Le porte del Teatro Ariston si sono chiuse da poche ore, ma del Festival di Sanremo 2021 se ne continua a parlare. Ha sorpreso, chi più chi meno, la vittoria dei Maneskin (articolo QUI), seguiti da Fedez e Francesca Michielin al secondo posto e da Ermal Meta al terzo. Quest’ultimo è stato tra i preferiti sin dall’inizio ed infatti, ha dominato la classifica durante tutte e 5 le serate. Un terzo posto, comunque, di tutto rispetto per l’artista che, prima della kermesse, aveva dichiarato di non andarci con l’intento di fare il bis, avendo vinto nel 2018 insieme a Fabrizio Moro: “Io vado lì per un motivo in particolare, in questo momento il palco dell’Ariston è l’unico palco sul quale si può salire. L’unica cosa che mi interessa è fare musica dal vivo.”.

Il brano con cui Ermal Meta si è esibito, emozionando tutti, si intitola “Un milione di cose da dirti”. Nell’incontro con la stampa il 25 febbraio scorso lo ha spiegato così: “È una ballad nata tre anni fa in un periodo particolare. Era iniziata da poco la mia carriera da solista e la mia vita era piena di piccole e grandi scosse. Avevo un blocco emotivo interiore e l’unica cosa che potevo fare era scrivere una canzone per potermene liberare perché avevo un sacco di cose da dire in quel momento. Mi sono messo in gioco parlando con qualcuno che in quel momento non c’era e per questo motivo ho parlato e scritto in modo aperto. L’ho scritta in dieci minuti, ho ‘vomitato’ in maniera istantanea il testo.”.

“Un milione di cose da dirti” è contenuto nel nuovo album “Tribù urbana”, in uscita venerdì 12 marzo. Una tribù fatta di generi diversi, dal rock al classico, al cantautorato e di gente diversa, come quella di cui canta ne “Gli invisibili”, un pezzo nato dopo un viaggio a New York, dove Ermal Meta ha incontrato e parlato con gli homeless: “Uno di loro mi ha raccontato la sua vita, almeno in parte e quel giorno era il suo compleanno. Ho pensato che quella fosse una bella storia però che mai nessuno avrebbe mai ascoltato. Una volta qualcuno mi disse “Carca di restare invisibile, perché gli invisibili ad un certo punto imparano a volare”. E ho messo insieme le due cose. Ho immaginato un esercito di invisibili perché tutti noi almeno una volta nella vita lo siamo stati. E da invisibili diventano supereroi.”.

Gerarda Servodidio

Questa la tracklist completa di “Tribù urbana”:

  1. “Uno”
  2. “Stelle cadenti”
  3. “Un milione di cose da dirti”
  4. “Il destino universale”
  5. “Nina e Sara”
  6. “No satisfaction”
  7. “Non bastano le mani”
  8. “Un altro sole”
  9. “Gli invisibili”
  10. “Vita da fenomeni”
  11. “Un po’ di pace”

Di seguito il video di “Un milione di cose da dirti”, diretto da Tiziano Russo:

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