Il tempo di un caffè, ed ecco che ci raggiunge Mattia Bellegrandi, in arte Briga. Cantante tra il pop e il rap, che tra poche ore salirà sul palco del Teatro Ariston gareggiando alla 69esima edizione del Festival di Sanremo 2019. Briga è nella categoria big con la canzone “Un po’ come la vita” in coppia con la straordinaria Patty Pravo.

Prima volta sul palco dell’Ariston e non solo, affiancato da un’icona della musica italiana: Patty Pravo. Come stai vivendo tutto questo?
Molto emozionato direi. E’ una combustione di emozioni che non ti fanno capire più niente. Ora sto facendo miliardi di cose e poi improvvisamente mi troverò nel momento in cui dovrò salire sul palco… Un momento che dura solo 4 minuti, in cui scarichi tutta la tensione e l’emozione in modo molto fugace. La preparazione per Sanremo è un qualcosa di allucinante, un insieme di emozioni che non riesci a distinguere…

Diciamo che fino a quando non calchi il palco non sai quali saranno le sensazioni di quel momento…
Per me è molto importante prendere confidenza fisica con il luogo dove andrai a performare. In questo caso abbiamo potuto approfittare di qualche prova all’interno del teatro e quindi un’idea già ne ho sul dove devo guardare se mi trovassi in difficoltà. Mentre canto il pezzo giro tutto il perimetro del palco. E’ una cosa che faccio inconsciamente da sempre finchè non trovo la mia collocazione.

Com’è nato questo brano e la vostra collaborazione?
E’ stata una “pazza idea” proprio come mi piace dire! Perché non mi sarei davvero mai immaginato di vivere un’esperienza del genere. Alcune volte ho pensato di fare delle cose per assurdo, la mente umana ti porta a valutare tutte le ipotesi possibili. Quando mi è arrivata questa proposta sono stato da subito incuriosito, ancor prima di ascoltare il brano. Poi mi sono bastati 2 minuti di ascolto per convincermi di poter tirare fuori qualcosa di veramente figo!

Ma ti ha chiamato proprio la signora Patty Pravo in persona?
Non proprio direttamente lei… Nicoletta è una persona restia alla comunicazione contemporanea: come i social o i cellulari, ma ad ogni modo lei c’è. Lei è nell’aria, è una di quelle icone che si respirano quando cammini.
E’ stato il mio manager ad inoltrarmi il brano ed ho percepito da subito che potesse essere un qualcosa di valido, molto profondo, molto elegante.

Nasci come rapper ed ora la tua vena artistica sta subendo molte trasformazioni: cosa puoi raccontarci del tuo percorso?
Per me è una prerogativa essenziale, da sempre ho preferito sperimentare cose nuove. La musica credo sia un territorio talmente tanto ampio e vasto, che sia inutile restare circoscritti a una forma precisa e definita. Penso che la mia voce in questo mi aiuti e la mia polivalenza nell’ambito artistico musicale mi permette d’inserirmi nei contesti più vari.

Sembri una persona decisa, da sempre hai voluto fare il cantante?
La musica è sempre stata la mia passione. Verso i 18-19 anni di età ho iniziato a prefigurarmi il cammino. Non sono uno di quelli nati con l’obiettivo di fare il cantante, ma la musica, sin dal piccolo, ha sempre fatto parte della mia vita. Ciò che mi distingue dagli altri è l’elaborazione e lo sviluppo della mia personale sensibilità. Da bambino, al tempo delle elementari, ascoltavo già musica impegnativa. Gianluca Grignani, Raf… Artisti che cantano brani con qualcosa da dire e questo mi ha permesso di comprendere l’importanza della musica in sé e la sua bellezza oggettiva.

Ti sei ispirato a qualcuno in particolare?
Non ho un modello in particolare di riferimento, in quanto sono molto legato alla mia personalità. Gianluca Grignani posso dirti che è un artista che mi piace da sempre. Lui per me è un numero uno! Io faccio una distinzione tra l’uomo e il cantante, perchè subisco il pregiudizio delle persone su di me. Quando si parla di musica, cerco di essere obiettivo e l’uomo lo metto da parte. Spesso mi è capitato di conoscere colleghi per cui non nutro una particolare simpatia, ma che dal punto di vista artistico apprezzo. Ecco Grignani è stato un rivoluzionario, ha proposto progetti in Italia che forse non sono stati capiti fino in fondo. Come ad esempio l’album “La fabbrica di plastica”

Che poi c’è anche una collaborazione di lui nel tuo ultimo album…
Gianluca con il brano “Rock star” è all’interno del disco “Il rumore dei sogni”, in uscita venerdì 8 febbraio. Oltre a lui ci sono molte altre collaborazioni come quelle con Emma Marrone, Tiziano Ferro, Antonello Venditti ed ovviamente Patty Pravo!

Antonello Venditti??
Sì, ho voluto inserire il live di “Roma capoccia” cantata insieme allo Stadio Olimpico. Lui è uno degli ultimi signori della musica, come Patty Pravo, una delle ultime vere dive rimaste nel panorama italiano. Peraltro Antonello mi ha chiamato poco fa, per farmi il suo “in bocca a lupo”!

Allora non resta anche a noi che farti un grosso in bocca a lupo per stasera!
Grazie, crepi il lupo!

Carlotta d’Agostino

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