Gli Skelters sono un gruppo italiano sulle scene musicali già dal 2004, protagonisti di circa 150 concerti in tutta Italia e ben due tournèe europee. Spettacolo News ha avuto il piacere di intervistarli e, attraverso questo scambio di battute, vuole darvi la possibilità di conoscere la loro musica, il loro modo di lavorare, le loro ispirazioni e qualche piccola curiosità che li riguarda!

Il sound dei vostri brani è particolarmente orecchiabile, caldo e nella semplicità delle parole i pezzi arrivano in forma piuttosto diretta all’ascoltatore: come nascono i vostri lavori?

Crediamo che gli ascolti siano parte integrante di una produzione. Avendo sempre ascoltato dai Beatles ai grandi artisti italiani, pensiamo che le influenze sonore siano inevitabili. Partiamo sempre da qualcosa che ci ha colpito, un evento, una sensazione, un sentimento, una visione e tentiamo di riportare le immagini così come le avvertiamo. Il più semplicemente possibile. D’altronde una canzone in media dura poco più di 3 minuti.

A quale siete maggiormente legati e perché?

Ognuna ha una sua motivazione e un suo significato. Se proprio dobbiamo darti un titolo allora la scelta ricade su “Siamo”. È un pezzo dell’album scritto a 4 mani da Giuseppe ed Emanuele e riassume in grandi linee come vediamo la vita.

Le contaminazioni nelle vostre canzoni sono evidenti e arricchiscono molto i singoli brani, nonostante spicchi la vostra personalità: vi siete mai ispirati a qualche artista in particolare?

Le ispirazioni sono tutte in quello che ascoltiamo. Inevitabilmente. Abbiamo veramente scritto brani di tutti i generi, dalle ballate classiche per pianoforte al rap, a volte passando per le poesie. Poi con gli Skelters si sceglie e arrangia tutto in base ai nostri gusti e si sentono tutti i nostri artisti preferiti.

Avete suonato in tantissime città italiane ed europee: se doveste scegliere un concerto in particolare, quale ricordereste con maggiore piacere?

In questi ultimi sei mesi Roma. Ma anche Milano, Bologna. Troviamo sempre gente che ci dà tantissimo Amore. 

Invece il momento più divertente in studio durante la registrazione dell’album qual è stato?

Sono tantissimi i momenti in cui abbiamo riso fino alle lacrime, per fortuna con Simone Piccinelli e Pietro Paletti (il nostro produttore artistico) si lavora davvero bene. Forse, quando abbiamo banchettato fuori dallo studio con tanto di ombrellone!

Come è nata la collaborazione con Pietro Paletti, produttore artistico di diversi brani inclusi nell’album? Si nota la sua impronta…

Pietro Paletti oltre ad essere una persona fantastica è un produttore esigente e scrupoloso. Preciso e dalle grandi idee. Lo abbiamo conosciuto tramite Emanuele, che lo ha intervistato per una radio in Lussemburgo. Ascoltati i suoi brani abbiamo pensato: “questa è la persona giusta per noi”!

Cosa dovremmo aspettarci in futuro? Progetti?
Ovviamente progettiamo di conquistare il Mondo! Il prossimo disco degli Skelters arriverà prestissimo!

Carlotta d’Agostino

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