Finita l’estate, boom ovunque di presenze nei concerti
Con la fine praticamente dell’estate si può trarre un bilancio della mia stagione post Covid in cui i concerti sono stati permessi in tutta la loro pienezza. E il bilancio è stato assolutamente positivo perché le presenze, indipendentemente dall’artista e dalla città di riferimento, sono state davvero massicce. Le persone avevano voglia di riascoltare il loro cantante preferito dal vivo.
Dopo due anni di attesa la voglia era tanta
I due mesi di attesa non hanno fatto altro che accrescere ulteriormente il desiderio di andare ai concerti. Chi temeva che le persone avessero paura del Covid-19 o i voucher erogati nel periodo più critico avessero allontanato gli appassionati, si sbagliava di grosso. Anzi, i sold out registrati per diversi artisti sono stati numerosi tanto è vero che alcuni hanno dovuto mettere ulteriori date. A pagamento o gratuiti non faceva alcuna differenza: le persone sono accorse in tante. Un bene per tutta l’economia legata ai concerti che, finalmente, dopo il periodo più buio della storia probabilmente a livello di lavoro, è tornata a respirare un po’.
Tecnologia abbinata alla presenza
Il fatto che ci sia stato un progresso tecnologico dal punto di vista della socialità e, quindi, tante persone che hanno preferito essere legate on line (o anche la diffusione degli eventi in streaming) non ha affatto tolto l’importanza e la bellezza di vedere un evento dal vivo. Qui, ovviamente, stiamo approfondendo la tematica legata ai concerti ma ciò vale per tutte le manifestazioni sportive, tanto è vero che diversi portali si sono organizzati, così come tutti i siti italiani per scommettere sul tennis online si sono aggiornati in base a tutti gli eventi che ci sono stati. Per non parlare, poi, del QR Code legato al biglietto, unendo la comodità con un pizzico di ambientalismo: un ticket elettronico, ovviamente, consuma di meno rispetto al biglietto cartaceo. E, quindi, si dà anche una mano all’ambiente. Insomma, si è sfruttato molto il fattore tecnologico proprio per poter offrire un servizio ulteriore ai tanti appassionati che aspettavano da tempo il concerto.
Il futuro potrebbe essere ancora più roseo
Adesso, però, viene il bello. Perché se fino a ora è andato tutto bene (intendiamo, ovviamente, la stagione 2022) bisogna pensare al futuro. Innanzitutto, oggi, bisogna dirlo con certezza: un altro ‘blocco’ delle attività è impensabile e sarebbe da scellerati. Anche perché lo Stato non ha i soldi per pagare di nuovo tutte le casse integrazioni nonché dare i contributi alle aziende che proprio adesso si stanno riprendendo. Detto questo, è importante comprendere come i concerti ormai devono unire tutto e ogni step è fondamentale: da quello della pubblicità passando per lo spettacolo che il pubblico vuole. Si tratta di un qualcosa che deve essere messo seriamente in considerazione. E, a proposito di considerazione, il boom di presenze non ha fatto altro che confermare una cosa: qualsiasi strumento informatico non potrà sostituire mai e poi mai l’esperienza che può essere fatta in prima persona da un semplice appassionato.

La redazione

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