Conoscete già I Desideri? I loro video hanno milioni di visualizzazioni su YouTube, il loro profilo Instagram conta oltre 100 mila follower, vantano collaborazioni con artisti importanti della scena musicale italiana, si sono aggiudicati la vittoria del Wind Summer Festival 2017: stiamo parlando de I Desideri, il duo marcianisano composto dai fratelli Salvatore e Giuliano Iadicicco. È dalla provincia casertana che prende forma la loro storia, lì dove iniziano ad esibirsi insieme al padre, noto cantante neomelodico della zona.
Nel 2014 la svolta: pubblicano su YouTube il brano “Made In Napoli” (feat. Clementino) ed è subito boom di click per il pezzo, che diventa così popolare da essere scelto come colonna sonora della pellicola “La scuola più bella del mondo” di Luca Miniero. Questo non è stato un caso isolato: firmano, infatti, la soundtrack della serie televisiva “Gomorra – La Serie 2” e del film “Fausto e Furio” di Lucio Gaudino. Nel 2017 arriva poi la realizzazione del primo album su etichetta Sony Music dal titolo “Uagliò”. Ogni traccia è un omaggio alla napoletanità, alle loro origini e non fanno eccezione i lavori più recenti, tra cui le canzoni “Tu si a regina mia” e “Si cchiù bella”, entrambe contenute nell’ultimo disco fresco di stampa “96/97”. Nell’intervista rilasciata a noi di Spettacolo News, spicca la loro voglia di mettersi costantemente in gioco, di non fermarsi mai e… ne promettono delle belle!

Perché avete scelto il nome I Desideri?
Pensiamo che alla base di ogni individuo ci siano tanti desideri da soddisfare. Noi, soprattutto nella musica, siamo pieni di voglia di fare e di traguardi da tagliare; quindi, come una sorta di buon auspicio, abbiamo pensato a questo nome. Una specie di amuleto.

La vostra musica, da sempre contraddistinta dalla napoletanità, piace a migliaia di teenagers non solo campani ma ovunque in Italia. Quanto vi rende orgogliosi questo?
Noi siamo campani e da sempre ci riconosciamo in quello che non è più solo un dialetto ma una vera e propria lingua, quella napoletana. Cerchiamo di aggiornare il nostro stile sia a livello di testi che per quanto concerne la musica, ma non possiamo rinnegare le origini e soprattutto non vogliamo che manchi quel tocco in più, quell’ingrediente magico che ci ha resi popolari ed orgogliosi di noi stessi.

Avete all’attivo diverse collaborazioni, da Clementino a Mostro fino a quella più recente con Livio Cori. Cosa cercate negli altri artisti?
Cerchiamo il nostro stesso entusiasmo. Quando ti trovi a parlare con un artista, lo senti pronunciare certe parole, gli vedi brillare gli occhi come accade a noi quando siamo emozionati e carichi, beh siamo certi che con quell’artista si possa condividere un progetto che spacchi.

Sull’ultimo album, “96/97”, avete affermato che “rappresenta un passaggio fondamentale tra ciò che eravamo, ciò che siamo e ciò che vorremmo essere”. Spiegateci meglio.
Noi siamo nati con la musica e da sempre è protagonista nelle nostre vite quotidianamente. Era arrivato il tempo forse di fare un po’ il punto della situazione: guardare avanti ma senza dimenticare il passato, imparando dagli sbagli e facendo tesoro anche di tutte le belle esperienze.

Possiamo dire che siete stati scoperti su Youtube. Com’è nata l’idea di caricare i brani sulla celebre piattaforma?
YouTube era ed è una piattaforma in cui chiunque può esprimere liberamente la propria arte, la propria voglia di condividere le emozioni. I risultati sono arrivati e questa è per noi una forma di orgoglio, perché significa che milioni di persone si sono riconosciute nei nostri testi, nei nostri brani.

Siete entrambi giovanissimi con un seguito importante. Come gestite il successo?
Non pensiamo al successo, pensiamo a fare bene e ad allargare la famiglia. Ogni volta che arriviamo a persone nuove sappiamo che stiamo andando nella giusta direzione, cercando di essere sempre noi stessi… Forse anche questo è un po’ il segreto!

Cosa rispondereste se vi proponessero una carriera da solista?
Al momento non ci pensiamo, abbiamo da poco intrapreso questo viaggio insieme e poi c’è una tale complicità tra noi sia a livello umano che professionale che sarebbe impossibile pensare ad altro.

Queste le vostre parole: “Il nostro brano più bello è quello che dobbiamo ancora scrivere perché chiuso un album, siamo già al lavoro per nuove avventure e nuovi orizzonti”. Ci sono già nuovi progetti che bollono in pentola?
È vero! Guardiamo sempre avanti e anche quando abbiamo terminato un progetto siamo già carichi per quello nuovo, ma ora è un po’ prestino. Almeno il tempo di goderci questo disco che sta piano piano arrivando nelle case, un po’ di promozione e poi tanta musica live.

Gerarda Servodidio

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