Quest’oggi vi parliamo dei Bowland. Per molti un nome che inizia a risuonare familiare, per altri ancora no. Chi poteva immaginare che si potesse usare di un grinder di metallo (macina erba) al posto di uno strumento musicale? Ma è vero! Giovedì 27 settembre scorso, è andata in onda la quarta puntata di audizioni di “X Factor 2018” e numerosi artisti hanno avuto la possibilità di esibirsi sul palco più famoso della TV italiana. Tra gli artisti sono arrivati sulla scena anche i Bowland, una band nato dalla collaborazione di tre ragazzi iraniani.
La loro musica è stata accolta con una vera e propria ovazione da parte del pubblico e dai sì dei giudici: Manuel Agnelli li ha considerati la scoperta più interessante di tutta l’edizione. Nonostante il brano presentato sia stato una cover del brano “Get Busy” di Sean Paul, si è mostrata perfettamente innovativa e creativa. Ora li conoscono bene non solo in Italia ma anche Iran, il loro paese d’origine, dove il gruppo si chiama i Massive Attack iraniani. Il trio Trip-Hop iraniano Bowland, è nato nel 2015, da un gruppo di amici dai tempi delle scuole superiori Lei Low, Pejman e Saeed, si sono conosciuti a Teheran e successivamente, in momenti diversi, si sono trasferiti a Firenze per inseguire i loro sogni e continuare gli studi.
In questo modo, proprio a Firenze, è cominciato il loro progetto musicale. La band ha partecipato ai vari festival musicali, tra cui la Festa della musica di Chianciano Terme e si è esibita in vari locali di Firenze, come il Glue Alternative Concept Space e il circolo culturale urbano BUH! Di Rifredi, in occasione del Middle East Now festival.
Nel 2017 il gruppo, dopo aver ottenuto successo nella gara Toscana100Band, è riuscito a pubblicare il suo primo album intitolato “Floating Trip“. La loro musica ha uno stile ben dettagliato ed è in grado di realizzare sempre un’atmosfera particolare, qualcosa di unico e mai sentito.
Un sound semplice ma anche strutturato, un live electronik con i segni della musica sperimentale. C’è anche un sapore mediorientale che si intreccia con il linguaggio e la musica elettronica occidentale. I ragazzi suonano a modo loro e creano la loro musica artigianale, con sonorità ricreate con strumentazioni rudimentali e anche tecnologiche al tempo stesso. Cercano di creare una sorta di coesistenza fra differenti sentimenti musicali, un equilibrio fra passato e futuro.
Lo scorso 11 ottobre i Bowland sono tornati sul palco di “X Factor 2018”. Durante la seconda puntata dedicata ai bootcamp, la band ha stregato di nuovo il pubblico e i giudici con una cover del brano “Maybe Tomorrow” degli Stereophonics, dove Pejman ha suonato il suo famoso Scacciapensieri e ha cercanto di creare un’atmosfera insolita con la sua influenza orientale, mentre Saeed con il suo sintetizzatore ha preso in mano la parte elettronica dell’opera. E’ entrata poi Lei Low con la sua voce pazzesca all’interno del pezzo, da vero colpo di scena, dove si è visto contemporaneamente sorpresa, paura ma soprattutto elogio negli occhi dei suoi concorrenti, un momento magico, un suono “erotico”, come aveva detto Mara Maionchi dopo averli sentito.
I Bowland hanno anche conquistato gli home visit di “X Factor 2018”, l’ultima selezione prima della partenza degli attesissimi live. In questi giorni, in cui i ragazzi dell’Iran vivono in difficoltà a causa dei problemi politici ed economici del loro Paese, il successo di Bowland (come suggerisce il significato del loro nome in lingua persiana “alta”), potrebbe ispirarli, aiutandoli a scoprire talenti, passioni e potenzialità nascoste dentro di loro, per raggiungere altissimi livelli.

Hadi Farahmand

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