Oggi Spettacolo News dedica lo spazio delle interviste al cantante, musicista e compositore Marco Liotti, nato a Roma il 23 febbraio del 1970. Fratello del volto e nome conosciutissimo, soprattutto al pubblico affezionato di fiction e protagonista della ormai conclusa quarta stagione di “Un passo dal cieloDaniele Liotti, Marco si occupa di musica già da diversi anni, attraverso la quale ha raccolto numerosi consensi e soddisfazioni.
Alla famiglia Liotti appartiene anche l’altro fratello, Roberto, con il quale nel 1990 Marco ha formato il duo Liotti, che per molti anni li ha visti protagonisti di molti spettacoli.
Nel 2002 il cantautore ha formato un altro gruppo chiamato “Marco Liotti & Fyfty Fifty“, un’avventura musicale con la quale ripropone le sue canzoni più amate, quelle cioè relative agli anni ‘50 e ‘60.
Nello stesso anno, per portare avanti un’altra grande passione, Marco Liotti si è laureato presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia de “La Sapienza” di Roma, specializzandosi in Dietistica e successivamente ha collaborato e lavorato nella capitale presso il reparto di Gastroenterologia ed Epatopatologia del Policlinico Umberto I, il reparto di Dietologia dell’ospedale Forlanini ed il reparto di Diabetologia e malattie metaboliche dell’ospedale San Camillo.
Attualmente Marco lavora a Roma come nutrizionista presso lo studio di Medicina Estetica e Fisiomedical Caravaggio  e svolge anche delle attività di consulenza presso centri estetici, palestre e farmacie.

Come ti sei avvicinato al mondo musicale? Cosa è per te la musica e quanto conta nella tua vita?
Mi sono avvicinato alla musica all’età di sette anni grazie ad un’insegnante della scuola elementare che frequentavo e che suonava la chitarra. Verso i dieci anni ho iniziato a suonare la chitarra classica e in secondo momento ho preso anche lezioni di canto. Da quando ho iniziato questo percorso, la musica non mi ha più abbandonato e mi sono reso conto che per me è tutto e non riesco a fare a meno di esibirmi dal vivo.

Nel 1990 hai formato un gruppo musicale insieme a tuo fratello Roberto e dodici anni  dopo Marco Liotti & Fytfy Fifty. Qual è il lavoro o l’esibizione a cui finora sei più legato?
Con mio fratello Roberto ho suonato per circa undici anni, nelle nostre esibizioni proponevamo oltre ai nostri pezzi anche quelli di diversi artisti internazionali come gli Wham, Simple Red, Lucio Battisti, Umberto Tozzi  e Rino Gaetano. Mi sento maggiormente legato alle esibizioni con il gruppo Marco Liotti & Fytfy Fitfy, perché la mia forza sta nel cantare le canzoni degli anni  ‘50 che ho scoperto grazie ai miei genitori, visto che in casa si ascoltava Paul Anka ed Elvis Presley per esempio. Crescendo ho iniziato ad ascoltare anche la musica degli anni ’80 e tra gli artisti preferivo ci sono senz’altro Freddy Mercury, Prince e Michael Jackson. Con il tempo la priorità è rimasta sulla musica anni ‘50, perché è il mondo che più mi appartiene, una dimensione tutta mia e che mi fa pensare positivo.

Oltre al percorso artistico il tuo interesse è rivolto anche all’alimentazione
Il mondo dello spettacolo, non possiamo negarlo, è abbastanza difficile, un continuo up e down e poiché sono sempre stato un appassionato di libri sulla nutrizione e sull’alimentazione alla fine ho preso la laurea e con molto piacere svolgo anche il mestiere del nutrizionista.

La tua famiglia gode di grande notorietà: condividere un cognome noto può aiutare ad arrivare al successo o è più difficile raggiungere buoni risultati nella carriera professionale e personale?
Nel mio caso direi di no. Io e mio fratello Daniele ci occupiamo di due cose differenti, lui si occupa di cinema e di recitazione io di musica e per questo motivo non ho mai trovato un grande riscontro, siamo comunque una famiglia molto unita e se ci si può aiutare perché no!

Nella tua carriera oltre alle esibizioni musicali da cantautore hai vissuto anche l’esperienza cinematografica del remake del film felliniano “8 e 1/2”. C’è un episodio in particolare delle riprese del film-musical che ricordi a distanza di 7 anni dall’uscita nelle sale?
Di quella esperienza bellissima ciò che ricordo con molta simpatia è che in un momento di pausa, durante le riprese del film il regista Rob Marshall si avvicinò e mi chiese di canticchiargli a voce nuda il ritornello del pezzo “Guarda come dondolo” di Edoardo Vianello. Rimasi felicemente sorpreso, perché pensando agli artisti americani mi aspettavo una richiesta diversa.  Una canzone tipo quella di Edoardo può apparire a noi italiani sempliciotta, perché la sentiamo con la nostra lingua ma in realtà non è così!

Recentemente insieme a tuo fratello Roberto e al tuo pianista Antonio Iammarino hai composto i brani “Che ti prende” e “Aspettando la Marea”, che sono stati inseriti nella colonna sonora del film “Addio fottuti musi verdi” dei The Jackal, attualmente nelle sale cinematografiche. Come nasce questa opportunità?
E’ nata per caso. Il regista Francesco Ebbasta per il film stava esaminando dei brani un po’ datati, ma allo stesso tempo originali e parlando con il compositore e responsabile delle musiche del film, Michele Braga, si è messo in contatto con me. Michele ha suonato con me in qualche concerto, poi ha abbandonato il mondo del live e si è dedicato alla composizione, ma essendo rimasti amici mi ha chiesto se avevo dei brani da presentare, così ne ho inviati cinque e tra questi hanno scelto i brani che hai citato tu Patrizia, che sono piaciuti moltissimo al regista!

Patrizia Faiello

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