Anema e core” – l’edizione d’arte
di Francesco De Gregori e Mimmo Paladino
99 vinili autografati
dentro un involucro d’arte unico.

Invadere i campi e lasciarsi invadere, sempre. La poetica di Francesco De Gregori, questa volta circoscritta alle parole in dialetto napoletano della leggendaria canzone “Anema e Core”, si cerca, si tocca, si incontra e si stringe al linguaggio mirabolante della transavanguardia del maestro Mimmo Paladino.

Vorrei sempre l’imprevisto nella mia vita artistica!

Ammette Paladino, il quale riconosce come motore dell’intero progetto proprio questa sete di novità, quasi di una vera e propria sfida, e racconta:

Quando Francesco mi ha detto: “Voglio cantare Anema e Core” ho pensato che fossimo in un territorio pericoloso. Pericoloso per la lingua, ma soprattutto per la tradizione. È un pezzo che evoca atmosfere anni ’50. Lui (De Gregori ndr) mi disse che doveva essere un vinile, così pensai che il mio contributo non dovesse essere una copertina. Pensai invece di incidere delle lastre di linoleum. Il mio pensiero andò immediatamente ai fratelli Bulla di Roma, che avrebbero dovuto stampare le lastre in una serie limitata. Ricordo che l’idea di poter lavorare con un artista del panorama musicale italiano, insieme a degli artigiani come i Bulla e tirare fuori insieme qualcosa di inedito in questo mondo estremamente digitalizzato, mi allettava parecchio.”

Ma come è nata questa idea di progetto, dove e quando è scattata la scintilla dell’arte?
Risponde De Gregori:

È venuta fuori per caso, un’illuminazione. L’idea di cantare questa canzone insieme a Chicca è venuta a Napoli, davanti al mare. Mi ricordo che c’era un posteggiatore che cantava sempre questa canzone, quella sera non c’era e allora l’ho cantata io. Chicca mi è venuta dietro e ci sono piaciute le nostre voci insieme, la loro musicalità in quelle arie. Prima di questo incontro con Mimmo “Anema e Core” l’abbiamo portata dal vivo in tour all’estero e in America è stato un grande successo. Ricordo dei momenti davvero emozionanti. Inizialmente, quando mi misi a cantarla sul pontile, facendo le veci del posteggiatore napoletano, mi resi conto che conoscevo solo il ritornello della canzone. Ho riscoperto il testo ed è molto profondo.”.

Francesco e Chicca De Gregori

Così gli amici Francesco e Mimmo s’incontrano per un pranzo e decidono di creare un’opera vera di Paladino, una nuova xilografia. Quindi, anche per preservare il valore artistico e artigianale di questo lavoro, l’unica strada che ai due artisti pare opportuno percorrere è quella di un’edizione limitata, scansando come la peste qualsiasi possibilità di creare una serie da stampatori discografici. L’idea è quella che la xilografia di Paladino diventi un involucro d’arte per racchiudere un’opera d’arte. Questo progetto è un’edizione d’arte, un rendez vous d’altri tempi, che ricorda casi celebri di commistione tra sfere artistiche eterogenee e in particolare i precedenti di Andy Warhol, che disegnò la notissima banana per i Velvet Underground, la collaborazione tra Damien Hirst e The Hours, Sgt. Pepper firmato Peter Blake o ancora Ryan McGinley conl’artworkper i Sigur Ros. In questo caso sono le voci di Francesco De Gregori e di sua moglie Chicca, che riscoprono il dialetto napoletano e trasportano con le loro vibrazioni un amore viscerale e sempiterno, che Mimmo Paladino intercetta nel simbolismo di due volti affiancati nel blu di una notte misteriosa. Dietro a questo straordinario progetto c’è la voglia di sconfinare, il desiderio e forse anche il bisogno di evadere dai propri spazi di riferimento ed esplorare nuovi luoghi di bellezza sconosciuti. Come confessa Francesco De Gregori:

Ti viene voglia di sporcarti le mani quando lavori da anni in un settore artistico, hai bisogno, almeno io, di evadere in altri campi, di andare oltre e contaminarsi. Bisogna avere coraggio per fare gli artisti, rischiare e magari sbagliare e fare anche delle opere brutte.”.

De Gregori è un collezionista d’arte, più un appassionato che un esperto, come ammette lui stesso, e questo bisogno di evadere dalla dimensione artistica del cantautorato italiano trova un precedente nella collaborazione con l’artista Lucia Romualdi. Nel 2013 inizia il progetto “Soundings”, che vuole far dialogare la canzone “Cardiologia” di De Gregori, che l’artista riscrisse per l’occasione, insieme alle partiture di luce ispirate ai ritmi delle maree create da Lucia Romualdi. Il mondo dell’arte contemporanea ha sempre affascinato De Gregori, il quale ha però guardato a questo campo come ad un ambiente artistico più evanescente del suo, più intellettuale, ma allo stesso tempo anche più materiale, perché il prodotto finale esiste nello spazio ed è percepibile con più sensi rispetto all’opera artistica musicale.

Lavorai con il mio brano “Cardiologia” a una installazione insieme a Lucia Romualdi. Questa è stata la mia prima “invasione di campo” – ci dice De Gregori in conferenza stampa, e aggiunge “Con Mimmo è stato diverso, anche più difficile. Il mondo di Paladino è più rarefatto, più colto del mio (quello discografico ndr). Se dovessi chiedermi come convive la mia canzone e in generale il mio lavoro con l’arte contemporanea ad oggi non saprei ancora rispondere.” Il confronto artistico è sempre emozionante. “Chi è che ha dato di più? Quale arte tra le due? Non saprei davvero. Forse siamo pari, i due livelli artistici si cercano, si toccano e si trovano. Questo è stato il fascino dell’esperienza d’arte, di questo disco d’arte.” Poi aggiunge “Non chiamatelo cofanetto, ve ne prego, è un termine che odio!”, ribadendo così ancora l’intento deviante dalle logiche di prodotto commerciale di questo lavoro e che le canzoni possono davvero essere molto di più di un semplice entertainment. Negli anni ’70 i cantautori italiani, tra cui sicuramente Francesco De Gregori, hanno rinnovato il linguaggio e lo stile che venivano utilizzati fino ad allora, ma quasi involontariamente, senza rendersi conto di farlo. Come spesso accade a chi con passione e talento si dedica a un’arte, i cantautori italiani hanno rivoluzionato e rinfrescato il linguaggio lirico e musicale dell’epoca.

Conoscevo di fama Paladino, ma lui e gli altri artisti della transavanguardia, che apprezzavo, li ho sempre visti come da lontano. Chiusi nella loro bellissima torre d’avorio, mai avrei pensato che potessero ascoltare e apprezzare la mia musica e quella degli altri cantautori.”

La realtà non era propriamente come la vedeva il giovane cantautore De Gregori. Mimmo Paladino ha raccontato di come certamente i suoi riferimenti musicali fossero John Cage e Philip Grass.

Per noi la musica era quella..

Ma allo stesso tempo Paladino ha raccontato di una serata a casa Gio Ponti alla fine degli anni ’70, durante la quale la discussione nel salotto del noto architetto riguardava la musica dei giovani cantautori che stavano uscendo in quegli anni. In quell’occasione il critico d’arte Tommaso Trini disse che la musica italiana contemporanea era parente dell’arte contemporanea, era esattamente il corrispettivo della transavanguardia di Paladino e soci. Mimmo rimase perplesso, ma poi ha ammesso che capì.

Ho sconfinato con Brian Eno e Lucio Dalla. Questa esperienza con Francesco (De Gregori ndr) l’ho voluta fare con leggerezza, è così che si deve lavorare per creare qualcosa di bello.“.

La xilografia originale di Mimmo Paladino accompagna un vinile 10” con due versioni di “Anema e Core”, una acustica e una orchestrale. La traccia è stata registrata a Bath, in Inghilterra, nei Real World Studios di Peter Gabriel. La xilografia si presenta in una teca di plexiglas, gli esemplari, tutti realizzati nella storica stamperia artigianale dei fratelli Bulla a Roma, sono numerati e firmati da Mimmo Paladino, Francesco e Chicca De Gregori. L’edizione, a tiratura limitata, del nuovo progetto del cantautore romano, “Anema e Core”, è in uscita domani, 26 ottobre. Il pre-ordine è disponibile in esclusiva sui siti IBSLaFeltrinelli.

Mi ritengo una vittima del bello. Se rinascessi magari farei il pittore.”.

 Francesco De Gregori, 23 ottobre 2018, conferenza stampa di “Anema e Core” presso la Triennale di Milano.

Federico Guarducci

Copertina di “Anima e Core”
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