Bisogna spostare le lancette di oltre 20 anni e fare un bel tuffo nei ricordi degli anni ’90, forse l’ultima decade a possedere una vera anima.
Gli anni ’90 si aprono con un forte senso di cambiamento, dovuto principalmente alla caduta del muro di Berlino che ha aperto la voragine dando al mondo quella sensazione di vittoria del capitalismo.
Anche dal punto di vista musicale avvennero importanti cambiamenti: la musica di quegli anni si contraddistingueva per una grande varietà di generi: il sound basato sui synth degli anni ’80 sfocia nell’esasperazione della electronic dance music, dove lo scopo prendeva forma nello sballo delle discoteche, che in quegli anni hanno conosciuto il loro momento migliore. Fu anche la decade del ritorno di musica fatta con chitarre, bassi e batterie in un movimento di rock alternativo, che vedrà diverse sfumature, dal Grunge della costa pacifica settentrionale negli USA al Britpop, dal Pop Punk fino ad arrivare nella fine del decennio alla musica Indie.

Ma forse il fenomeno più d’impatto che si affacciò sulle scene musicale fu quello della nascita delle boy band.

Le boy band erano gruppi musicali, spesso creati a tavolino dai produttori musicali, formate da cantanti di sesso maschile, che producevano prevalentemente musica pop per il grande pubblico. Nonostante già ci fossero stati i Jackson 5 negli anni ’60, si inizia a parlare di boy band dalla fine degli anni ’80, con la formazione dei New Kids On The Block, ma il vero boom è stato solo dopo, esattamente nei ruggenti anni ’90.

Il loro pubblico era prevalentemente formato da onde di ragazzine (e ragazzini) che avevano la loro camera tappezzata di foto e poster di immagini dei componenti delle band. La particolarità era anche nella ricorrenza degli stereotipi presenti nei componenti delle band: c’era il bravo ragazzo, spesso biondino, con un look pulito e delicato, il bad boy che si riconosceva dalle braccia piene di tatuaggi e muscoli, il timido, quello che aveva la voce migliore e faceva tutti gli acuti delle canzoni. Una musica leggera e non impegnativa con tematiche nelle canzoni di amori finiti,  alcuni appena iniziati, divertimento e amici, senza alcun picco di significato, perché era proprio questo che voleva il pubblico: testi semplici, poco complicati e melodie orecchiabili da canticchiare durante la giornata, sui mezzi pubblici o a squarciagola con gli amici. Ritmi accattivanti, presenza scenica e grandi produzioni sono l’essenza delle boy band che negli anni ’90 hanno dominato le classifiche di vendita. Il fenomeno delle boy band, nato negli Stati Uniti, si è poi diffuso in tutto il mondo e anche l’Europa è riuscita a sfornare i suoi successi discografici.

Ecco le più famose di quel periodo:

TAKE THAT

I primi furono i Take That, che fecero la loro comparsa nel 1990. Il gruppo inglese era formato da Gary Barlow, Howard Donald, Mark Owen, Jason Orange e Robbie Williams. Dopo aver raggiunto il successo con “Everything Changes”, il terzo disco è quello dei record trascinato dalla hit “Back for Good”, tra i brani più apprezzati degli anni ’90. Nel 1996 i Take That si sciolgono dopo l’addio di Robbie Williams, che intraprende una fortunata carriera da solista e così anche gli altri membri si dedicano ai propri progetti. Nel 2005 i quattro elementi tornano ad incidere musica e nel 2010 rientra anche Robbie Williams per il disco “Progress”. Dopo il secondo addio di Robbie Williams, nel 2014 anche Jason Orange lascia il gruppo. Nello stesso anno arriva “III”, settimo album dei Take That.

BACKSTREET BOYS

Si formarono nel 1993 ad Orlando e la band era composta da Nick Carter, Howie D., Brian Littrell, Aj Mclean e Kevin Richardson. Tra il 1996 e il 1997 hanno conquistato le classifiche prima di Europa e Canada, poi di Stati Uniti e resto del mondo. La consacrazione è arrivata nel 1999 e nel 2000 grazie al singolo “I Want It That Way” (cantata anche a distanza durante la quarantena, una sorpresa diventata virale sui social). Hanno venduto più i 130 milioni di dischi in tutto il mondo e sono diventati la prima boy band della storia per record di vendite. Eletti la boy band più iconica di tutti i tempi con 8 nomination ai Grammy Awards, sono l’unico gruppo dopo i Sade ad aver piazzato 9 album nella Top 10 della classifica statunitense Billboard 200.
I Backstreet Boys inoltre hanno anche la loro stella sulla Hollywood Walk of Fame. Dopo una lunga pausa, nel 2012 sono tornati con un nuovo album, ma non hanno raggiunto più il successo degli anni d’oro. A differenza di altre boy band, nessuno dei componenti ebbe una carriera da solista di successo e tutti i cinque componenti sono ricordati per la band e per aver infranto i cuori di migliaia di fan.

5IVE

Torniamo in Regno Unito con i 5ive, band formata nel 1997 dallo stesso management che aveva selezionato le compatriote Spice Girls. Formata da Scott Robinson, Richard Neville, Jason “J” Brown, Richard “Abs” Breen e Sean Conlon. Sicuramente non sono stati tra le band più famose, ma hanno raggiunto immediatamente il successo in Europa grazie alle canzoni “If Ya Gettin’ Down”, “We Will Rock You” e “Keep On Movin’”. Dopo solo quattro anni di attività, Scott, Richard, Jason, Richard e Sean hanno annunciato lo scioglimento della band. In tutto sono stati 20 i milioni di dischi venduti per una band tra le più famose in Europa.

BOYZONE

Attivi dal 1993 al 2000, i Boyzone hanno raggiunto il successo in particolare in Europa e Asia. Nati da una lunga serie di audizioni per creare una nuova band sulla scia dei Take That, i Boyzone erano formati da Ronan Keating, Mikey Graham, Keith Duffy, Shane Lynch e Stephen Gately, deceduto nel 2009. 7 gli album in studio, 4 dei quali arrivati dopo la reunion avvenuta nel 2007. Il disco più venduto del gruppo è “By Request”, greatest hits contenente tra gli altri i singoli “Picture of  You” e “All That I Need”. Nel 1999 Ronan Keating ha poi debuttato da solista con la fortunata “When You Say Nothing At All” colonna sonora di “Notting Hill”, il cult movie con Julia Roberts e Hugh Grant.

NSYNC

Erano americani e si sono formati anche loro ad Orlando dal 1995 fino al 2002. Gli NSYNC hanno lanciato la carriera di Justin Timberlake, leader e frontman del gruppo, affiancato da Lance Bass, JC Chasez, Joey Fatone Chris Kirkpatrick. Sono stati i diretti rivali dei Backstreet Boys e le fan si schierarono da una parte o dall’altra.
Hanno venduto in tutto oltre 70 milioni di dischi. Il nome è l’acronimo delle ultime lettere dei nomi dei cinque membri del gruppo. La band ha debuttato prima in Europa poi negli Stati Uniti dove, con “No Strings Attached” del 2000, hanno conquistato le classifiche grazie alla hit “Bye Bye Bye”. Nel 2018 hanno ricevuto anche loro la stella sulla Hollywood Walf of Fame. Come per Robbie Williams, il talento di Timberlake brillava già mentre era nel gruppo. Molte delle canzoni, infatti, ruotavano intorno a lui, che eccelleva sia nel canto che nella danza. Si sono sciolti nel 2002 e Timberlake ha intrapreso la sua carriera da solista, che è ancora attiva.

Sara Brestolli

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