Dall’8 luglio scorso, in tutti i digital stores, è uscito “Al primo piano“, il nuovo singolo di Beppe Stanco.  Dopo anni di silenzio in cui l’artista si è dedicato a progetti musicali diversi, l’autore, produttore, fondatore della Beat Sound, è tornato a far sentire la sua voce con un singolo autobiografico spontaneo. Una storia d’amore che non decolla per la paura, per quella tentazione di fermarsi sempre… al primo piano.
Ecco la nostra intervista per voi.

Come è nato il tuo amore per la musica?
Il mio amore per la musica nasce sin da piccolo, anche se il primo strumento vero, l’ho preso in mano verso i 17 anni. Era una chitarra, che mia sorella aveva avuto in regalo da qualche suo fidanzatino dell’epoca, ma che non ha mai imparato a suonare. L’ho fatto io. E sinceramente mi ero reso conto subito che era una cosa che non avrei potuto lasciare più facilmente. Da lì poi sono iniziate a nascere le prime canzoni.

Ti sei ispirato a qualcuno in particolare nel tuo percorso musicale?
Ispirato proprio a qualcuno quello no, però sicuramente ho avuto delle grosse influenze a livello musicale dai vari cantautori italiani, per fare qualche nome, Jovanotti, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Lucio Dalla, etc.. Di molti di loro mi hanno sempre affascinato anche le produzioni artistiche, infatti essendo io oltre che un cantautore, in egual misura, anche un produttore artistico, mi sono sempre soffermato non solo sui testi, anche sui suoni, ed miscelare il mondo acustico a quello elettronico è una delle cose che amo fare di più.

Dopo un periodo di silenzio torni a far sentire la tua voce con il nuovo brano “Al primo piano”. Ti sei ispirato a qualcosa in particolare? Quanto c’è di autobiografico?
Il brano è totalmente autobiografico ed è un brano che è nato in un modo talmente tanto spontaneo, che l’ho praticamente lasciato così. Avevo l’esigenze proprio fisica di pubblicare una canzone dopo un bel po’ di anni di silenzio, anni nei quali comunque ho lavorato su altri progetti musicali, quindi sempre in allenamento. Le cose migliori sono quelle che nascono in modo spontaneo, non credo alle cose costruite a tavolino.

La frase “non siamo giovani per sempre” è sinonimo di rimpianto e rassegnazione o speranza e determinazione?
“Non siamo giovani per sempre” è una frase che ripeto in modo quasi ipnotico verso la fine della canzone, e non a caso e proprio alla fine di questo racconto musicale, ed è li che vuole ripetermi, che il tempo passa inesorabile e che quello che ci lasciamo alle spalle non torna più e quindi, se trovi oggi una persona interessante, una persona che ti capisce, una persona che ti piace, non lasciartela sfuggire, o quantomeno, mettici più attenzione, perchè può non ritornare.

Come sei riuscito a salire le scale e andare oltre al “primo piano”?
Beh in realtà ci sto provando, e forse un giorno riuscirò ad arrivare a quel terrazzo e godermi il panorama. In questo momento le scale le sto facendo una ad una, poi può darsi che un giorno, quando sarà il momento, troverò un’ascensore che mi porti all’ultimo piano di pochi secondi…

Come descriveresti il tuo “ultimo piano”?
L’ultimo piano lo immagino come dicevo prima come un terrazzo, con una vista meravigliosa, una vista da goderti tutta, una vista che appaga sia gli occhi che l’animo. L’ultimo piano è il punto di arrivo, da cui si spera non cadere mai, perchè salire è durissima, cadere è un attimo.

I tuoi prossimi passi?
I passi come i piani, si fanno uno alla volta. Per ora sto vivendo day by day. Sto lavorando a tante cose, tra cui anche al prossimo singolo, che vorrei fosse un sequel di questo, quindi la storia che si evolve. Non lo chiamerò però sicuramente “Al secondo piano”

E infine… Cosa vorresti dire a chi, in amore, professionalmente e nella vita in generale, si “ferma sempre al primo piano”?
Quello che dico a chi si ferma è quello che dico e direi a me stesso, ovvero, cercare di guardare sempre oltre, per quanto il fermarsi al primo piano, soprattutto quando si è abbastanza giovani, non è sempre una scelta sbagliata, anche perchè il primo piano è l’inizio e le cose all’inizio sono sempre molto coinvolgenti, divertenti e pieni di speranze.

Flaminia Grieco

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