Domani, venerdì 6 settembre 2019 alle ore 21.00, nell’ambito del “Women for Freedom in Jazz”, la cantante Francesca Della Puppa porterà sulla terrazza dell’Hotel Carlton On The Grand Canal di Venezia tutta la sua carica e un progetto musicale speciale: un tributo alla cantante e pianista americana Blossom Dearie, morta nel 2009 a 85 anni, la cui voce era definita “Light and girlish”.

Sul palco l’artista italiana sarà accompagnata da Marco Privato, richiestissimo contrabbassista veneziano, insegnante presso la scuola Thelonious Monk di Mira, e Davide Baldo, estroso chitarrista, insegnante e fondatore della scuola di musica Miles Davis di Mestre. I brani scelti e riarrangiati dal trio in chiave acustica, ripercorrono tutta la carriera della longeva artista newyorkese.

Il concerto fa parte della terza edizione di “Women for  Freedom In Jazz”, maratona di musica e solidarietà che riunisce 20 tra le migliori voci femminili del jazz italiano: Alessia Obino, Francesca Bertazzo Hart, Alice Testa, Rosa Emilia Dias, Enrica Bacchia, Paolo Furlano, Piera Acone, Angela Milanese, Carlotta Martorana, Elena Libralesso, Federica Capra, Francesca Viaro, Franca Pullia, Rita Binciletto, Giuliana Spanò, Jennifer Cabrera Fernandez, Heloisa Lourenco, Cristina Renzetti, Tati Valli e Francesca Della Puppa.

La rassegna organizzata da Elena Ferrarese in collaborazione con l’organizzazione umanitaria Women for Freedom sulla splendida terrazza Top of the Carlton Sky Lounge dell’Hotel Carlton on The Grand Canal di Venezia sarà presentato ogni mercoledì e venerdì alle 21.00 fino al 13 settembre 2019, con importanti novità.

Grazie alla prima e alla seconda edizione di “Women for Freedom in Jazz”, a Women for Freedom Onlus sono stati donati 10.000 euro, arrotondati dalla generosità della proprietaria dell’Hotel Carlton on The Grand Canal. Con i fondi di questa terza edizione, “Women for Freedom” si occuperà del loro nuovo progetto: il contrasto delle pratiche tribali lesive dello stiramento del seno delle giovani nella comunità di Mbouda in Camerun. Tale pratica viene effettuata su bambine dagli 8 ai 12 anni e riguarda mediamente una ragazza su quattro, alla quale la madre appiattisce i seni in fase di sviluppo usando pietre o altri utensili arroventati allo scopo di prevenire attenzioni maschili indesiderate che portano a violenze sessuali e/o gravidanze precoci. Il progetto prevede l’avvio di attività preventive al fine di favorire lo sviluppo di una concezione di rispetto del corpo della donna nel rifiuto delle pratiche tribali lesive.

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