E pensare che lei, Martina Beltrami, non era neanche convinta di partecipare ad “Amici”, programma che invece le ha cambiato la vita, o meglio, gliel’ha svoltata, per usare le sue parole. Ad iscriverla al talent di Maria De Filippi è stato il fratello, per aiutarla ad uscire da un periodo particolarmente difficile. Nonostante il percorso all’interno della scuola non sia stato sempre in discesa, Martina Beltrami ha saputo imporre la sua musica, quella compagna di vita che le è stata sempre fedele e che l’ha sempre salvata. Facendo una similitudine con il singolo fresco di uscita “Luci Accese”, la musica è la torcia che le illumina il cammino quando è tutto buio.

Lei, così forte all’apparenza, ma così fragile dentro, attraverso i suoi testi trova la forza di mettersi a nudo, di raccontarsi.
È quello che è successo anche con i due brani che hanno preceduto “Luci Accese”, ossia “Cara me” e “Se ti va”. Fragilità e insicurezze racchiuse in dolci note, come un bruco che aspetta di diventare farfalla e mostrarsi al mondo in tutta la sua bellezza.
Noi di Spettacolo News abbiamo colto tutta la voglia di Martina Beltrami di mettersi in gioco, di rivelarsi per come è. Per poterla cogliere anche voi, non vi resta che leggere la nostra intervista!

Quasi quattro mesi fa hai concluso la tua esperienza ad “Amici”. Come hai vissuto il percorso all’interno del talent? Cosa ti ha lasciato?
Il mio percorso all’interno del programma è stato un po’ burrascoso. Come si è visto ho avuto molti alti e bassi, ma credo che alla fine sia stato un successo. Comunque sia, dal cantare nella mia cameretta ad esibirmi al serale di “Amici” è un bel passo. Ci sono stati momenti di panico generale, però ho imparato un sacco di cose sia a livello musicale che umano. Ho conosciuto tante belle persone, ho avuto l’opportunità di parlare, di dar voce ai miei testi e alle mie canzoni. È stata davvero un’esperienza bellissima. Non ero affatto contenta quando mio fratello mi ha detto che voleva iscrivermi. Non era un periodo facile per me. Ci ho pensato a lungo, poi mi sono convinta.

Com’è nata la tua passione per la musica e come si è evoluta nel tempo?
La mia passione per la musica non è nata direttamente cantando, ma cominciando a suonare uno strumento in quinta elementare, quindi un po’ di anni fa! In classe avevano proposto di suonare il piffero, il flauto dolce e io ero distrutta (ride, ndr), non volevo assolutamente. Così ho deciso di mollare il flauto dolce e di passare allo step successivo, al flauto traverso. Mio fratello suonava il pianoforte, quindi ho voluto iniziare a suonare il pianoforte a tutti costi. Il vicino di casa suonava la chitarra e ho voluto imparare a suonare anche la chitarra. Perciò da autodidatta ho imparato a suonare sia la chitarra che il piano. Successivamente ho iniziato a buttare giù dei pensieri e mi sono detta “Cavolo! Perché non li canto?”. Ed ecco che è nata la mia passione per il canto.

Proprio oggi*esce il singolo “Luci accese”. Qual è il tuo spiraglio di luce nei momenti bui?
Posso dirti banalmente che il mio spiraglio di luce nei momenti bui è la musica. Lo è stato quando ho scritto questo singolo, legato a un periodo che risale a un paio di anni fa. L’unico momento di pace e di tranquillità era quando cantavo e suonavo. La musica è stata il mio porto sicuro.

Il tuo primo album uscirà entro la fine del 2020. Cosa ci puoi dire di questo atteso lavoro in studio?
Posso dirti che ci saranno i due inediti cantati ad “Amici”, ossia “Cara me” e “Se ti va”. Ci saranno brani nuovi, frutto di questa quarantena. In tutto saranno una decina di tracce, forse qualcosina in più. Sto modificando ancora delle cose sia a livello testuale che melodico, devo organizzare bene tutti i collegamenti. Ad esempio, ho preso delle parti di un brano e messe in un altro. Sto sperimentando molto.

C’è un artista in particolare a cui ti ispiri? E qualcuno con cui ti piacerebbe collaborare?
In realtà più che ispirarmi, perché comunque penso che ogni artista sia unico nel suo genere, ascolto molto Elisa e artisti indie come Calcutta. Mi trovo molto affine a loro anche a livello testuale. Mi piace spaziare dalla trap al pop, alla musica classica. Il mio sogno, che forse si realizzerà, è quello di lavorare con Elisa. La stimo davvero tantissimo. Poi c’è Madame. Vorrei provare collaborazioni strane.

Sul brano “Cara me” hai dichiarato “ho scritto questo pezzo per farvi capire chi è Martina”. Dunque, chi è Martina Beltrami?
Beh, con “Cara me” ho descritto la persona che sono. Quindi una persona insicura, piena di fragilità che vanno oltre l’apparenza. Ho parlato della difficoltà ad accettarmi a livello estetico, ma anche di questo periodo in cui sto cercando di amarmi di più, di mettere me stessa al primo posto e non gli altri. Sono molto contenta di cosa è venuto fuori da questo brano.

Hai un seguito importante e i tuoi fan si rispecchiano molto nei tuoi testi. Quale messaggio speri arrivi loro?
Sono molto contenta delle persone che mi seguono. Spero che il messaggio che arrivi e che sta arrivando nel caso di “Luci accese”, sia un messaggio di speranza. E mai come ora ne abbiamo bisogno. Quello che chiedo sempre è di mettersi nelle condizioni di ascoltare le parole delle mie canzoni per riuscire ad immedesimarsi nei testi e magari capire come io mi sia sentita in quel momento. Mi piace ascoltare le parole dei brani ed è quello che vorrei che gli altri facessero con i miei.

Cosa ti auguri per la tua carriera? Oltre al disco ci sono altri progetti in vista?
Parto dall’ultima. Di progetti in vista ne avrei tantissimi, stiamo pensando ad un sacco di cose, ma ora è tutto in forse. Mi piacerebbe fare degli instore per incontrare dal vivo tutte le persone che mi seguono. Mi piacerebbe fare dei live, dei concerti. Quello che mi auguro è di riuscire a realizzare tutto questo, di avere un contatto più reale con i miei fan. Loro sono con me tutto il giorno e io sono con loro tutto il giorno. Mi viene molto naturale, è come se parlassi con i miei amici. Non è una cosa forzata, lo faccio perché mi diverte, perché mi piace sapere come stanno. Non voglio essere una figura che ogni tanto spunta, fa uscire il pezzo, chiede di ascoltarlo e poi sparisce di nuovo fino al singolo successivo. A me piace essere presente. Provo molta soddisfazione quando mi scrivono che si stanno ricredendo sia sulla mia persona che sulla mia musica. Sono soddisfatta perché credo che si debba dare del tempo alle persone e soprattutto non bisogna basarsi sull’apparenza, perché non conoscere e giudicare è il primo passo per farsi un’opinione sbagliata. Magari sembriamo forti all’esterno solo perché ci siamo costruiti una corazza intorno a noi. Bisognerebbe studiare le persone. Poi non ti ci trovi lo stesso, non tutti siamo compatibili, ma penso che un po’ di tempo si debba dare a tutti.

Gerarda Servodidio

Copyright tutti i diritti riservati per l’intervista a Martina Beltrami sono di Spettacolo News.
*L’intervista è stata realizzata lo scorso 12 giugno.

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