Dieci” è il nuovissimo album di Valerio Scanu in uscita oggi, 5 ottobre 2018. Un disco che parla di amore e delle infinite forme che questo sentimento può assumere. Amore inteso come qualcosa che va oltre il senso comune, come qualcosa intorno alla quale si modella e prende forma la nostra esistenza. Valerio Scanu per buona parte del mese di ottobre girerà l’Italia, da Milano a Lecce, per presentare il suo “Dieci” attraverso l’instore tour, in cui incontrerà anche i fan. Intanto già è stato confermato il consueto concerto natalizio dell’artista intitolato “A Christmas Carol”, che quest’anno si svolgerà sabato 15 dicembre presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Nato a La Maddalena nel 1990, Scanu ha coltivato fin da piccolo la sua passione per la musica, classificandosi secondo ad “Amici” di Maria De Filippi nel 2009 e vincendo il Festival di Sanremo l’anno successivo con il pezzo “Per tutte le volte che…”.
Il cantante ha pubblicato due autobiografie, fondato una propria etichetta discografica indipendente e conquistato il pubblico di vari programmi televisivi come “Tale e Quale Show“, “L’isola dei famosi“, “Ballando con le stelle” e “Kudos – tutto passa dal web“.
Noi lo abbiamo intervistato per voi.

Proprio oggi esce il tuo nuovo album intitolato “Dieci”. Qual è stato il processo che ha portato all’elaborazione di questo disco? Come lo potresti raccontare?
C’è stato un anno di ricerca sui testi. Mi sono affidato a giovani autori a cui ho lasciato carta bianca, liberi di esprimere il loro punto di vista su di me, su quello che per loro poteva essere giusto sia a livello musicale che di testi, sui quali ho successivamente operato una selezione.

L’amore è il fil rouge dell’album. Ritieni che nella nostra società “usa e getta” sia necessario riscoprire il valore dell’amore autentico, quello in grado di superare ogni limite di spazio e di tempo?
Penso di sì. Oggi è tutto talmente frenetico, in generale la pazienza si è persa, con le dovute eccezioni, non c’è più la voglia di ricostruire o di mettersi in discussione.

“Dieci” come gli anni che sono trascorsi da quando sei entrato ad “Amici”. Cosa è cambiato da allora? Quali sono gli aspetti diversi se ce ne sono?
Uno cresce, è logico che l’esperienza artistica ti fa maturare. Il bagaglio culturale che accumuli in dieci anni non è indifferente ed è normale che alla fine ciò si rifletta anche in quello che è il tuo lavoro.

Qual è la canzone dell’album alla quale ti senti più legato e perché?
In generale a tutte, non ce n’è una in particolare. Poi è ovvio che ci sono brani che sento di più in un determinato periodo: possiamo dire che vado a periodi. Sono uno che sente le canzoni fino alla nausea, per poi all’improvviso orientarsi su un altro brano.

E una canzone non tua che ha significato molto nella tua vita?
Tante! Tra l’altro vengo dal piano bar e il repertorio non mio è molto vasto. Non ce n’è una in particolare, anche in questo caso molto dipende dal periodo.

L’esistenza è fatta anche di ostacoli e difficoltà. Qual è secondo te la chiave per superarli e come affronti i momenti più complessi?
Dipende di cosa si parla. Non c’è uno standard, ogni momento ha una chiave a sé e quindi tutto dipende da quello che uno passa. Per dire come affrontare una determinata cosa uno ci si dovrebbe ritrovare dentro. Nella vita affrontiamo di tutto però è sempre diverso.

Ad oggi ti senti completamente realizzato? Hai ancora qualche sogno nel cassetto?
Sicuramente tanti, però fare quello che sto facendo è già molto. Mi sento particolarmente fortunato ad essere arrivato dove sono arrivato, di fare nella vita quello che amo.

Se dovessi scegliere un artista internazionale e uno italiano con cui vorresti collaborare, quali sono i due nomi che faresti?
È una cosa alla quale non sto pensando perché prima vorrei continuare a formare al meglio quello che c’è intorno a me. Migliorarmi ancora per poi puntare più in alto possibile. I sogni sono tanti ma è necessario rimanere con i piedi per terra.

Floriana Durante

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