Gabriella Martinelli, artista e cantante romana classe ’86 ma di origini pugliesi, si afferma nel mondo della musica dapprima affacciandosi ai suoi esordi nelle le strade più comuni delle città europee, per poi giungere alla conquista di grandi e soddisfacenti risultati personali.

Colleziona ad esempio il Premio Bindi nel 2015, la Targa Bigi Barbieri nel 2018 e nello stesso anno anche il riconoscimento L’artista che non c’era. Partecipa anche a diversi talent show come “The voice of Italy” nel 2013 e “Sanremo giovani” nel 2019 con la canzone “Il gigante d’acciaio”, in coppia con Lula. Grazie ad essi riesce ad arrivare a gran parte del pubblico, permettendo una diffusione sempre più ampia della sua musica.

Ad oggi vediamo pubblicati 3 album: “Ricordati di essere felice” nel 2015, “La pancia è un cervello col buco” nel 2018 ed il suo ultimo successo, disponibile da qualche mese “Tutto daccapo”, anticipato dal singolo “Dove vivi tu”.

L’artista ha una grande voglia di mettersi in gioco, di ricercare stimoli e novità a lei circostanti. Il tutto poi condito con la sua determinazione e voglia di avventurarsi, che conduce all’uscita di questo suo nuovo disco, che noi di Spettacolo News siamo lieti di poter diffondere.

Partendo proprio dal tuo ultimo lancio discografico, vorrei chiederti il significato del nome dell’album. Segna per te un nuovo inizio?
In un certo senso si.
Sono costantemente alla ricerca del nuovo e ho scritto questo disco durante il lockdown quando mi sono ritrovata ad osservare il mondo in pausa. Ho trascorso lunghe giornate in studio a sperimentare. “Tutto Daccapo” è un disco esplosivo che ho scritto senza pormi limiti sia dal punto di vista della scrittura che del sound. Mi piace costruire mondi sonori attorno alle canzoni come fossero una scenografia e in questo viaggio ogni brano ha il suo vestito.
Questo disco è stato anticipato dall’uscita di un singolo: “Dove vivi tu”. Qual è il messaggio d’amore che vuoi condividere con questo brano?
“Dove vivi tu” parla di amore libero inteso come sentimento sincero, senza dipendenze, senza condizionamenti o attaccamento, che non conosce violenza nè imposizioni. L’amore libero per me è anche quello che va oltre le convenzioni sociali, che non conosce classificazione di genere, distinzioni nè barriere. È l’amore verso se stessi oltre che per gli altri, che ci chiede di uscire dalla comfort zone e di guardare avanti. È l’amore delle scoperte, dei baci inaspettati, delle scelte senza compromessi.
Rimanendo su questo singolo, ad un tratto dici: “vivo come se non ci fosse futuro davanti a me“. Il tuo motto di vita è carpe diem?
Esattamente così, ogni momento come fosse l’ultimo e quello giusto.
Sei un’artista poliedrica, che ha conquistato numerosi premi, da “Musicultura” al premio “Bindi”, o ancora la targa “Bigi Barbieri”. Senza dimenticare le tue partecipazioni a talent come “The voice of Italy” o Area Sanremo 2019, di cui sei stata anche protagonista con la tua Vittoria. Prossimi obiettivi?
Portare in giro questo disco il più possibile. Partirà un tour in primavera e non vedo l’ora. Ti confido anche che mi piacerebbe tornare al Festival di Sanremo. Parallelamente alla musica coltivo la mia passione per la pittura e ho un po’ di sorprese nel cassetto.
Anche in tema di collaborazioni artistiche, le tue esperienze sono state numerose. C’è qualcuno a cui ti ispiri e che ti è stato di esempio in questi anni, nel mondo musicale ma magari anche al di fuori?
David Bowie è uno dei miei artisti di riferimento, così come Lucio Dalla e St. Vincent. Artisti che hanno vissuto sempre in un mondo singolare, fatto di collaborazioni, suoni straordinari e visioni senza confini. Alieni dalla musica, di un eclettismo straordinario che li ha portati a reinventarsi album dopo album e a dimostrarci che i cambiamenti sono una occasione di rinascita continua.
Se ti chiedessi di chiudere gli occhi e di immaginarti tra 10 anni cosa vedresti intorno a te?
Voglio sognare in grande: un duetto con Lady Gaga, una casa sul mare, una caipiroska e tramonti incredibili. Che dici, ci rivediamo lì?
Silvia Bulzomi

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