Nello Daniele è cantante, compositore e chitarrista. Nato a Napoli nel 1965, inizia a suonare nei club della città partenopea, duettando anche con il fratello Pino. Il suo esordio discografico risale al 1998 con l’album “Si potrebbe amare”, a cui sono seguiti “Dimmi che è vero” (2001), “Aspettando ‘o soul” (2007), “Uguale a ieri” (2010) e “Io bianco io nero” (2014).
Nel corso della sua ventennale carriera ha partecipato a manifestazioni importanti e duettato con giganti del soul internazionale. Nel 2005 ha poi preso parte al progetto di musica-teatro con il Premio Nobel Dario Fo ed ha inoltre accompagnato il fratello sul palco nei concerti napoletani di  “Tutta ‘n’ata storia” e “Nero a metà”.

Lo scorso 3 maggio è uscito “Lontano da te”, il nuovo singolo che anticipa il prossimo album di Nello Daniele. Noi lo abbiamo intervistato per voi, ed ecco cosa ci ha raccontato.

Vieni da Napoli, una città che ha una cultura musicale antica e riconosciuta in tutto il mondo. Come vivi il rapporto con la tradizione?
Pure quando sono stato lontano da Napoli, ho vissuto anche in Toscana, ho sempre mantenuto la tradizione della mia città. Io vengo dal decumano, dal centro storico e la tradizione mi aiuta a mantenere un certo spirito musicale, una certa abitudine che spero chiunque faccia il mio mestiere non perda mai. Mi sento un musicista libero, non seguo le mode, ma vado avanti per la mia strada.

Hai pubblicato il tuo primo disco nel 1998: come sei cambiato personalmente e artisticamente in questi anni?
Certamente si cresce dal punto di vista tecnico. Vengo dall’acustico e dal pop e ho fatto 6 album mantenendo la mia vena personale. La crescita c’è stata come musicista, come chitarrista. Suonando la chitarra non vado mai ad operare con suoni elettronici anche quando faccio gli arrangiamenti. Quello lo lascio fare a chi fa un certo tipo di musica. Poi è chiaro che ci sono molti artisti che si adattano a questo, però io la penso diversamente, non mi piacciono i compromessi e non mi piace mercanteggiare. Infatti il prossimo album sarà tutto in acustico, pensato da chitarrista. Non bado alla radiofonia anche se ci saranno brani radiofonici: il mondo cambia, i tempi cambiano ed è giusto che ci siano anche altre cose.

Cosa speri di trasmettere alle persone con la tua musica?
C’è da ascoltare. Io trasmetto quello che sono io, quello che è in questo momento la mia città. Non è detto che tutti sposino le mie idee, però posso dirti che il 70-80% dei musicisti sarebbe più che contento nell’ascoltare un disco acustico. Oggi, ti dico la verità, penso che alcuni artisti importanti con un nome e una carriera importante provino a fare delle cose che non appartengono loro, abbandonando così la propria natura. Il reggaeton facciamolo fare ai ragazzi. Io la penso così, non c’è bisogno che uno si snaturi solo per seguire le mode. So come funziona e sono contento di quello che sto facendo, poi il disco andrà a completare un lavoro di idee che io ho in quanto musicista e autore.

“Lontano da te”, il singolo che anticipa il prossimo album d’inediti, è una canzone d’amore. Come descriveresti, tu, l’amore?
L’amore è universale. In questo brano l’amore sottointeso non è soltanto quello tra un uomo e una donna, ma anche quello che può rappresentare la mancanza della propria terra, della famiglia, di un fratello, di una madre, di qualsiasi persona o cosa che ti faccia stare bene nell’arco di una giornata. Se ti viene a mancare l’amore in una giornata stai male. Il video del brano è costruito come un videogame  con percorsi e livelli da superare man mano. Ritengo che non bisogna mai fermarsi, si devono superare il livelli della vita, camminare, guardare avanti e non voltarsi mai indietro.

Oltre a quello che già ci hai raccontato, cos’altro puoi anticiparci del nuovo progetto discografico?
È tutto in acustico, la chitarra sarà protagonista. Ci sarà un secondo singolo che darà il titolo all’album, sarà riarrangiato con più strumenti dal punto di vista mediterraneo. Le altre tracce saranno tutte chitarre. È un disco che ho sempre sognato di fare fin dal primo album, di cui portai dei brani voce e chitarra a Milano. All’epoca mi proposi di fare prima o poi “un disco così come sono”. Credo sia il sogno un po’ di tutti i musicisti fare un disco con un solo strumento senza aggiungerne altri. Nel progetto non ci saranno duetti… Beh, forse uno solo e nel caso sarà con un partenopeo… Racconterò la mia città, l’amore sarà sempre in prima linea, perché la gente non vuole sentire solo guai, ce ne sono già troppi!

Qual è il ricordo più bello che hai con tuo fratello Pino Daniele?
Ce ne sono tanti! Da fratelli ad esempio ci sono le feste che organizzavamo insieme. Musicalmente parlando però il più bello è quello che ci ha visto insieme nel 2013 e 2015 nei vari concerti che abbiamo tenuto a Napoli. Era la prima volta  che salivo con lui sul palco ed è stata un’emozione diversa da tutte le altre, anche più del mio esordio discografico. Mi è capitato di duettare con tanti artisti anche internazionali come Billy Preston, poi con molti colleghi italiani. Però con Pino è stato diverso, non perché era Pino Daniele, ma perché era mio fratello.

C’è qualche genere musicale a cui ancora non ti sei avvicinato e che vorresti esplorare in futuro?
Sono molto legato al jazz. Un domani magari mi piacerebbe fare un disco jazz solo strumentale, con qualche idea vocalist. Ti dico che oggi è talmente difficile che spero che cambi qualcosa. A me piacciono molto i ragazzi di oggi e la musica alternativa che fanno, però non bisogna perdere quella vena più tradizionale, magari contaminarla con l’elettronica. Ci sono tantissimi talenti sulla scena che io seguo e apprezzo, per me però la melodia è importante e se la contaminassi con altra musica non sarei più io.

Oltre all’album e al tour di questa estate hai qualche altro progetto in cantiere?
Il progetto teatrale che è partito dal 12 maggio e che continuerà per tutta l’estate. Sul palco porterò un concerto dove racconterò un po’ tutta la mia musica e quella di mio fratello. Ai concerti si incontra il mio pubblico, quello di Pino, si sta bene tutti insieme, ci si diverte. Ecco questo sarà il prossimo progetto che portiamo nei teatri già da quattro anni.

Floriana Durante

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