Spettacolo News vi propone oggi un’intervista al giovane rapper Marco Loiacono alias Sagoma, che ha da poco terminato la lavorazione delle tracce che comporranno il suo primo lavoro discografico importante intitolato “Teatro di Panico”.
L’album, interamente prodotto da Alessandro D’Alessio nome d’arte Deville, conterrà 10 brani dal sound forte e deciso e sarà disponibile in tutti i digital store a partire dal mese di novembre. Dopo aver pubblicato il brano “Cosa resta”, prodotto da Jok Beatz, Sagoma ha anche realizzato il videoclip che è stato diretto da Federico Rinaldi e Simone Serafini.
Il ritornello del pezzo – “Dimmi cosa resta: l’amaro in bocca delle mie gesta, i segni rimangono profondi e incisi; resta nella tua testa e vai in crisi, dimmi cosa resta, cosa resterà?” – fa colpo sui ragazzi tanto da non uscire più dalla loro testa, aggiudicandosi così una discreta notorietà. Grazie alla vittoria come new talent Sanremo 2016 presso “L’altro mondo studios”, il giovane rapper è da poco rientrato a Roma dopo aver partecipato dal 22 al 24 settembre scorsi al camp nella prestigiosa location del CET (Centro Europeo di Toscolano) di Mogol ad Avigliano Umbro (TR). Il masterclass gli ha permesso di vivere la straordinaria opportunità del festival internazionale della musica emergente, senza dover sostenere le selezioni macroregionali del Tourmusicfest.

 

Sagoma, come ti sei avvicinato alla musica?
La musica ha bussato alla mia porta all’età di 12 anni. Sin da allora mi incuriosiva il fatto che i miei amici, di età più grande, partecipassero a gare di freestyle e contest e sentivo giorno per giorno che questa passione cresceva in maniera spropositata in me. Successivamente mi sono iscritto a numerosi contest e sono riuscito a partecipare al “Fight Club” di Roma, facendo tesoro dell’esperienza e dei consigli degli artisti di un certo calibro che ho avuto la fortuna di conoscere frequentando l’ambiente musicale.

Quali sono stati i momenti di maggiore difficoltà?
Sicuramente il mio debutto musicale. Inizialmente mi sentivo a disagio, mettermi in mostra davanti ad un pubblico che non mi conosceva e questo mi faceva sentire insicuro procurandomi la paura del giudizio. Il rap nasce proprio come forma di protesta, è un’esplosione di emozioni che si vorrebbero esternare, ma poi non è così semplice riuscire a farlo. Le difficoltà però non sono state solo di natura emotiva, bensì anche economiche perché realizzare prodotti musicali di qualità avendo a disposizione un budget molto basso è piuttosto difficile.

Come nascono i testi delle tue canzoni? I tuoi brani non sono mai banali.
Per me non tutti i momenti per scrivere sono buoni. Riesco a comporre dei testi solo se sono ispirato sulla base delle emozioni che vivo in quel particolare momento! Dietro ad ogni pezzo c’è  moltissimo lavoro. Si è vero, per me niente è banale e soprattutto non c’è nulla di inventato. Molte sono le tematiche che cerco di trasferire nei miei testi, prevalentemente cerco di focalizzare l’attenzione sui disagi che i miei coetanei si ritrovano a vivere nella quotidianità.

Direi che in ogni brano c’è anche molto coraggio!
Si anche molto coraggio, giusto! La verità è sempre molto scomoda. Estratto da Checkmate EP ho realizzato il quarto singolo “Paese di nessuno”, che denuncia la situazione di crisi nella quale versa la nostra Nazione, affrontando le varie problematiche esistenti. Questo purtroppo è un pezzo che mi hanno contestato moltissimo!

Ci sono degli artisti a cui ti sei ispirato?
Sono cresciuto ascoltando molti artisti tra i quali Eminem  J-AX, Snoop dog e Tu Pac, ma in particolare i Club Dogo che per me sono sempre stati un grande punto di riferimento musicale.

Che tematiche hai affrontato nel tuo primo singolo, che risale al 2009 e si intitola “Alcool droga”?
Nel brano mettevo in luce i problemi dei giovani che si rifugiano nel mondo della droga, tema che ho vissuto proprio sulla mia pelle a causa della prematura scomparsa del mio più caro amico.

Come nasce l’idea di realizzare il tuo album “Teatro Di panico”?
Ho potuto realizzare il mio nuovo album grazie anche ad una importante collaborazione con Deville, un noto produttore musicale romano con cui condivido uno studio di registrazione a Roma. In questo disco ho voluto racchiudere, attraverso le 10 tracce che lo compongono, tutto quello che penso a livello sociale rispetto a quello che ero prima e a quello che sono diventato dopo, in seguito alle vicissitudini belle e brutte che mi hanno visto protagonista.

Quale è stata finora la tua esperienza professionale più importante?
Sicuramente quella del Sanremo new talent a Rimini presso lo storico “Altro mondo studios”, successivamente andato in onda su Sky. Vincere la categoria giovani ed essere stato premiato da professionisti del calibro di Walter Sacripanti e Rossella Diaco è stata per me una grande opportunità, grazie alla quale ho potuto mettermi in gioco e apprendere da artisti di fama nazionale.

Sei soddisfatto dei risultati finora raggiunti?
Certamente sì. Per me è molto importante riuscire a trasmettere, attraverso i miei testi, un messaggio di speranza e di coraggio. Per questo motivo ho intenzione di portare avanti anche dei progetti sociali, che mi hanno regalato molte soddisfazioni. Ho iniziato qualche anno fa a recarmi in alcuni istituti scolastici, dove ho potuto creare e concretizzare un vero e proprio laboratorio di scrittura per ragazzi dai 10 hai 15 anni su delle tematiche importanti quali il bullismo o la disabilità. Il programma consisteva nel raccontare e introdurre la storia dell’hip hop/rap, per poi approfondire nel concreto come si scrive una canzone, come si mantiene il tempo e come si crea una vera e propria base facendo scrivere ai ragazzi delle strofe su un tema e su una base scelte insieme. Da questa esperienza mi sono potuto rendere conto che i ragazzi hanno bisogno di essere stimolati e sostenuti per esternare quello che a volte tengono solo per se stessi e sono molto contento di poter essere loro d’aiuto anche con la mia musica!

Quali sono i tuoi sogni e progetti futuri?
Il mio sogno più grande è che la mia passione per la musica possa diventare anche un lavoro che mi consenta di vivere in maniera dignitosa. Dopo l’uscita del mio album ho intenzione di realizzare molti live importanti per i quali sto già valutando la scelta di diversi locali sparsi in tutta Italia. Inoltre sarò accompagnato da un band costituita da grandi professionisti del settore!

Concludiamo la nostra intervista parlando di cibo: qual è il tuo piatto preferito e quale invece il dolce che ti rappresenta di più?
Adoro i cannelloni ripieni di carne, posso rinunciare a tutto ma non a questo piatto! Per quanto riguarda il dolce sicuramente il profitterol al cioccolato, perchè in fondo sono molto dolce!

Patrizia Faiello

Please follow and like us:
error

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *