Niccolò Agliardi, classe 1974, è conosciuto da molti come l’autore dei cantanti, la penna scelta da moltissimi artisti del panorama musicale italiano ed internazionale, da Laura Pausini ad Eros Ramazzotti, da Elisa a Zucchero, Paola Turci ma anche da Damian Rice e Bryan Adams. Lui stesso si definisce: “un giocoliere di parole“; nell’ultimo suo progetto discografico intitolato “Resto“, uscito lo scorso 14 settembre, Niccolò è autore di se stesso.
Il successo e la notorietà con il grande pubblico è arrivato grazie a”Braccialetti Rossi“, fiction di Rai 1 campione d’incassi, per cui ha scritto e composto la colonna sonora, “Io non ho finito” e altre canzoni. In questi ultimi anni si è lanciato su diversi progetti fra musica, radio e letteratura, fino all’esordio in tv, nel ruolo di autore e conduttore del programma “Dimmi di te“, nel giugno 2018.
Per capire e conoscere meglio chi sia l’eclettico cantautore milanese, Spettacolo News l’ha incontrato alla Feltrinelli di Roma.

Chi è Niccolo Agliardi?
Servirebbe molto tempo per descrivere chi è Niccolò Agliardi, ti posso dire che professionalmente è un autore, un giocoliere delle parole quando capita, uno che le maneggia. Niccolò è anche un cantante, un cantante che sta cercando di migliorare la propria vocalità e gestione dei palchi che ogni tanto gli capita di calcare, all’occasione uno scrittore, quando ho delle belle storie che arrivano, e poi un conduttore.  Il conduttore sì mi piace, è una delle cose che ultimamente mi piace fare.

“Dimmi di te” è il nome del tuo programma, hai scoperto questo piacere  grazie a questa esperienza?
Sì! Un programma scritto da me tre anni fa e ci tenevo molto per dimostrare quanto sia difficile scrivere le canzoni, non è un percorso così sempre immediato e scontato. In più sono una persona che si appassiona alle storie degli altri e mi interessano con autenticità.

Quale è stata la storia che più ti ha colpito?
Ne ho lette tante di storie, in quanto ci hanno scritto in molti. Poi, però, per motivi di scelta, siamo stati costretti a selezionarne solo alcune. Ne abbiamo scelte solo 6, affidandoci al nostro intuito, alla voce per telefono del protagonista della vicenda, al loro modo nello scrivere la mail. In realtà di queste 6, le ho amate tutte! Posso dirti che in particolare mi ha colpito la storia del primo protagonista: quella di Francesco. Francesco è un ragazzo che ha resistito ad una grande debilitazione fisica dovuta ad un incidente notturno molto compromettente. L’ho conosciuto una volta andando a mangiare in una trattoria e l’ho visto per la prima volta su una sedia a rotelle, dopo 8 anni l’ho rivisto in piedi. Quella è una storia che ho scelto perchè l’ho sentita legata ad un destino, ma come voglio bene a lui, voglio bene anche agli altri protagonisti.

Come arriva l’ispirazione nelle canzoni?
Penso che l’ispirazione sia una componente della canzone, non l’unica. L’ispirazione è spesso frutto di una mente allenata ad essere ispirata.

“Ora” e “Ancora” sono i 2 capitoli che compongono “Resto”, il tuo ultimo progetto discografico. Due parole legate da una  forte componente temporale. Quanto incide in te il tempo?
Il tempo incide su tutti. Principalmente in questo ultimo progetto ho fotografato un presente radioso, che mi piace, nel quale mi diverto. “Ora” sono i miei 44 anni con la scelta di canzoni  di come oggi  le canterei anche se le ho scritto anni fa e “Ancora” sono il cantarle nel tempo. In sostanza questo lavoro è un lavoro di piccoli restauri di canzoni che io, con i miei ragazzi, abbiamo particolarmente amato in questi anni e abbiamo scelto in quanto ci piace suonarle.

“Resto” è invece  un bel punto sul presente. Se non fossi restato, dove saresti?
Non vorrei essere da nessun’altra parte, mi piace stare qua per questo resto.
“Resto” vuol dire molte cose, in questo caso vuol dire un po’ quello che racconta la canzone. Tante volte si avrebbe voglia di mollare: anche questo mestiere, certe relazioni, certi spazi, però ci sono alcune volte in cui questi spazi, queste persone, questo mestiere ti fanno credere che se un giorno lo hai scelto non era del tutto scriteriato e allora oggi la vigliaccheria della fuga, che qualche volta salvifica, se posso evitarla la evito.

Ho visto che nelle scelte c’è anche “Simili”, brano di successo scritto per Laura Pausini…
“Simili” è nata, tra Milano e Roma , 3 o 4 anni fa. Stavo ancora lavorando su “Braccialetti Rossi” e  uno dei ragazzi mi disse di sentirsi simile a me. Mi ha talmente colpito che una persona prendesse coraggio nel dire: “Mi sento simile a te”, che ne ho voluto fare una canzone.

Chi sono i tuoi simili?
I miei simili sono le persone con cui trascorro di più il mio tempo. I miei simili sono persone caute, garbate, che sappiano stare in silenzio, con cui non ci sia sempre bisogno di dover occupare degli spazi, che non ci sia bisogno di strizzare l’ovvio. Mi piace questo e in questo mi sento simile alle persone che scelgo.

S.B.

“Johnny”, il nuovo singolo di Niccolò Agliardi:

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