A poche ore dall’inizio del Festival di Sanremo 2019 incontriamo Nek per due chiacchiere vista mare. Filippo si è mostrato molto sicuro di sè, svelandoci qualcosa del brano “Mi farò trovare pronto“, che canterà stasera sul palco del Teatro Ariston, le sue sensazioni su questa nuova esperienza, qualche curiosità sul suo duetto con l’attore Neri Marcorè e molto, molto altro!

Emozionato?
Non proprio, sai che sono abbastanza tranquillo? Naturalmente sento un po’ di adrenalina e magari 30 secondi prima di salire sul palco lo sarò

Il palco dell’Ariston è un palco importante, per te poi ha segnato l’inizio vero e proprio della tua carriera con “Laura non c’è”…
Sì, ma non voglio farmi trovare sopraffatto, “mi voglio far trovar pronto”!…

Proprio come il titolo della tua canzone, quindi sei pronto?
Sì, non voglio subire l’emozione del palco, anzi, voglio sfruttarlo al meglio. Adesso sono tranquillo, nel senso che non sento la gara e non mi importa della competizione in sè

Quindi salirai su quel palco e farai semplicemente ascoltare il tuo brano?
Esatto, io penso al dopo. Chiaro, se vincessi sarei felicissimo, ci mancherebbe altro. Quattro anni fa ho sfiorato la vittoria, “Fatti avanti amore” è stato comunque un grande successo. “Se telefonando”, forse, ancora più grande. La mia carriera non si è mai basata su vittorie del Festival, sono andato avanti senza.

Come mai questo ritorno? Lo scorso anno hai partecipato al Festival di Sanremo in qualità di ospite (con Francesco Renga e Max Pezzali ndr), questa volta ti presenti in questa forma…
Perché comunque Sanremo ha un’energia importante, poi devo molto al palco del Festival. Sanremo si è nobilitato molto, non è più il classico spazio che usano le persone dimenticate o l’ultima spiaggia, l’ultima possibilità prima dell’oblio… No, tutt’altro! E’ una grande vetrina, la spinta che dà il Festival è una spinta importante, è un appuntamento che la maggior parte degli italiani sente, è una tradizione. Poi ripeto il Festival – soprattutto quest’anno – ha aperto le porte a diversi generi musicali… Immaginatevi un grande Festivalbar (concedetemi il termine!) e 4 giorni di promozione intensa in cui la carta stampata si riunisce qui, le tv e le radio anche… C’è una grande energia, tutti guardano il Festival di Sanremo, perché non usare questo momento?
Il lavoro di un disco nella sua promozione, il pensare ai concerti eccetera si tradurrebbe in 4/5 mesi di lavoro, qui concentri tutto in una settimana. Per quel che riguarda il mio percorso dopo, era giusto essere qui, poi l’ardua sentenza alla gente, io ci metterò il massimo dell’impegno come sempre e mi divertirò!

Soprattutto con Neri Marcorè…
Con Neri Marcorè, certo!

Duetterà con te nella serata di venerdì 8 febbraio, com’è nata questa vostra collaborazione?
Noi ci conoscevamo da qualche anno, siamo entrati in contatto per questa collaborazione, ha risposto alla mia chiamata e dalla versione elettrica, la canzone venerdì cambierà totalmente aspetto. Sconfesserò il brano nell’arrangiamento e nella struttura e ho chiamato lui perché non è solamente un attore, è anche un cantante e un musicista. Farà una cosa particolare, mi piaceva l’idea che fosse lui ad affiancarmi in questa rivisitazione della canzone, dove si useranno alcuni versi di Borges… Insomma, spero sia suggestivo ed emozionale, perché quel palco merita che vengano trasmesse emozioni.

Per te le emozioni, le energie sono fondamentali, sei un artista che quando sale sul palco si concede, si abbandona completamente, si trasforma… Mi incuriosisce il tuo aspetto rock, ti sei ispirato anche a Sting nel corso nella tua carriera. Hai mai pensato di fare un album con pezzi di Sting arrangiati in chiave italiana?
No, non ci ho mai pensato, ho pensato più a duettare con Sting, pur non avendo mai espressamente portato a buon fine la richiesta, un po’ per grande rispetto nei suoi confronti, un po’ per paura di non essere all’altezza, è come l’allievo che incontra il maestro, non so… Pur conoscendoci ormai dal ’99 ho sempre visto Sting come l’inafferrabile e inarrivabile grande personaggio, leggenda vivente della musica. Non ho mai pensato a rivisitare i suoi pezzi, perché sono quasi intoccabili e sarebbe un po’ troppo semplice che io facessi suoi brani, visto la grande influenza che ha avuto su di me.

Ti piacciono di più le sfide, basti pensare a “Se telefonando” di Mina…
Infatti! Basti pensare che è una canzone cantata da una donna ed era contro ogni aspettativa che io la potessi interpretare: quando ho reso noto che avrei cantato “Se telefonando”, tanti giornalisti hanno detto “‘Se telefonando’, ma come fa?” e invece…

Carlotta d’Agostino

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