Luciano Ligabue, uno dei più amati e popolari cantautori italiani, torna a ricoprire il ruolo di scrittore. Esce domani, infatti, la sua autobiografia “Una storia”, edita da Mondadori.

Una storia, quella di Ligabue, racchiusa in un libro che ne rivela il lato più intimo e nascosto. Sarà un viaggio alla scoperta dell’uomo, da gustare pagina dopo pagina, tratteggiando situazioni, luoghi e persone in modo magistrale e ricreando una dimensione romanzesca.

L’artista presenterà l’opera giovedì 5 maggio alle OGR di Torino in un esclusivo evento curato da Mondadori e OGR Torino in collaborazione con il Salone del Libro. A moderare l’incontro Bruno Ventavoli.

È tutto un prato. È tutto un prato con noi sopra. Sappiamo di selvatico, di erba medica, di fossi e di sudore seccato. Di fuga da un altro guaio. Dopo aver corso come Domenghini, ci lasciamo cadere a pancia in giù, tiriamo il fiato e l’aria sa di terra. Quando ci giriamo vediamo un pomeriggio che non finisce mai. E invece finisce e ci fa lasciare sempre qualcosa a metà.  I bagni in mutande nei canali, le gogne inflitte e subite, le gare in bici fino al cartello, la testa sotto la fontana con l’acqua che sa di ferro, le cerbottane e le fionde, le manate ai campanelli, la fitta al cervello per il morso al ghiacciolo. Le strisce di verde che non vengono mai via. Segno le braghe a mia madre e le dico: «Non stare a lavarle, le rimetto così fino a quando ricomincia scuola». «Tant t’è bel li stes» sorride lei, sei bello lo stesso. La Rina che mi perdona sempre.

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