Quando la passione chiama, tu rispondi: è la frase che viene in mente nel sentire Deborah Iurato mentre parla della sua grande passione, la musica. Una passione che si porta dietro sin da piccola, coltivata con cura e che oggi afferma orgogliosamente essere il suo lavoro. Trampolino di lancio per la giovane cantautrice di Ragusa è stato il talent “Amici” di Maria De Filippi. Lei, Deborah Iurato, non è rimasta una semplice amica, ma ne è uscita come vincitrice della 13esima edizione. Lei, che guardava quel programma, all’epoca ancora “Saranno Famosi”, con gli occhi incantanti, rivedendosi magari nei tanti ragazzi che tentavano la fortuna. Lei, la fortuna l’ha tentata e l’ha anche trovata. Sei anni sono trascorsi da quella vittoria, correva l’anno 2014 e Deborah da quella cresta dell’onda, alimentata dal fuoco ardente della passione, non è più scesa. Certo, ora ci troviamo di fronte a un’artista più matura, più consapevole, che affronta un nuovo percorso nel singolo fresco di uscita “Ma cosa vuoi?”. Essere consapevoli vuol dire anche sapere che qualcosa può finire da un momento all’altro, ma come dice lei stessa “a volte bisogna perdersi per ritrovarsi”. Per scoprirne di più, vi invitiamo a leggere la nostra intervista a Deborah Iurato.

Sei anni fa l’esordio ad “Amici”. Differenze tra la Deborah prima e dopo il talent?
Beh, sicuramente sì. “Amici” è stata un’esperienza che porterò sempre nel cuore, ha fatto sì che facessi della mia passione più grande il mio lavoro. Sono cresciuta, ho preso consapevolezza di me stessa come donna e di conseguenza come artista. La mia vittoria è stata un po’ inaspettata. Devo dirti che quando si è girata la carta, ho ancora impressa nella mente la scena, la prima cosa a cui ho pensato sono stati i miei genitori, perché mi hanno sempre sostenuta affinché il mio sogno potesse andare avanti. A 18 anni ho iniziato a provare ad entrare ad “Amici”, non tanto per la televisione, quanto perché sin da piccola, all’epoca si chiamava “Saranno Famosi”, l’ho sempre seguito e mi piaceva l’idea di scuola che c’era lì dentro. Quindi ero molto curiosa di partecipare e dopo tanti tentativi ce l’ho fatta!

Allo stesso anno risale la pubblicazione di “Libere”, brano dove canti “Da bambina avevo sogni grandi come universi senza cielo e senza nomi, passavo le giornate a immaginare come sarei mai riuscita a diventare”. Hai sempre voluto diventare cantautrice?
Sì, diciamo che la musica, in generale, sarebbe stata parte integrante della mia vita al di là di tutto. Ovviamente avere la consapevolezza che la musica sia il mio lavoro mi rende una persona felice e orgogliosa. Tutto è iniziato a 5 anni cantando le canzoni dello Zecchino d’Oro, poi a 12 ho incominciato a studiare. Ho sempre avuto la passione per il canto e per la musica. Sono cresciuta con i miei genitori che ascoltavano tanta musica e quindi, come ti ho detto prima, non avrei mai abbandonato questo mondo.

Arrivando a oggi, lo scorso 10 luglio è uscito “Ma cosa vuoi?”, il tuo nuovo singolo che segna una svolta non solo artistica ma anche personale. Ce ne parli meglio?
“Ma cosa vuoi?”, così come “Supereroi”, è un’introduzione a questo nuovo percorso musicale, cantautorale, nato durante il periodo di lockdown. Ho iniziato a scrivere le mie canzoni e a focalizzarmi su questo nuovo percorso. Il singolo in sé parla del conflitto tra uomo e donna, un vero e proprio tira e molla, in cui chi ascolta può rispecchiarsi. Mi piace credere che nonostante i conflitti quotidiani, quando poi si è davanti a un vero sentimento tutto si supera. Penso che a volte bisogna perdersi per ritrovarsi.

Il video di “Ma cosa vuoi?” è stato girato a Comiso, Ragusa. Simboleggia una rinascita a partire dalle tue radici?
Assolutamente sì. Il video è stato diretto da Andrea Occhipinti, interamente girato a Comiso grazie ad un drone. La scelta del drone perché sono sempre stata affascinata da questo piccolo oggetto che vola e cattura ogni dettaglio. Comiso è il paese dove ho frequentato il liceo, un luogo a me caro, ricco di ricordi, che sa di casa.

Nella tua carriera anche una parentesi al Festival di Sanremo e collaborazioni con altri artisti. Ti piacerebbe rifare il bis di queste esperienze?
Sì, mi piacerebbe molto. Sanremo è stata un’esperienza indimenticabile e anche difficile da spiegare a parole. È tutta una serie di emozioni, dalla paura di sbagliare all’adrenalina. A fianco ho avuto una persona, un amico intimo, Giovanni Caccamo, che è stato una buona spalla su cui appoggiarmi. Non escludo collaborazioni future, visto anche tutte le energie che sto mettendo in questo nuovo percorso. Ancora non ci ho pensato, ma vorrei lavorare con artisti lontani dal mio genere musicale e creare qualcosa di diverso.

Il lockdown è finito da poco, ma ancora non siamo fuori dall’emergenza Coronavirus. Come hai vissuto e come stai vivendo questa situazione?
L’ho vissuta molto positivamente. Diciamo che il lockdown mi è servito parecchio per cercare di creare qualcosa di nuovo. Sono una persona molto solare e positiva e mi piace pensare che tutto andrà per il meglio e, come dico anche in “Ma cosa vuoi?”, rimanere felice e contenta. Questo spero arrivi al pubblico nella maniera più spontanea possibile.

Per quanto riguarda i progetti futuri?
Per l’album non c’è ancora una data di uscita. È un progetto che nasce step by step, è un puzzle che sta prendendo forma. Piano piano sto creando un insieme di emozioni poi trasformate in musica. Concerti in questo momento non ce ne sono, ma spero di tornare presto a cantare sul palco e riabbracciare tutte le persone che mi hanno sempre sostenuta e che mi seguono!

Gerarda Servodidio

Intanto ecco a voi Deborah Iurato nel nuovo singolo “Ma cosa vuoi?”:

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