Grandissimo” è il nuovo album di Irene Grandi e “Grandissimo” è anche il tour di concerti che è partito lo scorso 22 giugno e che per tutta l’estate farà tappa nelle più importanti città italiane. “Grandissimo” è un bel compleanno, una bella festa per celebrare i 25 anni di carriera di una delle più amate cantanti italiane e, in occasione di questo importante avvenimento, noi di Spettacolo News abbiamo intervistato Irene Grandi chiedendole qualcosa sul nuovo disco, uscito lo scorso 31 maggio, e qualche anticipazione sul tour estivo.

Irene, hai scelto di suddividere il tuo nuovo album “Grandissimo” in 3 capitoli ben distinti, “Inedita”, “Insieme” e “A-Live”. Da cosa è derivata questa decisione artistica, che non si incontra molto spesso?
È derivata dal fatto che questo album è un album di ampio respiro, con molte proposte di sound e di atmosfere piuttosto diverse una dall’altra, proprio per una scelta artistica di voler cogliere tutte le sfaccettature di un lavoro così lungo visto che è dedicato a questi 25 anni di carriera. Per questo bel compleanno ci tenevo a far uscire fuori le tante sfaccettature della mia personalità, visto che ormai è diventata un po’ una mia cifra quella di sperimentare sempre cose nuove e diverse. La lettura di questa varietà risultava anche più semplice se divisa in capitoli e, allo stesso tempo, diventava un racconto, quasi come un libro.

Musicalmente e tematicamente i brani del tuo album sono molto eterogenei e diversi tra loro. Ti emoziona di più cantare l’energia e la positività o affrontare argomenti delicati come, ad esempio, accade in “Sono qui per te”?
Anche questo fa parte delle sfaccettature. Io sono una persona tendenzialmente positiva, mi piace la leggerezza di vivere, quella leggerezza bella di lasciare anche andare, di sapere che non tutti i mali vengono per nuocere, ma che c’è sempre una possibilità di trovare delle soluzioni o delle alternative. Dalle problematiche però è bene trovare una forza, delle risorse interiori da tirare fuori. In generale è giusto affrontare entrambi gli argomenti: quello della bellezza e della celebrazione della bellezza, ma anche quello di trovare un conforto, uno stimolo, una cura per chi magari, me per prima, sta attraversando un momento difficile.

Tra i duetti più sorprendenti, oltre a quelli con tanti nomi importanti della musica italiana, troviamo quello con Sananda Maitreya in cui avete reinterpretato “Time is on my side” di Norman Meade. Com’è avvenuto l’incontro con questo grande artista e come hai deciso di collaborare con lui?
Era un sogno che avevo da diverso tempo, perché mi era capitato nel 2010 di incontrarlo in occasione di un programma televisivo dedicato al Natale. Lo sentii cantare accanto a me e, ti giuro, avevo i brividi dalla punta dei piedi alla punta dei capelli. Mi piacque tanto la sua voce, sentirla dal vivo vicino a me, mi emozionò tantissimo. Quella sera si chiacchierò un po’ e dopo ci scambiammo delle cartoline, giusto per ricordarsi l’uno dell’altra. Quando stavo cercando e raccogliendo del materiale per l’album è riapparsa quasi magicamente questa cartolina di Sananda, così l’ho portata nello studio dove lavoro spesso con il mio produttore Saverio Lanza. La tenevamo lì davanti a noi e la guardavamo, un po’ come se fosse una specie di santino, e poi ci ha fatto pensare che sarebbe stato bello fare un pezzo in inglese, una bella cover e, perché no, proprio con lui, così mi sono fatta coraggio e l’ho chiamato. Lui è stato entusiasta di partecipare e di fare qualcosa con un’artista italiana anche per farsi un po’ riscoprire dal pubblico italiano. Tra le tante, mi ha proposto lui questa canzone e mi è piaciuta tantissimo sia perché era un pezzo blues che si prestava ad una rivisitazione in due, con un botta e risposta, sia perché “Time is on my side” significa “Il tempo è dalla mia parte”. Legandola ai miei 25 anni di carriera, e all’esperienza che uno acquista nel tempo, il significato era molto bello, infatti il tempo non è dalla tua parte solo se ce l’hai davanti, ma se ce l’hai anche dietro le spalle.

Quindi tutto è nato quasi da un colpo di fulmine reciproco…
Sì, infatti è stata una cosa molto di cuore, ma anche di pancia.

Nel Capitolo 2 del tuo album ritroviamo alcuni dei tuoi successi più famosi e amati reinterpretati in chiave elettrica. Come ti sei sentita a ripercorrere i tuoi 25 anni di carriera come contante attraverso queste tue grandi hit oggi riadattate?
Mi è piaciuto perché comunque sono proprio le versioni che io tuttora faccio dal vivo, quindi mi piaceva l’idea che le mie canzoni, che magari hanno anche vent’anni o più, potessero avere una nuova vita grazie al fatto che con la band le riproponiamo in una nuova chiave. Vengono rinnovate anche per noi e diventa una festa suonarle, infatti la gente le apprezza perché le conosce e noi ci divertiamo un sacco a suonarle perché abbiamo dato loro una veste nuova e quindi le sentiamo molto attuali.

Il tuo “Grandissimo” tour di concerti ha esordito circa un mese fa, il 22 giugno, al Parco dei Suoni di Riola Sardo (OR) e da questo sabato 20 luglio inizierai a girare l’Italia per tutta l’estate. Come saranno i tuoi live? Puoi anticipare qualcosa al pubblico che verrà ad ascoltarti?
È un live sicuramente molto ampio e ho scelto di rifare tantissime delle mie canzoni di successo come si deve fare in un momento in cui si festeggia la carriera. Ci sono delle parti più elettriche e delle parti unplugged, dove ripercorro con un medley delle vecchie canzoni che magari non sono riuscita a mettere nel disco perché tutte non ci entravano. Io non volevo fare un CD doppio perché mi piaceva di più l’idea di fare un disco unico. Ovviamente chi verrà ai concerti sentirà qualcosa di questa nuova produzione, come alcuni brani che ho selezionato tra gli inediti di questo album. Sarà molto carino, abbiamo organizzato una produzione abbastanza divertente e succulenta perché abbiamo degli schermi su cui si vedranno immagini, foto vecchie, foto nuove e dei filmati che abbiamo girato appositamente per il live, semplici ma molto efficaci. È molto divertente per me avere quest’accompagnamento con il video perché è la prima volta che lo uso durante un concerto dei miei. Mi sono appassionata a questa cosa dopo il mio ultimo lavoro, “Lungoviaggio”, quel progetto un po’ sperimentale che avevo fatto lo scorso settembre con cui sono andata a teatro e che mi ha fatto appassionare ai contenuti video anche durante un concerto, così lo abbiamo riproposto.

Alla fine sarà un vero e proprio spettacolo…
Sì abbastanza, questo è un concerto, però è un concerto arricchito da delle immagini e da dei momenti visivi suggestivi, proprio perché voleva essere anche questo un po’ come un racconto, così ci sono dei punti salienti che vengono anche raccontati attraverso le immagini.

Facendo una panoramica dei tuoi 25 anni di carriera musicale, c’è qualcosa che cambieresti? Che avresti voluto fare ma non hai fatto o magari di cui ti sei pentita?
Non lo so perché in realtà tutte le scelte che ho fatto in un certo momento erano le scelte giuste, poi è sempre un po’ difficile o brutto dirsi “ho sbagliato tutto” o “questa cosa non la dovevo fare”. Certo, ci sono delle canzoni che sono più belle di altre, sicuramente ogni progetto artistico a un certo punto si deve chiudere, ma magari noi artisti non lo vorremmo mai chiudere perché ci sembra sempre di poterlo migliorare, però di base sono contenta.

E qual è invece la canzone che più ti rappresenta o a cui sei più legata?
Io sono molto legata a “Prima di partire per un lungo viaggio”. È una canzone che amo tantissimo e che ha la penna di Vasco e Curreri, per cui anche due autori eccezionali. Le sono molto legata perché è una canzone che in tutte le versioni in cui l’ho proposta è risultata sempre bellissima, è sempre molto emozionante, viene cantata dal pubblico e allo stesso tempo stimola alla riflessione. Questo secondo me nella canzone è molto bello, riuscire ad avere entrambi gli aspetti: ti fa riflettere ma ti fa anche cantare, ti fa quasi ballare in certe versioni, ti fa pensare in altre versioni. È una canzone che ha un bellissimo messaggio, che è quello di pensare prima a dare che a giudicare.

Sara Dal Mas

Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *