età di 34 anni, con il brano “Com’è profondo il mare”.
Il repertorio è vasto e comprende capolavori come “4 marzo 1943“, “Piazza Grande“, “Il gigante e la bambina“, “Anna e Marco“, “L’anno che verrà“, “Attenti al lupo“. Ma gli interessi di Lucio Dalla non si limitavano alla musica. Era appassionato di arte, di cinema insieme all’amico Mimmo Paladino, di televisione e con “Banana Republic” e Francesco De Gregori organizzò uno dei primi tour kolossal made in Italy negli stadi. In tutto ciò iniziava ad affacciarsi alla scena internazionale con “Caruso“.

L’ultima 
apparizione dal vivo in Italia è stata il 18 febbraio 2012 a Sanremo, salendo sul palco come padrino di PierDavide Carone nella doppia veste di direttore d’orchestra e cantante.
Il prossimo 4 marzo avrebbe compiuto 79 anni. Chissà cosa gli avrebbe riservato il futuro. Sicuramente grandi cose per un grande uomo e artista, che noi non dimenticheremo mai.

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