Il quartiere Prati di Roma ha fatto fiorire un nuovo bocciolo d’arte ad alto contenuto creativo e originale, Matteo Alieno. La sostanza di questo bocciolo multicolore è un ragazzo coi capelli a scodella e lo sguardo magnetico. Un vero extraterrestre che approda nella musica italiana con il suo bagaglio meravigliosamente anacronistico e che, non poteva essere altrimenti, alla nostra domanda “Dove ti piacerebbe suonare live?” Risponde: “Sulla Luna o su Marte!“.
Matteo Alieno irrompe allegramente nella scena indie/itpop allontanando sintetizzatori e tastiere al ritmo di splendide chitarrine anni ’70. Un vero cantautore con un piede nel prezioso passato e l’altro con una punta in quella contemporaneità ancora inesplorata.
Noi di Spettacolo News abbiamo avuto la fortuna di scambiarci quattro idee con questo “Alieno”, un ragazzo puro e intrigante.
Ciao Matteo, ho appena ascoltato il tuo singolo “Fantasia” e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Per iniziare ti chiederei: Quanto sei soddisfatto di questo tuo brano?
Sono molto soddisfatto di questo brano, credo sia stato liberatorio scriverlo e soprattutto farlo uscire, condividere con gli altri questo grido di aiuto. Se ora ascolto “Fantasia” vedo un Matteo sincero e con tanta voglia di immaginare.
Credi che questo singolo sia quindi rappresentativo del progetto?
Nessun singolo credo sia rappresentativo del progetto, nel disco ci saranno canzoni di ogni genere e colore… spero di poter stupire nel mio piccolo, mi piace molto variare ed esprimermi con libertà soprattutto in un’epoca così variegata per la musica.
In passato hai sperimentato il genere rap. E’ un approccio che hai ormai abbandonato? Credi che sia un processo creativo, quello del genere rap, che ti ha dato una mano a scrivere i testi delle tue nuove canzoni?
Assolutamente si, credo mi abbia aiutato molto, soprattutto a dare maggiore valore a quello che dico nei testi. Comunque non ho abbandonato affatto l’approccio rap, anzi c’è da aspettarsi qualcosa di questo genere.
Dove ti piacerebbe suonare live?
Sulla Luna o su Marte… magari un giorno!
Cosa ne pensi della scena romana? Come ti spieghi questa folta schiera di nuovi talenti musicali e cosa li accomuna.
Amo la scena romana, soprattutto la scena che sta nascendo! Molti sono miei amici, e conoscendoli sicuramente ti direi che il motivo di questo fermento credo sia proprio la città, tanto grande quanto piccola, tanto sporca quanto pulita.
Se dovessi fare una cover… che brano faresti tuo?
Un pezzo di Jovanotti. Forse “Penso Positivo”, ha un’energia pazzesca.
Per quale ragione ti chiamavano Alieno a scuola? Perché hai scelto proprio questo pseudonimo per rappresentarti artisticamente?
Alieno è il nome con cui mi prendevano in giro alle medie, ero un ragazzino strano, sostenevo di avere i super poteri (ride, ndr). Poi credo che questo nome calzi a pennello su di me… vivo nel mio mondo, tra le nuvole, proprio come farebbe un alieno.
Ultimo concerto che hai visto e album che ascolti di più ultimamente?
Recentemente sono stato ad un live di Max Gazzè e Alex Britti ed è stato un dei live più belli che abbia mai visto, incentrato molto sulla musica e un po’ meno sullo show. Ultimamente invece ascolto molto “Mio fratello è figlio unico” di Rino Gaetano, un disco pieno di anima.
Quali strumenti suoni e quale strumento usi principalmente per comporre?
Suono la chitarra, il pianoforte, il basso e ora sto imparando a suonare la batteria. Solitamente utilizzo la chitarra per scrivere, è lo strumento con cui mi sento più al sicuro.
Federico Guarducci
Il nuovo singolo di Matteo Alieno, “Non mi ricordo“:

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