Il 1 marzo 2019 è uscito “Vivi per sempre”, il secondo progetto discografico dei Canova. Il nuovo album della giovane band milanese arriva dopo il successo del loro disco d’esordio “Avete ragione tutti” (2016), del singolo disco d’oro “Vita sociale” e di “Santamaria”, trasmessi sui principali canali radiofonici. Nel 2017 sono stati vincitori del premio Keepon Live come migliore nuova realtà dal vivo e del premio M.E.I. come miglior esordio italiano. Reduci da un lungo tour di 10 mesi e oltre 100 concerti, tra cui diversi sold out, i Canova sono ora pronti per partire con una nuova serie di live nei principali club della penisola. La tappa di avvio sarà stasera all’Alcatraz di Milano il 20 marzo, luogo dove si era concluso il precedente tour della band. Noi li abbiamo incontrati ed ecco cosa ci hanno raccontato.

Iniziamo dalle origini: come vi siete conosciuti?
È un po’ difficile da spiegare, è chiedere come ti sei conosciuto con i tuoi amici storici. Diciamo che è stato un caso, siamo cresciuti vicino, penso che non ci siamo neanche mai stretti la mano. Ci siamo trovati tramite degli amici comuni in delle serate e poi, con il tempo, abbiamo scoperto di avere in comune la passione per la musica. Fin dall’inizio abbiamo scritto delle canzoni perché non siamo nati come una cover band, ma abbiamo sempre prodotto inediti. Così è nato tutto e poi negli anni abbiamo consolidato questa cosa.

Come mai proprio Canova? È un omaggio alla storia dell’arte?
Di sicuro deriva da Antonio Canova, quindi dalla storia dell’arte. Eravamo alla ricerca di un nome italiano perché è la lingua che utilizziamo nelle nostre canzoni. Un giorno lo abbiamo letto su un cartellone a Palazzo Reale a Milano, che è sede di mostre, e ci è piaciuto molto come campeggiava sulla piazza. Ci siamo detti che sarebbe stata una figata se quel nome avesse campeggiato all’ingresso di un nostro concerto e quindi lo abbiamo fatto nostro.

In questi ultimi anni si sta evidentemente assistendo ad un rinnovamento all’interno del panorama musicale italiano. Come è scaturita, a vostro parere, questa esigenza di cambiamento?
È una cosa che riguarda molto la nostra generazione, almeno a nostro parere. Noi ad esempio che siamo in primis  pubblico di canzoni di altri,  avevamo voglia di sentire qualcosa di diverso che ci identificasse di più e quindi per questo diciamo che è una questione generazionale. Come noi probabilmente molte altre persone avevano voglia di ascoltare qualcosa di più vicino alle loro vite rispetto a quello che solitamente potevano riscontrare sui media. Diciamo che era strano che non ci fosse ancora una risposta a questa esigenza perché in paesi come l’Inghilterra, la Francia o gli Stati Uniti già da tempo esiste una proposta più variegata : c’è il talent, c’è la cosa super mainstream, c’è quella un po’ più alternativa e così via. Da noi un pochino di meno, quindi probabilmente c’è stata una spinta forte dal basso che ha fatto alzare le antenne alle persone, tutti sono diventati un po’ più ricettivi e al contempo dalla parte degli artisti si è sviluppata una proposta che andava incontro ai nuovi bisogni del pubblico.

In che punto del nuovo orizzonte indie italiano vi sentite posizionati? In quali aspetti vi sentite parte del gruppo e in quali degli outsider?
In realtà l’indie, o hit pop, è una categoria molto varia, ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha le sue influenze musicali. Noi preferiamo dare spazio innanzitutto alle canzoni, quindi evitiamo di ghettizzarci subito in un determinato genere e in un determinato comparto musicale. Poi la fortuna di avere come metodo di comunicazione il pop ci dà la libertà di non farlo perché è un genere che raccoglie dentro di sé un sacco di sfumature. In primis quindi arrivano le canzoni, che poi vengono arrangiate in maniera diversa. Più che altro sono gli altri che ci hanno inserito in questo “contenitore”, ma non ce ne lamentiamo perché questa cosa alla fine ci ha aiutato. Però quello che noi abbiamo fatto è stato pubblicare un disco di canzoni, che solo successivamente ha preso un certo filone a livello di ricezione.

Chi o cosa volete rappresentare attraverso la vostra musica?
Sicuramente la vita. Sono canzoni che nascono come autobiografie, alcune delle quali in un secondo momento vengono pubblicate. Quindi prima di tutto c’è auto analisi, accanto ovviamente alla voglia di scrivere. Non è affatto semplice spiegare l’approccio seguito. Prima che diventino pubbliche sono sicuramente degli sfoghi o delle situazioni che vuoi immortalare e riascoltare per conto tuo innanzitutto. Possiamo dire di essere il primo pubblico di noi stessi: scriviamo canzoni e le suoniamo come se fossimo noi alla ricerca di queste canzoni più che il contrario. Ascoltiamo quello che scriviamo, quindi ci siamo dentro totalmente.

Il 1 marzo scorso avete pubblicato il vostro secondo album, “Vivi per sempre”. In cosa differisce dal primo “Avete ragione tutti”, uscito tre anni fa?
Sicuramente cronologicamente è un passo in avanti, quindi abbiamo senza dubbio più consapevolezza di quello che facciamo. Questo disco è stato realizzato con più coscienza anche perché il primo lo abbiamo registrato in sei giorni pensando che sarebbe stato solo per noi, invece poi è andato bene. Per “Vivi per sempre” avevamo più mezzi a disposizione, ci abbiamo messo due mesi, di conseguenza siamo stati più attenti ai suoni, alla scelta dei brani e tutto ciò è un passo in avanti. La matrice poi ovviamente è la stessa perché c’è lo stesso autore, le stesse mani che suonano gli strumenti, ma questo penso sia inevitabile per chiunque.

Come definireste il vostro disco? C’è un filo che lega i brani o sono tutti slegati l’uno dall’altro?
Il comune denominatore siamo noi. Se questo disco fosse una settimana ogni canzone sarebbe un giorno o una fase. In un disco come questo vanno a finire le diverse sfaccettature della propria personalità e dei propri ricordi e per questo presenta un ventaglio molto largo. Poi c’è anche il dettaglio, ovvero  la canzone più malinconica, quella del ricordo, quella dell’amore. Ecco dove risiede la differenza tra brani, però, come dicevo anche prima, la matrice è la stessa.

Quando si lavora in gruppo può capitare che nascano dei conflitti. A voi è mai successo? Come li avete gestiti?
Noi fortunatamente andiamo d’amore e d’accordo. Probabilmente perché suoniamo da tanto e perché abbiamo scelto ogni giorno di andare avanti insieme e questa cosa ci ha unito molto. Poi abbiamo vissuto le basi della nostra vita insieme, la fase fondamentale che va dai 18 fino ai 30 anni, quindi bene o male abbiamo gli stessi ricordi. Siamo molto legati proprio da un fattore storico. Ovviamente possono esserci delle discussioni, ma come ci sono in ogni famiglia e le nostre sono sempre costruttive.

Quali sono i vostri progetti futuri? Quali i sogni nel cassetto?
Nel breve termine andremo ad affrontare un bel club tour che è già partito il 13 marzo con la data zero, che è stata un po’ una prova generale. La prima data vera e propria sarà all’Alcatraz e poi faremo le maggiori città, il 28 saremo a Roma. Le cose che hanno premuto in queste settimane riguardano il live, poi per il futuro ci penseremo a fine tour. Ora vogliamo solo portare dal vivo queste canzoni che avranno una vita nuova, che sbocceranno davanti al pubblico perché è dal vivo che i brani diventano veramente di tutti. Poi sicuramente nel nostro futuro ci sono altre canzoni, altri progetti. Il sogno nel cassetto è di continuare a fare quello che facciamo liberamente, in modo indipendente, che comunque non mi sembra poco.

Floriana Durante

Canova – Tour:

  • 13 marzo 2019 – PERUGIA/Afterlife (Data Zero)
  • 20 marzo 2019 – MILANO/Alcatraz
  • 22 marzo 2019 – VENARIA REALE (TO)/Teatro Della Concordia
  • 26 marzo 2019- PADOVA/Gran Teatro Geox
  • 28 marzo 2019 – ROMA/Atlantico
  • 29 marzo 2019- NAPOLI/Casa Della Musica
  • 30 marzo 2019 – MODUGNO (BA)/Demodé
  • 03 aprile 2019 – FIRENZE/Obihall Teatro Di Firenze
  • 05 aprile 2019 – BOLOGNA/Estragon

I biglietti per tutte le date sono disponibili in prevendita su TicketOne.

Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *