40 anni sembrano tanti, ma quando si tratta di un artista come Lucio Dalla il tempo diventa solo un’entità superficiale. 40 anni fa nasceva l’album “Dalla”, ricorrenza che Sony Music celebra con una edizione limitata rimasterizzata, in uscita venerdì 13 novembre e dal titolo “Dalla – 40th anniversary”. Era il 1980, un periodo fervido e creativo per il cantautore di Bologna, la sua città natale tanto amata, scenario privilegiato dei suoi più bei capolavori. Il capoluogo romagnolo avrebbe dovuto ospitare la conferenza stampa di presentazione del progetto, precisamente “in via Massimo d’Azeglio, a casa di Lucio. Avrebbe avuto un sapore completamente diverso. Di fronte alle restrizioni dei decreti ci siamo dovuti arrendere e trasformarla in un incontro digitale telematico”, ha spiegato all’inizio Paolo Maiorino, Responsabile del Catalogo Sony Music, per poi aggiungere: ‘Dalla’ è il terzo capitolo della trilogia di successo legata al produttore Alessandro Colombini ed è sicuramente un disco particolarmente fortunato della carriera di Lucio, che un anno più tardi viene coronato dal Q disc del 1981.”.

L’album “Dalla” arrivò subito in vetta alle classifiche, superando le 600mila copie vendute. Oggi gli si rende onore con “un lavoro che valorizza le canzoni e quello che c’è dietro le canzoni. Oltre a rimasterizzarlo, abbiamo deciso di dargli una tridimensionalità attraverso un libretto che alterna immagini, fotografie e testimonianze. Non poteva mancare quella di Alessandro Colombini, che è stato veramente il traghettatore, proprietario delle musiche e dei testi di questi 3 dischi che avranno un corollario nel Q disc. ‘Dalla’ rappresenta uno dei momenti più importanti della musica italiana. Ci sono artisti contemporanei, ragazzi come Fulminacci, che citano Lucio Dalla in virtù della sua libertà. Non era un semplice cantautore ma un ideatore di canzoni, che in questo disco sono particolarmente brillanti”, ha precisato John Vignola.

Potremmo definire Lucio Dalla un avanguardista, in grado di raccontare il lato più intimo e umano delle persone: “Lucio era un grande conoscitore dell’uomo e secondo me è anche questa la grande forza del disco. Era un grande stimolatore di emozioni, un regista, che con la sua musica creava delle vere e proprie sceneggiature”, ha affermato Ricky Portera. Ne è un esempio il brano “Futura”, di cui lo storico collaboratore di Dalla ha ricordato: “Eravamo in giro a Berlino di notte, a Lucio piaceva moltissimo questa protezione del buio, forse si sentiva più protetto che di giorno. Ci trovammo davanti al muro di Berlino e c’erano quelle torrette che davano su Berlino Est. Lucio salì su una di queste torrette e di fronte c’era un’altra persona, ossia Phil Collins. Stettero lì una mezzoretta senza parlarsi e Lucio scese da lì totalmente scioccato. Credo che in “Futura” abbia parlato di questo amore, di questa speranza verso il futuro, verso qualcosa di migliore.”.

Un continuo districarsi tra passato e futuro“Io ho sempre visto il tempo come un’onda, concepisco il futuro come un’eco che viene dal passato, anzi penso che sia lo spostamento in massa del passato”, dichiarò lo stesso Dalla. E sulla scia del passato il regista Giacomo Triglia ha dato la sua interpretazione “Futura” nel videoclip pubblicato ieri: “È come se i personaggi fossero cresciuti e insieme a loro Futura, la loro figlia. Io ho voluto raccontare la storia di Futura, quindi divenuta grande, trasferitasi in Italia, in un paese della provincia bolognese e l’ho fatto attraverso gli occhi del compagno di Futura, che ritorna nel paese dove sono cresciuti, che hanno fatto a loro volta una figlia e attraverso una serie di fotografie ripercorre nella propria memoria tutti i momenti che hanno contraddistinto la conoscenza di Futura, la loro figlia e purtroppo, per quello che ho immaginato io, la tragica scomparsa di Futura.”.

Incisivo nella produzione di Dalla anche il costante rapporto tra amoresofferenza e solitudine, sentimenti discordanti, messi ulteriormente in risalto dalla fotografa Camilla Ferrari“È un album ricco di contrasti, passa da momenti di grande meditazione a momenti di grande leggerezza. Dal mio punto di vista è come se Lucio Dalla riuscisse a camminare tra questi opposti e creare un mondo suo. In un’intervista che ho ascoltato Lucio parlava del fatto che Bologna è una città che ti può confondere, che può farti sentire sospeso ed è proprio questa sospensione che io ho cercato di restituire con le immagini che ho realizzato. Mi ha colpito tantissimo il ruolo della notte sia in questo album che nell’opera di Dalla in generale. L’elemento della notte come metafora e in particolare mi è rimasto impresso il verso ‘Confondere la luna con il sole’ che apre tutto l’album. La mia ricerca è stata volta su questa ambivalenza tra il giorno e la notte, il sole e la luna, i contrasti di cui accennavo prima. Un altro elemento che mi ha diretto molto è il quotidiano, la storia delle persone, la vicinanza che Dalla aveva con esse.”.

Lucio Dalla, il paroliere delle emozioni, non conosce barriere, frontiere o distinzioni temporali e spaziali. “Futura” chiude l’album “Dalla”, ma certamente apre le porte al domani, quel domani che “Chissà chissà su che cosa metteremo le mani”. Una domanda dalle mille risposte. Fatto sta che è sempre attuale. Dopotutto si dice che gli artisti non muoiono mai e mai frase fu più vera come in questo caso.

Gerarda Servodidio

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